Messico, scoperte nuove pitture rupestri dalla preistoria al 1521 d.C. durante i lavori del treno Messico-Querétaro


Sedici tra petroglifi e pitture rupestri, databili dalla preistoria al periodo postclassico, sono stati individuati nel sito di El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico), durante i lavori di salvaguardia archeologica legati alla nuova linea ferroviaria.

Nel corso delle attività di salvaguardia archeologica connesse alla realizzazione del treno passeggeri Città del Messico–Querétaro, promosse dalla Secretaría de Cultura del Governo del Messico attraverso l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH), sono emerse nuove manifestazioni grafico-rupestri nel sito denominato El Venado, identificato come Sito 77 e situato sull’omonimo rilievo nello stato di Hidalgo, in Messico.

Il rinvenimento riguarda un totale di sedici elementi, tra petroglifi e pitture rupestri, che, sulla base delle caratteristiche stilistiche, potrebbero essere ricondotti a un arco cronologico molto ampio, compreso tra la preistoria e il periodo postclassico mesoamericano, databile tra il 900 e il 1521 d.C. Le testimonianze si distribuiscono su due pareti rocciose a strapiombo, in prossimità del fiume Tula e della diga La Requena, nelle vicinanze delle comunità di San José Acoculco (Atotonilco de Tula) e Benito Juárez, nel territorio di Tepeji del Río de Ocampo.

Le figure individuate nell’area prossima alla diga presentano una notevole varietà iconografica. Tra queste si riconosce un personaggio raffigurato di profilo, caratterizzato da una greca sul petto e da un chimalli, uno scudo, impugnato nella mano. Un’altra figura appare in posizione eretta, con un copricapo e anteojeras (paraocchi) simili a quelle associate alla divinità Tláloc, mentre regge un oggetto interpretabile come una macana (una sorta di clavas). Un ulteriore soggetto mostra un pennacchio e arti distesi, con un elemento circolare collocato tra le gambe. A queste rappresentazioni si aggiungono un volto dotato di nariguera (ornamento nasale) e copricapo piumato, un quadrupede identificabile forse con un cervo e una fascia bianca in negativo inserita tra campiture rosse.

Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.
Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.
Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.
Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.

All’interno dello stesso riparo roccioso si distinguono inoltre una figura antropomorfa stilizzata, realizzata in pigmento rosso, e una forma che potrebbe essere interpretata come una serpente o un fulmine in caduta. Alcune di queste espressioni risultano oggi parzialmente attenuate a causa dell’azione del tempo, ma la loro origine potrebbe risalire a oltre quattromila anni fa.

Il coordinatore del progetto di salvaguardia archeologica, Víctor Francisco Heredia Guillén, ha precisato che gli elementi sono stati individuati il 3 gennaio 2026. Le pitture sarebbero state eseguite mediante pigmenti di origine minerale o vegetale, mentre i petroglifi risultano realizzati attraverso la tecnica del puntinismo. L’archeologo Abel José Romero García, anch’egli coinvolto nel progetto, ha sottolineato il buono stato di conservazione delle pitture e ha avanzato l’ipotesi che quelle di epoca preispanica possano essere connesse alla fase finale della città di Tula. A seguito della scoperta, le manifestazioni sono state sottoposte a documentazione fotografica e rilievo fotogrammetrico, operazioni che consentiranno un’analisi più approfondita e una definizione cronologica più precisa attraverso il confronto con altri esempi analoghi presenti nella regione.

“Grazie a intese e negoziazioni tra l’INAH e il Ministero della Difesa, è stato possibile salvaguardare petroglifi e pitture rupestri, consentendo al contempo la prosecuzione dei lavori ferroviari senza interferire con i resti”, ha dichiarato Heredia Guillén. Il coordinatore ha inoltre sottolineato che l’attenzione mostrata dalla presidenza federale verso tali testimonianze potrà favorire una maggiore sensibilizzazione delle autorità statali e locali sull’esigenza di tutelare il patrimonio culturale anche nell’ambito dei progetti infrastrutturali, evidenziando la possibilità di una coesistenza priva di impatti diretti.

Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.
Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.
Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.
Le pitture rupestri scoperte a El Venado, nello stato di Hidalgo (Messico). Foto: Gerardo Peña, INAH.

Il sito di El Venado non è inedito alla ricerca archeologica. Era già stato registrato negli anni Settanta nell’ambito del Proyecto Arqueológico Tula - Progetto archeologico di Tula, coordinato dal ricercatore emerito dell’INAH Eduardo Matos Moctezuma. In quell’occasione fu individuata una figura dipinta riferibile a un cervo, elemento che ha poi dato il nome al rilievo. La collocazione delle manifestazioni rupestri suggerisce una possibile funzione di carattere mitico-religioso, forse legata a fenomeni di natura astronomica o legato al calendario.

Ulteriori figure sono state documentate nei pressi del fiume Tula. Tra queste emerge nuovamente la rappresentazione di un cervo, insieme a una figura dotata di zanne, antenne, pettorale e anello al naso assimilabili a quelle di Tláloc, ma con arti inferiori simili a quelli di un uccello. Tale iconografia richiama modelli attribuiti alla cultura mogollón, sviluppatasi tra il sud-ovest degli attuali Stati Uniti e il nord del Messico, e già attestata in alcuni siti dello stato di Puebla. È stata inoltre individuata una figura con volto antropomorfo e capelli, provvista di quattro arti che ricordano quelli di un uccello o gli zoccoli di un cavallo. In base a tali caratteristiche, si ipotizza una possibile datazione all’epoca del contatto con gli spagnoli. Questi ultimi elementi sono stati localizzati il 15 maggio 2025, benché risultassero già noti alle comunità locali.

Il tracciato originario della linea ferroviaria Messico–Querétaro prevedeva il passaggio nell’area occupata dalle manifestazioni rupestri. Nell’ottobre 2025, la presidente del Messico Claudia Sheinbaum Pardo ha annunciato la modifica del percorso, motivata dall’esigenza di preservare il sito, anche in considerazione dell’impossibilità di trasferire le pitture in un contesto museale.



Noemi Capoccia

L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia

Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.



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