Apre il museo della Fondazione Luigi Rovati, con oltre 250 opere dall'arte etrusca alla contemporanea


La Fondazione Luigi Rovati apre il suo museo. Esposte su due piani espositivi oltre 250 opere che vanno dall’arte etrusca all’arte contemporanea. 

La Fondazione Luigi Rovati apre il suo Museo d’arte: due piani espositivi con oltre duecentocinquanta opere che vanno dall’arte etrusca all’arte contemporanea.

Con l’intervento di restauro, ampliamento e riqualificazione del palazzo sviluppato dallo studio MCA - Mario Cucinella Architects, si conclude il processo di avvicinamento graduale verso il pubblico della Fondazione Luigi Rovati.

Nel Piano Ipogeo, l’architettura in pietra ospita una parte del percorso. Si viene accolti da una grande urna cineraria in travertino e ci si muove all’interno delle cupole tra le teche in cristallo che espongono i grandi vasi, gli ex voto, le antefisse, i piccoli bronzi etruschi accanto a opere contemporanee di William Kentridge, Lucio Fontana e Arturo Martini. Dalle cupole alla grande sala ellissoidale i reperti esposti raccontano la vita quotidiana degli etruschi e un vaso di Picasso ripropone l’immagine del banchetto etrusco.

In uno spazio intimo si sviluppa poi la sezione Cercare il bello: piccoli cubi di cristallo racchiudono gioielli, monili etruschi e oggetti preziosi, come la testina di donna in bronzo dorato di Alberto Giacometti. Al centro, la teca più grande accoglie il simbolo del museo, il Guerriero Cernuschi, un raffinato bronzo votivo etrusco. La sezione dedicata alla scrittura espone urne cinerarie volterrane e chiusine e piccole ceramiche che grazie a nuove tecnologie rivelano il significato delle iscrizioni.

La Children’s room, dedicata ai laboratori didattici per i bambini, svela attraverso l’architettura di sostegno delle cupole. In una piccola sala, video-animazioni proiettate sulle pietre narrano episodi della storia degli etruschi.

Dal Piano Ipogeo la visita prosegue al primo piano, il Piano Nobile. Dalle boiserie alle porte dorate, dai pavimenti ai camini in marmo, fino alle alte specchiere settecentesche del corridoio, tutti gli ambienti progettati da Filippo Perego sono stati recuperati, restaurati e ridisegnati. La tela The Etruscan Scene: Female Ritual Dance (1985) di Andy Warhol, le polaroid della serie Etruschi (1984) di Paolo Gioli, i disegni e gli acquarelli di Augusto Guido Gatti (1863-1947), testimonianze delle pitture rinvenute nelle tombe di Tarquinia: queste alcune delle opere che si integrano con la serialità dei buccheri etruschi racchiusi nelle vetrine.

Il percorso prosegue nelle altre sale, dove sono esposte opere di artisti contemporanei, quali Luigi Ontani, Giulio Paolini, Francesco Simeti, Marianna Kennedy, posti in dialogo con sculture e reperti etruschi. Si affiancano a questo insieme significativi prestiti come l’ampia collezione di asce, fibule, strumenti da lavoro del Ripostiglio di San Francesco, proveniente dal Museo Civico Archeologico di Bologna, la grande tela di Giorgio de Chirico Le Cheval d’Agamèmnon, (1929) dalla Collezione Giuseppe Merlini di Busto Arsizio.

“Le diverse componenti dell’allestimento hanno l’obiettivo di creare un continuum narrativo nel dialogo per opposizioni o contiguità fra antico e contemporaneo, dal Piano Ipogeo al Piano Nobile”, spiega Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati, “e di dare quindi specifiche sollecitazioni al visitatore che, come esperienza emozionale oltre ai reperti e alle opere, visita anche gli spazi architettonici; anch’essi, come i reperti e le opere, nella continua variazione di forme, luce e colori, non sono contenitori ma parti dell’esperienza della visita”.

“Le collezioni d’arte etrusca e contemporanea visibili dal 7 settembre sono il cuore e la porta d’accesso della Fondazione Luigi Rovati, ma non ne esauriscono gli scopi”, prosegue Salvatore Settis, coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione. “Ne fanno parte anche lo stretto legame con la città e le sue istituzioni, l’offerta di nuovi spazi di dialogo multidisciplinare, la centralità di idee e attività legate all’utilità sociale. Una progettualità culturale che intende dispiegare in ogni caso lo stesso livello di qualità e d’impegno che le opere in mostra rendono a tutti evidente”.

Gli spazi del percorso espositivo sono progettati per dare alle mostre temporanee una piattaforma di riferimento integrata e ben definita che permetta al pubblico di trovare ogni volta una rinnovata esperienza di visita. In particolare, al primo piano lo Spazio Bianco e nel giardino il Padiglione sono dedicati ai progetti temporanei.

Parallelamente la Fondazione sviluppa attività di ricerca e studio. A questo scopo sono stati progettati servizi e spazi: tra questi, oltre alla sala studio situata al secondo piano, il secondo piano interrato accoglie l’intera Collezione di studio della Fondazione. Un piano riservato esclusivamente a esperti e ricercatori che, in occasioni speciali, potrà essere aperto al pubblico.

La Fondazione promuove l’accesso alla conoscenza superando barriere fisiche, culturali e sociali, collaborando con professionisti e associazioni ed enti no profit per lo sviluppo di percorsi e strumenti che facilitino l’accesso agli spazi e il rapporto con le opere. Dall’autunno sarà gratuitamente a disposizione dei visitatori con disabilità intellettiva la guida facilitata di Museo per Tutti, progetto ideato e realizzato dall’Associazione L’abilità onlus in collaborazione con Fondazione De Agostini. Museo per tutti nasce con la finalità di rendere fruibili l’arte e la cultura, soprattutto alle persone che attraverso le loro fragilità possono riuscire a vivere emozioni e a comprendere le opere d’arte grazie a percorsi e linguaggi elaborati in modo specifico. Per i visitatori ipovedenti sarà a disposizione il Percorso accessibile alle persone con disabilità visiva progettato con l’Istituto dei Ciechi di Milano, con riproduzioni 3D di una serie di reperti e una guida in braille.

Dal 7 al 30 settembre ingresso gratuito.

Per info: https://museo.fondazioneluigirovati.org/

Piano Ipogeo. Foto di Giovanni De Sandre
Piano Ipogeo. Foto di Giovanni De Sandre
Sala Kennedy. Foto di Giovanni De Sandre
Sala Kennedy. Foto di Giovanni De Sandre
Sala Warhol. Foto di Giovanni De Sandre
Sala Warhol. Foto di Giovanni De Sandre

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