Nel nord-est dell’India, nello stato del Meghalaya, il villaggio di Mawlynnong ha introdotto una misura insolita per una località turistica molto frequentata: dal mese di gennaio i visitatori non possono accedere la domenica. La decisione, come riportato dalla testata The Print, riguarda una delle destinazioni più note dell’ecoturismo indiano, spesso citata come “il villaggio più pulito dell’Asia”, e segna una scelta deliberata della comunità locale di limitare l’afflusso turistico almeno un giorno alla settimana.
La nuova regola è entrata in vigore all’inizio del 2026 e prevede che ai visitatori venga negato l’ingresso durante la giornata di domenica. L’avviso compare su un piccolo cartello all’ingresso del villaggio con la scritta “No visitors allowed on Sunday” (“La domenica non sono ammessi visitatori”). Non esistono barriere fisiche, ma i residenti che presidiano la biglietteria invitano i turisti a tornare in un altro giorno. La misura, come riporta The Print, è stata comunicata attraverso i social media, oltre che tramite autisti di taxi e operatori turistici che accompagnano i visitatori nella zona.
La scelta ha conseguenze anche per chi pianifica una visita. Shailendra Singh, medico dell’aeronautica militare indiana recentemente trasferito a Shillong, ha dovuto prendere due giorni di permesso per visitare Mawlynnong con la famiglia. Il villaggio dista circa novanta chilometri dalla città e la domenica, il giorno che avrebbe preferito per l’escursione, non è più accessibile ai turisti.
La decisione nasce da una discussione che si protrae da anni all’interno della comunità. Mawlynnong si trova nel distretto di East Khasi Hills e conta poco più di cento famiglie. Nonostante le dimensioni ridotte, è diventato nel tempo una delle mete più note del turismo sostenibile in India. La notorietà risale al 2003, quando la rivista Discover India lo definì il villaggio più pulito dell’Asia. Da allora numerosi media internazionali, tra cui BBC e Condé Nast, hanno raccontato la storia della località, definita anche come “God’s Own Garden” (“Il giardino di Dio”). Anche diversi blog di viaggio e guide turistiche l’hanno inserita tra le principali destinazioni di ecoturismo del paese. La reputazione di Mawlynnong è legata a un modello di gestione collettiva della pulizia degli spazi pubblici. Ogni famiglia contribuisce alla manutenzione delle strade e dei percorsi interni, dove sono collocati cestini in bambù per la raccolta dei rifiuti. L’uso di plastica monouso e sacchetti di plastica è vietato e i rifiuti vengono separati prima dello smaltimento. Chi viene sorpreso a gettare immondizia può ricevere una multa immediata imposta dal comitato del villaggio.
L’attenzione alla pulizia ha radici storiche che i residenti fanno risalire alla fine dell’Ottocento, quando i missionari cristiani arrivarono nelle colline di Khasi. Secondo la tradizione locale, in quel periodo il villaggio fu colpito da malattie gravi, tra cui la peste. I missionari, oltre a diffondere il cristianesimo, promuovevano norme igieniche come lavare i vestiti, bollire l’acqua potabile e mantenere puliti gli spazi abitativi. Con il passare del tempo queste pratiche sono diventate parte integrante della vita quotidiana della comunità. La pulizia degli spazi domestici e delle strade ha assunto un valore simbolico e religioso, tanto che molti abitanti descrivono l’ordine del villaggio come una forma di disciplina collettiva.
Negli ultimi anni, tuttavia, la crescente popolarità turistica ha creato tensioni. Mawlynnong riceve in media circa trecento visitatori al giorno, numero che durante l’alta stagione, tra ottobre e aprile, può arrivare a cinquecento. L’afflusso è aumentato anche dopo la pandemia di Covid-19, con turisti provenienti non solo dagli stati vicini come Assam e West Bengal ma anche da grandi città indiane come Delhi, Mumbai e Bengaluru. L’aumento dei visitatori ha reso più difficile mantenere gli standard di pulizia che caratterizzano il villaggio. In passato la manutenzione delle strade e la raccolta dei rifiuti venivano gestite informalmente dagli stessi abitanti. Con l’incremento del turismo, l’amministrazione locale ha dovuto assumere alcuni residenti per occuparsi della pulizia degli spazi pubblici e della raccolta dei rifiuti.
Accanto alle difficoltà pratiche, sono emersi anche problemi legati al comportamento di alcuni turisti. I residenti segnalano episodi di visitatori arrivati in gruppo nei fine settimana con musica ad alto volume o atteggiamenti poco rispettosi dell’ambiente. In un caso recente, diventato virale sui social, un uomo finlandese sposato con una donna Khasi ha rimproverato alcuni turisti indiani che avevano gettato bottiglie di plastica a terra. Il video ha generato oltre milleottocento commenti su Instagram, molti dei quali criticavano la mancanza di senso civico dei visitatori.
The Print aggiunge anche che la questione è stata discussa a lungo nelle riunioni settimanali del consiglio del villaggio. Durante il dorbar, l’assemblea annuale della comunità, è stata infine avanzata la proposta di vietare l’ingresso ai turisti la domenica. Prima di adottare la decisione, il comitato ha consultato le famiglie e i proprietari delle strutture ricettive presenti nel villaggio. Secondo Bah Precious, segretario finanziario del comitato locale, molti residenti, infatti, già in precedenza chiudevano le proprie attività la domenica.
Le motivazioni ufficiali diffuse sui social network indicano tre ragioni principali: la necessità di garantire lo svolgimento delle funzioni religiose, il desiderio di riservare la domenica alla vita comunitaria e l’inconveniente per i visitatori che trovavano comunque molte attività chiuse quel giorno. La scelta appare controintuitiva dal punto di vista economico. Il turismo rappresenta ormai una fonte di reddito importante per il villaggio. Le attività tradizionali, come la coltivazione di noci di betel e di erba per la produzione di scope, si sono progressivamente affiancate a servizi legati ai visitatori. Nel villaggio sono presenti sette homestay (alloggi) gestiti da famiglie locali, mentre nei dintorni se ne contano quasi cento registrati sulle piattaforme di prenotazione online.
I visitatori pagano anche una tariffa di parcheggio, pari a circa duecento rupie per veicolo (circa 1,87 euro), e frequentano piccoli ristoranti e bancarelle di souvenir. Le strutture ricettive chiedono tariffe che variano da mille a cinquemila rupie a notte (circa 46,70 euro), a seconda delle dimensioni delle camere e dei servizi offerti. Con l’aumento dei turisti sono comparsi anche nuovi punti vendita lungo la strada principale e molte abitazioni espongono cartelli che segnalano camere disponibili o piccoli chioschi per tè e spuntini.
Nonostante ciò, la comunità ha deciso di rinunciare agli incassi della domenica. Secondo alcuni residenti, la misura potrebbe contribuire a mantenere nel tempo l’attrattiva turistica del villaggio, stabilendo regole più chiare per i visitatori e preservando l’equilibrio della vita locale. Tra le attività del villaggio c’è anche il piccolo caffè gestito dalla ventiquattrenne Barisukh Khongjee, che serve piatti semplici ai turisti di passaggio. Anche prima dell’introduzione della nuova regola, il locale restava chiuso la domenica. Con il nuovo provvedimento la chiusura è diventata generale per tutte le attività. Mawlynnong non è l’unico villaggio della zona ad aver adottato restrizioni simili. In alcune località vicine, come Nongjrong, il punto panoramico da cui si osserva l’alba resta chiuso la domenica. Anche il punto panoramico Sky View Bangladesh e i negozi e mercati di Riwai sospendono le attività durante il giorno dedicato al culto.
L’area in cui si trova Mawlynnong comprende altri luoghi di interesse turistico. A circa un chilometro si trova il villaggio di Riwai, noto per uno dei ponti viventi realizzati intrecciando le radici degli alberi, mentre la località di Dawki è famosa per il fiume Umngot dalle acque particolarmente limpide. Tuttavia la fama del villaggio più pulito dell’Asia non si è estesa allo stesso modo alle comunità circostanti. Al di fuori dei confini di Mawlynnong, infatti, la gestione dei rifiuti risulta meno organizzata e lungo le strade di accesso si accumulano bottiglie di plastica e involucri di snack lasciati dai visitatori. Alcuni residenti dei villaggi vicini segnalano che i veicoli turistici spesso si fermano lungo la strada prima di entrare a Mawlynnong, lasciando rifiuti nelle aree circostanti.
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