Firenze, in mostra il celeberrimo ritratto allegorico di Dante eseguito dal Bronzino


Dall’11 ottobre al 31 dicembre, alla Certosa del Galluzzo di Firenze va in mostra il celeberrimo ritratto allegorico di Dante dipinto dal Bronzino, opera in collezione privata.

È uno dei ritratti più famosi di Dante Alighieri (Firenze, 1265 - Ravenna, 1321), anche se è stato realizzato a più di duecento anni dalla sua scomparsa: è il ritratto allegorico dipinto dal Bronzino (Angelo di Cosimo Tori; Firenze, 1503 - 1572), è di proprietà privata, ma dall’11 ottobre al 31 dicembre potrà essere ammirato dal pubblico alla Certosa del Galluzzo di Firenze in occasione della mostra ...con altra voce ritornerò poeta. Il Ritratto di Dante del Bronzino alla Certosa di Firenze, un progetto ideato da Antonio Natali, ex direttore degli Uffizi, assieme ad Alessandro Andreini, e organizzato sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Firenze dalla Comunità di San Leolino, dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dall’Opera di Santa Croce. La mostra propone dunque l’esposizione esclusiva del dipinto eseguito nel 1532-1533 dal Bronzino e proveniente da una collezione privata fiorentina.

Il Ritratto allegorico di Dante sarà sistemato sul fondo della Pinacoteca della Certosa, che sul lato sinistro ospita anche i cinque affreschi del Pontormo (dipinti intorno al 1523) raffiguranti le Scene della Passione, alla realizzazione dei quali collaborò lo stesso Bronzino, mentre a Firenze si diffondeva un’epidemia di peste. Sempre nella sala della Pinacoteca si potranno ammirare anche le copie in scala ridotta eseguite su tela da Jacopo da Empoli e da altri pittori fiorentini dell’Accademia delle Arti del Disegno intorno al 1582. La mostra rappresenta pertanto l’occasione per ammirare un’opera poco visibile, poiché proveniente da una collezione privata, in un ambiente storicamente attinente. Per il curatore Antonio Natali, la mostra costituisce “una maniera per celebrare Dante ricordando con lui artefici illustri che nel Cinquecento ne furono ammiratori appassionati”.

Le vicende storiche del Ritratto allegorico del Bronzino, una lunetta pubblicata nel 2002 come Bronzino dallo storico dell’arte Philippe Costamagna, e che nel 2015 è stata esposta per un periodo nella Sala 65 della Galleria degli Uffizi, sono legate a un episodio riferito da Giorgio Vasari nella Vita del Bronzino. Al suo ritorno da Pesaro, il pittore fiorentino ricevette da Bartolomeo Bettini la commissione dei ritratti dei tre padri della letteratura italiana, Dante, Petrarca e Boccaccio, da collocare nelle lunette di una stanza della sua abitazione. La commissione a Bronzino aveva però anche un sapore politico: sia Bettini sia il suo amico Michelangelo Buonarroti erano infatti fortemente impegnati nel difendere la Repubblica contro la tirannia del duca Alessandro de’ Medici, e il Canto XXV del Paradiso, leggibile sul libro sorretto da Dante desideroso di rientrare dall’esilio, si adatta particolarmente alle vicende politiche della famiglia Bettini. È da notare che il saggio di Jason Houston nel catalogo è dedicato proprio alle relazioni fra il canto XXV del Paradiso e l’opera dipinta dal Bronzino per Bettini.

Il significato complessivo del progetto di Bettini è descritto nella Vita del Pontormo, che per quella stessa stanza eseguì una tavola con Venere e Amore, su cartone di Michelangelo. Dei ritratti dei tre grandi letterati l’unico ad oggi noto è quello di Dante ed è conosciuto proprio per l’opera in collezione fiorentina che sarà esposta alla Certosa, che ha anche una replica della bottega del Bronzino conservata nella Collezione Kress della National Gallery of Art di Washington. Da questo ritratto di Dante è desunto il volto xilografato che campeggia nel frontespizio della Divina Commedia pubblicata a cura di Francesco Sansovino nel 1564.

Quanto alla scelta del luogo, la Certosa del Galluzzo, nata per volontà di Niccolò Acciaiuoli tra il 1342, anno in cui fu delineato l’intero progetto, e il 1356, quando ormai l’edificio principale era quasi completato), in antico fu affiancata a un palazzo per l’educazione culturale e religiosa di giovani fiorentini che si volgessero agli studi umanistici. Niccolò Acciaiuoli, che era uomo colto, aveva scelto come procuratore Giovanni Boccaccio il quale, al pari di Francesco Petrarca, gli era amico; e sui rapporti fra i destini di Dante e di Acciaiuoli insiste proprio il saggio di Alessandro Andreini. Per questa ragione è stata scelta la Certosa come luogo per ospitare il ritratto nel quadro delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante. E ancora, la decisione di esibire questo ritratto del Bronzino non è stata determinata solo dalla sua elevatissima qualità, ma anche dalle relazioni forti che legarono il pittore (lui pure peraltro poeta, ora bernesco ora petrarchesco) alla Certosa.

Per l’occasione è stato realizzato anche il catalogo della mostra, edito da Feeria e Polistampa, con la cura redazionale di Alessandro Andreini e i saggi, oltre che dello stesso Andreini, anche di Andrea Baldinotti, Monica Bietti, Jason Houston, Carmelo Mezzasalma e Antonio Natali. La mostra sarà visitabile tutti i giorni (escluso il lunedì e la domenica mattina) dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ingresso 5 euro, nel biglietto è compresa anche la visita guidata della Certosa. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito della Certosa di Firenze.

Firenze, in mostra il celeberrimo ritratto allegorico di Dante eseguito dal Bronzino
Firenze, in mostra il celeberrimo ritratto allegorico di Dante eseguito dal Bronzino


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