Peggy Guggenheim a Londra: a Venezia in mostra la nascita di una collezionista


Alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia una mostra ricostruisce l’esperienza londinese della celebre mecenate tra il 1938 e il 1939, quando la galleria Guggenheim Jeune contribuì a ridefinire la scena artistica britannica tra avanguardia e tensioni prebelliche.

Dal 25 aprile al 19 ottobre 2026 la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presenta la mostra Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, la più ampia esposizione mai realizzata in ambito museale dedicata all’esperienza londinese della celebre mecenate Peggy Guggenheim (New York, 1898 – Camposampiero, 1979) e alla sua prima galleria, Guggenheim Jeune, attiva al 30 di Cork Street tra il 1938 e il 1939. Curata da Gražina Subelytė e Simon Grant, la mostra ricostruisce un capitolo decisivo nella formazione di Peggy Guggenheim, destinato a orientarne in modo definitivo il ruolo di collezionista e sostenitrice dell’arte del Novecento.

La breve ma intensa esperienza della galleria londinese si inserisce in un contesto culturale complesso, segnato da un lato dal conservatorismo delle istituzioni britanniche e dall’altro dalla crescente spinta verso l’innovazione portata dalle avanguardie europee. In questo scenario, Guggenheim Jeune svolse un ruolo centrale, contribuendo a diffondere e legittimare l’arte contemporanea in Gran Bretagna. Insieme ad altre realtà come la Redfern Gallery, la Mayor Gallery e la London Gallery, lo spazio fondato da Guggenheim sfidò le convenzioni espositive tradizionali, offrendo visibilità a linguaggi artistici allora considerati radicali.

Allestimenti della mostra
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Nel corso di appena diciotto mesi, dal gennaio 1938 al giugno 1939, la galleria ospitò oltre venti mostre, molte delle quali rappresentarono veri eprimati nel panorama britannico. Tra questi, la prima personale nel Regno Unito di Vasilij Kandinskij, una mostra dedicata a Jean Cocteau, la prima esposizione interamente consacrata al collage e una rassegna di scultura contemporanea che suscitò un ampio dibattito pubblico. Non meno significativa fu la mostra di opere realizzate da bambini, in cui compariva persino un dipinto del giovanissimo Lucian Freud, segnando il debutto espositivo di uno dei futuri protagonisti dell’arte britannica.

L’esposizione veneziana riunisce circa cento opere provenienti da importanti istituzioni internazionali e collezioni private, molte delle quali furono presentate originariamente a Londra. Il percorso comprende dipinti, sculture, opere su carta, fotografie, pupazzi e materiali d’archivio, restituendo la varietà e la vitalità della programmazione di Guggenheim Jeune. Tra gli artisti presenti figurano Eileen Agar, Jean Arp, Barbara Hepworth, Kandinskij, Rita Kernn-Larsen, Piet Mondrian, Henry Moore, Cedric Morris, Sophie Taeuber-Arp e Yves Tanguy, accanto a figure che Guggenheim avrebbe successivamente incluso nella propria collezione.

Un elemento centrale della mostra è la rete di relazioni che sostenne l’attività della gallerista. Le collaborazioni e le amicizie con protagonisti del modernismo come Samuel Beckett, Marcel Duchamp, Roland Penrose, Herbert Read e Mary Reynolds risultarono determinanti nella definizione della sua visione culturale. In questo senso, la mostra non si limita a documentare un’esperienza espositiva, ma restituisce un ambiente intellettuale dinamico, segnato da scambi e contaminazioni tra discipline e linguaggi diversi.

Vasilij Kandinskij, Curva dominante (Aprile 1936; olio su tela 129,2 x 194,3 cm; New York, Museo Solomon R. Guggenheim)
Vasilij Kandinskij, Curva dominante (Aprile 1936; olio su tela 129,2 x 194,3 cm; New York, Museo Solomon R. Guggenheim)
Vasilij Kandinskij, Cosacchi (1910–11; olio su tela 94,5 x 130,2 cm; Londra, Tate)
Vasilij Kandinskij, Cosacchi (1910–11; olio su tela 94,5 x 130,2 cm; Londra, Tate)
Vasilij Kandinskij, Figura verde (1936; olio su tela 117,5 cm; x 89,3 cm; Parigi, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne / Centre de création industrielle)
Vasilij Kandinskij, Figura verde (1936; olio su tela 117,5 cm; x 89,3 cm; Parigi, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne / Centre de création industrielle)
Rita Kernn-Larsen, Oltre lo specchio (1937; olio su tela 120 x 84 cm; Tønder, Kunstmuseet)
Rita Kernn-Larsen, Oltre lo specchio (1937; olio su tela 120 x 84 cm; Tønder, Kunstmuseet)
Sophie Taeuber-Arp, Equilibrio (1932; olio su tela, 41,7 x 33,5 cm; Berlino, Stiftung Arp e. V.)
Sophie Taeuber-Arp, Equilibrio (1932; olio su tela, 41,7 x 33,5 cm; Berlino, Stiftung Arp e. V.)
Piet Mondrian, Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939 (1938–39; olio su tela, 105,2 x 102,3 cm; Venezia, Collezione Peggy Guggenheim)
Piet Mondrian, Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939 (1938–39; olio su tela, 105,2 x 102,3 cm; Venezia, Collezione Peggy Guggenheim)
Marie Vassilieff, Maschera di Marlene Dietrich, fotografata da Pierre Delbo (1930; fotografia, 15 x 11 cm; Parigi, Collezione Claude Bernès). Su concessione di Rouillac, Francia
Marie Vassilieff, Maschera di Marlene Dietrich, fotografata da Pierre Delbo (1930; fotografia, 15 x 11 cm; Parigi, Collezione Claude Bernès). Su concessione di Rouillac, Francia
Marie Vassilieff, Bambole Jean Cocteau e Alexandre Dianou fotografate da Pierre Delbo (1922; fotografia, 22 x 17 cm; Parigi, Collezione Claude Bernès). Su concessione di Rouillac, Francia
Marie Vassilieff, Bambole Jean Cocteau e Alexandre Dianou fotografate da Pierre Delbo (1922; fotografia, 22 x 17 cm; Parigi, Collezione Claude Bernès). Su concessione di Rouillac, Francia
Marie Vassilieff, Bambola Carina Ari, fotografata da Pierre Delbo (1922 circa; fotografia, 22 x 17 cm; Parigi, Collezione Claude Bernès). Su concessione di Rouillac, Francia
Marie Vassilieff, Bambola Carina Ari, fotografata da Pierre Delbo (1922 circa; fotografia, 22 x 17 cm; Parigi, Collezione Claude Bernès). Su concessione di Rouillac, Francia

Il percorso espositivo si apre con una selezione di opere legate all’astrazione e al Surrealismo, che riflettono le principali direttrici della programmazione della galleria. Seguono sezioni dedicate alle singole mostre organizzate da Guggenheim Jeune, tra cui quella su Kandinskij, che rappresentò la prima retrospettiva dell’artista in Gran Bretagna, e quella su Marie Vassilieff, figura chiave di una pratica artistica che univa arte, artigianato e design. Ampio spazio è riservato anche alla mostra di scultura contemporanea del 1938, evento cruciale per la diffusione dei nuovi linguaggi plastici nel contesto britannico.

La narrazione prosegue con la sezione dedicata a Cedric Morris, artista al centro della scena dell’avanguardia inglese, i cui ritratti restituiscono un panorama articolato della società culturale londinese. In questo contesto si inserisce anche la presenza di Lucian Freud, il cui esordio artistico è documentato attraverso un’opera realizzata in età adolescenziale. Seguono le sezioni dedicate a Charles Howard e Heinz Henghes, che testimoniano la varietà delle ricerche artistiche presentate nella galleria, tra suggestioni surrealiste e sperimentazioni formali.

Particolare rilievo assume la sezione dedicata ad Atelier 17, il laboratorio fondato da Stanley William Hayter, che introdusse in Gran Bretagna un approccio innovativo alla grafica, fondato sulla sperimentazione tecnica e sulla collaborazione tra artisti. Le opere esposte evidenziano la varietà dei linguaggi sviluppati all’interno del laboratorio, spaziando dalla figurazione all’astrazione.

Un momento significativo del percorso è rappresentato dalla rievocazione della mostra “Abstract and Concrete Art”, che nel maggio 1939 riunì opere di artisti internazionali impegnati nella ricerca sulla forma pura. In un contesto segnato dall’esilio e dalla persecuzione politica, la mostra assunse anche una valenza ideologica, contribuendo a ridefinire il dibattito artistico europeo.

Wolfgang Paalen, Nube articolata (1937/2023; assemblaggio di ombrello e spugne naturali, 105 x 85 x 85 cm, edizione 1/3; Berlino, The Wolfgang Paalen Society, e. V.)
Wolfgang Paalen, Nube articolata (1937/2023; assemblaggio di ombrello e spugne naturali, 105 x 85 x 85 cm, edizione 1/3; Berlino, The Wolfgang Paalen Society, e. V.)
Cedric Morris, Scott MacGregor (1935–37 circa; olio su pannello, 59 x 48 cm; Sudbury, Gainsborough’s House)
Cedric Morris, Scott MacGregor (1935–37 circa; olio su pannello, 59 x 48 cm; Sudbury, Gainsborough’s House)
Cedric Morris, Roma Milla (1936; olio su tela, 75,2 x 62,7 cm; Sudbury, Gainsborough’s House)
Cedric Morris, Roma Milla (1936; olio su tela, 75,2 x 62,7 cm; Sudbury, Gainsborough’s House)
Cedric Morris, Vero Pieris (1934–38 circa; olio su tela, 68,2 x 55,7 cm; Sudbury, Gainsborough’s House)
Cedric Morris, Vero Pieris (1934–38 circa; olio su tela, 68,2 x 55,7 cm; Sudbury, Gainsborough’s House)
Gisèle Freund, Herbert Read e Peggy Guggenheim (1939, stampata 1977; stampa a trasferimento di coloranti, 46 x 35 cm; Venezia, Archivio Collezione Peggy Guggenheim)
Gisèle Freund, Herbert Read e Peggy Guggenheim (1939, stampata 1977; stampa a trasferimento di coloranti, 46 x 35 cm; Venezia, Archivio Collezione Peggy Guggenheim)
Gisèle Freund, Jean Cocteau (1939; stampa cromogenica a colori con rivestimento in resina su carta Kodak, 20,3 x 30 cm; Saint-Germain-la-Blanche-Herbe, IMEC)
Gisèle Freund, Jean Cocteau (1939; stampa cromogenica a colori con rivestimento in resina su carta Kodak, 20,3 x 30 cm; Saint-Germain-la-Blanche-Herbe, IMEC)
Peggy Guggenheim a Hayford Hall (1934 circa; Collezione Privata)
Peggy Guggenheim a Hayford Hall (1934 circa; Collezione Privata)
Yves Tanguy e Peggy Guggenheim a Yew Tree Cottage (1938; Collezione privata)
Yves Tanguy e Peggy Guggenheim a Yew Tree Cottage (1938; Collezione privata)

L’ultima parte dell’esposizione è dedicata alle mostre surrealiste e alla storica rassegna sul collage, che segnò una tappa fondamentale nella diffusione di questa tecnica in Gran Bretagna. Le opere esposte testimoniano l’evoluzione del collage dal Cubismo al Surrealismo, evidenziandone il ruolo centrale nello sviluppo dell’arte moderna.

La mostra si conclude con un omaggio a Gisèle Freund, fotografa che nel 1939 presentò a Guggenheim Jeune i suoi ritratti a colori proiettati, una modalità innovativa che contribuì a rinnovare il linguaggio fotografico. Nello stesso contesto emerge la figura di Winifred Henderson, collaboratrice fondamentale della gallerista, responsabile della gestione dello spazio e della costruzione della rete di contatti che ne sostenne l’attività.

Oltre alla dimensione storica e artistica, l’esposizione intende rendere omaggio al legame profondo che unì Peggy Guggenheim all’Inghilterra, da lei considerata una patria spirituale. Un sentimento che la stessa collezionista sintetizzò in un’intervista del 1976, dichiarando che, se non avesse vissuto a Venezia, avrebbe scelto la campagna inglese.

Il progetto espositivo è accompagnato da un catalogo illustrato edito dalla Collezione Peggy Guggenheim e distribuito da Marsilio Arte, con contributi di numerosi studiosi internazionali. Completa l’iniziativa un programma di attività collaterali gratuite, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Araldi Guinetti. Dopo la tappa veneziana, la mostra sarà presentata alla Royal Academy of Arts di Londra dal 21 novembre 2026 al 14 marzo 2027 e successivamente al Guggenheim Museum di New York dal 16 aprile al 12 settembre 2027.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraPeggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista
CittàVenezia
SedeCollezione Peggy Guggenheim
DateDal 25/04/2026 al 19/10/2026
CuratoriGrazina Subelyte, Simon Grant
TemiNovecento, Venezia, Peggy Guggenheim, Collezione Peggy Guggenheim, Peggy Guggenheim Collection, Arte Moderna



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