22 febbraio 1943 - 22 febbraio 2013: 70 anni dalla condanna di Hans e Sophie Scholl


Il 22 febbraio 1943 venivano giustiziati a Monaco di Baviera Hans e Sophie Scholl e Christoph Probst, membri del gruppo della Rosa Bianca, giovani per una resistenza non violenta al nazismo.

Esattamente settant’anni fa, il 22 febbraio 1943, a Monaco di Baviera venivano giustiziati dal regime nazista, a seguito di un rapidissimo processo, i fratelli Hans e Sophie Scholl e il loro amico Christoph Probst. Tutti giovanissimi: avevano appena, rispettivamente, 24, 21 e 23 anni, ed erano tutti studenti, membri del gruppo della Rosa Bianca (Die weisse Rose in tedesco). Abbiamo deciso di dedicare alla loro memoria un articolo sul nostro sito per diversi motivi.

Hans e Sophie Scholl Primo, perché è l’anniversario di uno degli atti più vili, insensati ed efferati del regime nazista, ovvero la condanna a morte di tre giovanissimi, e perché essendo la loro vicenda meno nota rispetto a quella di altri oppositori del nazismo, sono in pochi oggi in Italia a ricordarli. Secondo, perché non erano dei super-eroi, ma erano giovani come noi, avevano all’incirca la nostra età, come molti di noi di Finestre sull’Arte e come moltissimi dei ragazzi che ci seguono studiavano all’Università, come tutti noi avevano ideali e aspirazioni. E nonostante fossero persone normalissime hanno dimostrato un coraggio che è qualità di pochi. Non solo per i contenuti del loro messaggio, ma anche per il modo in cui lo diffusero. Condussero la loro resistenza semplicemente distribuendo volantini che fecero stampare in numerose copie: ogni volantino si chiudeva con l’invito al lettore di diffondere il più possibile il loro messaggio. A quei tempi la carta era costosa, chi ne comperava in grandi quantità rischiava di diventare sospetto, e la distribuzione da una città all’altra era rischiosa in quanto le strade e, in generale, i canali di comunicazione erano controllati e presidiati.

E terzo, per la modernità e l’eleganza del loro messaggio. Non erano infatti dei rivoltosi, non erano fautori di sommosse, non erano attentatori, insomma: i membri della Rosa Bianca erano contrari alla violenza e alla forza come mezzi per contrastare la dittatura.

Si legge nel loro terzo volantino: “a molti, probabilmente alla maggior parte dei lettori di questo volantino, non è chiaro come sia possibile esercitare una resistenza efficace [...]. Noi non abbiamo molti mezzi, ce n’è solo uno a nostra disposizione: la resistenza passiva” (nell’originale: viele, vielleicht die meisten Leser dieser Blätter sind sich darüber nicht klar, wie sie einen Widerstand ausüben sollen [..]. Wir haben keine reiche Auswahl an solchen Mitteln, nur ein einziges steht uns zur Verfügung - der passive Widerstand). E questa azione di resistenza passiva avrebbe dovuto esercitarsi tramite il sabotaggio: degli eventi nazisti, delle loro manifestazioni artistiche, delle loro pubblicazioni, delle loro raccolte fondi anche quando quest’ultime venivano fatte passare per opere di beneficenza e di tutto quanto poteva favorire la propaganda di regime. I primi quattro volantini si chiudevano con brani o poesie di filosofi e scrittori, a sottolineare quindi la grande cultura dei membri della Rosa Bianca: Schiller e Goethe nel primo volantino, Lao-Tze nel secondo, Aristotele nel terzo, Novalis nel quarto. Principali responsabili della loro stesura furono Hans Scholl e Alexander Schmorell: quest’ultimo venne giustiziato il 13 luglio 1943 a 25 anni d’età.

Riuscirono a distribuire sei volantini. L’ultimo fu distribuito il 18 febbraio del 1943, e l’azione fu fatale al gruppo: Sophie Scholl salì le scale dell’atrio della Ludwig-Maximilians-Universität München, l’Università Ludwing-Maximilians di Monaco di Baviera e fece cadere diversi volantini nel cortile dell’università. Lei e il fratello Hans furono immediatamenti consegnati alle autorità, che in poche ore fecero arrestare molte altre persone, tra cui Christoph Probst. Il processo iniziò il 22 febbraio, e dopo poche ore si concluse con la condanna per decapitazione a Hans Scholl, Sophie Scholl e Christoph Probst: condanna che venne eseguita subito.

Omaggiamo quindi con il nostro ricordo queste grandi figure che, con il loro coraggio e la loro raffinatezza, si sono fatte portatrici di ideali nobili di non violenza, a sostegno della pace, contro ogni tipo di sopruso e di discriminazione. Un messaggio, quello della Rosa Bianca, ancora attualissimo. Vi lasciamo con alcuni consigli per approfondire la loro storia. A cominciare dal web: sul sito www.olokaustos.org, curato dall’Associazione Olokaustos di Venezia, potrete trovare i ricordi di Jürgen Wittenstein, uno dei pochi membri superstiti della Rosa Bianca, e troverete anche le traduzioni in italiano dei volantini nelle loro versioni integrali. Sul sito della Bundeszentrale für politische Bildung, ovvero l’Agenzia federale tedesca per l’educazione civica, www.bpb.de potrete trovare invece i volantini originali in tedesco digitalizzati con lo scanner, oltre a numerosi approfondimenti sulla Rosa Bianca. Tra le letture vi consigliamo La Rosa Bianca di Inge Scholl, sorella maggiore di Hans e Sophie, volume pubblicato in Italia da Itaca Edizioni nel 2007. Consigliato infine il bellissimo film uscito nel 2005 Sophie Scholl - Die letzten Tage (in italiano: La Rosa Bianca - Sophie Scholl), con Julia Jentsch nel ruolo di Sophie Scholl: un film che ricostruisce in modo chiaro e documentato le vicende del gruppo.


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Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Insieme abbiamo fondato Finestre sull'Arte nel 2009. Clicca qui per scoprire chi siamo


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1. Grazia Agostini in data 04/03/2013, 18:47:24

Grazie tante di aver ricordato i giovanissimi della " Rosa bianca: un esempio straordinario di amore della libertà e opposizione alla dittatura. Giovani, ragazzi quasi, di una purezza adamantina e di una forza morale che dovrebbe essere ancora un esempio. Per tutti noi.



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