A settembre restauro a cantiere aperto per la Deposizione del Rosso Fiorentino


Al via a settembre il restauro della Deposizione del Rosso Fiorentino nella Pinacoteca Civica di Volterra. Il cantiere sarà visibile al pubblico.

In occasione del cinquecentesimo anniversario della sua realizzazione, sarà restaurata a settembre la Deposizione del Rosso Fiorentino, opera di proprietà della Parrocchia della Basilica Cattedrale di Volterra, conservata alla Pinacoteca civica di Volterra

Si è svolta infatti nei giorni scorsi la prima riunione operativa per programmare le prossime tappe relative al restauro del capolavoro, reso possibile grazie al finanziamento della Fondazione Friends of Florence. Il progetto di restauro è stato avviato dall’ex Soprintendente Archeologia, Belle e Arti Paesaggio di Pisa e Livorno, Andrea Muzzi, e portato avanti sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, diretta da Esmeralda Valente, con la supervisione del funzionario storico dell’arte Amedeo Mercurio e della restauratrice Elena Salotti.

Oltre al restauratore Daniele Rossi e all’esperto dei supporti lignei Roberto Buda, erano presenti il Sindaco di Volterra Giacomo Santi, l’assessore alle culture Dario Danti, il funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno Amedeo Mercurio, l’incaricato dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Diocesi di Volterra Andrea Falorni, il responsabile del settore cultura del Comune di Volterra Alessandro Bonsignori, il Direttore della Pinacoteca civica di Volterra Alessandro Furiesi.

La Deposizione del Rosso Fiorentino è uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte; venne apprezzata da Gabriele D’Annunzio e ricostruita fisicamente in fotogrammi cinematografici da Pier Paolo Pasolini, e ancora oggi a distanza di cinquecento anni (venne compiuta nel 1521) è in grado di influenzare artisti contemporanei.

I restauratori, con la supervisione della Soprintendenza, inizieranno ad operare facendo un lavoro istruttorio di conoscenza dell’opera  attraverso gli strumenti che la scienza moderna mette a disposizione: le indagini diagnostiche, le analisi chimiche e fisiche permetteranno di attraversare gli strati del colore con macchinari che faranno scoprire cosa si nasconde sotto ai colori puri o mescolati di “rosso”, permettendo in questo modo di decifrare i disegni e i cambiamenti che si sono succeduti durante la realizzazione del dipinto. Si avranno risposte certe sulla composizione della tavolozza pittorica del Rosso e sui leganti che sostengono gli strati pittorici della Deposizione. Inoltre, verranno approfondite la conoscenza del legno e i movimenti intervenuti nella struttura che lo sostiene: il legno infatti è ancora vivo e soffre delle compressioni e dei restauri avvenuti nel corso del tempo.

Le indagini preliminari e i risultati ottenuti saranno presentati e divulgati in autunno, in occasione della ricorrenza del cinquecentesimo anniversario della realizzazione dell’opera e saranno visibili sia su pannelli sia online; solo successivamente si procederà al restauro.

La sala di Rosso Fiorentino, dove si conserva il dipinto, dal mese di settembre sarà un cantiere visibile al pubblico tramite una vetrata; i visitatori, pertanto, potranno osservare in diretta le varie operazioni di restauro, mentre un video-diario, tramite uno schermo posto all’esterno della sala, racconterà la storia dell’opera e illustrerà le varie fasi di lavorazione eseguite da Daniele Rossi e dai suoi collaboratori.

A settembre restauro a cantiere aperto per la Deposizione del Rosso Fiorentino
A settembre restauro a cantiere aperto per la Deposizione del Rosso Fiorentino


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