Versailles, restaurata la camera del re: ritorna il volto del 1789


Dopo decenni di studi e lavoro artigianale, la camera dell’appartamento interno del re a Versailles ritrova il suo aspetto alla vigilia della Rivoluzione. Ricostruiti tessuti, arredi e il letto perduto, simbolo del potere monarchico.

Alla Reggia di Versailles la camera dell’appartamento interno del re torna visibile nella sua configurazione del 1789, al termine di un lungo intervento di restauro che rappresenta il punto di arrivo di diversi decenni di ricerche, studi storici e competenze artigianali. Il progetto restituisce coerenza a uno degli spazi più intimi del potere monarchico francese, un ambiente in cui si intrecciano raffinatezza decorativa e straordinaria perizia tecnica. Realizzata nel 1728 per Luigi XV di Francia, la camera segna una svolta nel modo di abitare Versailles. A differenza della camera di parata, destinata alla rappresentazione pubblica, questo ambiente nasce come spazio più riservato, pur rimanendo inserito nella dimensione simbolica della monarchia. Il progetto fu affidato agli architetti Jacques V Gabriel e Ange-Jacques Gabriel, mentre il ricco apparato decorativo rocaille venne scolpito da Jacques Verberckt. L’insieme si distingue per l’equilibrio tra ricchezza ornamentale e misura, esprimendo una nuova idea di intimità regale.

Nel corso del XVIII secolo, la stanza si arricchisce di arredi e oggetti di grande valore, riflesso del gusto dei sovrani. Accanto all’ebanisteria e all’oreficeria, trovano posto strumenti scientifici che testimoniano l’interesse di Luigi XV e di Luigi XVI di Francia per le scienze. La camera diventa così non solo luogo di vita quotidiana, ma anche espressione culturale e intellettuale del potere.

Elemento centrale della composizione è il decorato tessile, che organizza lo spazio attorno all’alcova e al letto, cuore simbolico della stanza. Secondo l’uso della corte, i tessuti venivano alternati tra versioni estive e invernali. Le manifatture lionesi producevano broccati luminosi e velluti preziosi sotto Luigi XV, mentre con Luigi XVI si afferma un gusto più chiaro e ordinato, di matrice neoclassica, senza rinunciare alla ricchezza dei materiali.

Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin

Il restauro, avviato a metà degli anni Ottanta del Novecento, ha avuto come obiettivo la ricostruzione dell’ultimo stato documentato della stanza, quello del 6 ottobre 1789, giorno della partenza definitiva della famiglia reale da Versailles. Il progetto si fonda su una stretta collaborazione tra storici, conservatori e artigiani, impegnati a ricreare con la massima fedeltà possibile ambienti e decorazioni del XVIII secolo. Particolare attenzione è stata riservata ai tessuti, ricostruiti a partire da frammenti originali grazie a tecniche tradizionali di tessitura.

Nonostante i progressi, per lungo tempo è mancato un elemento fondamentale: il letto. La sua assenza comprometteva la comprensione dell’intero spazio. Per questo, a partire dagli anni Duemila, è stato avviato un cantiere specifico per ricostruirlo. In mancanza di disegni preparatori, gli artigiani si sono basati su descrizioni d’archivio estremamente dettagliate per restituire forme, proporzioni e decorazioni dell’arredo perduto durante la Rivoluzione.

Il lavoro di ricostruzione ha richiesto un importante sforzo interpretativo. Cinque scultori, guidati da Charles Boulnois e François Gilles, hanno dedicato circa 2.500 ore alla realizzazione delle strutture in legno di tiglio, materiale tradizionalmente utilizzato per la sua finezza. Le decorazioni sono state successivamente dorate secondo la tecnica a guazzo, utilizzata nei laboratori del castello e tramandata nei secoli. La doratura ha comportato numerose fasi, dalla preparazione del legno alla stesura della foglia d’oro, fino alla patinatura finale per conferire un aspetto coerente con l’epoca. Questo processo, eseguito interamente all’interno del castello, testimonia la continuità di un sapere artigianale di eccellenza.

Parallelamente, è stato affrontato il complesso lavoro di ritessitura delle stoffe. Il tessuto principale, un gros de Tours broccato con fili di seta e oro, presenta motivi floreali estremamente articolati, realizzati con decine di colori. La produzione, affidata alla manifattura Tassinari & Chatel, ha richiesto anni di lavoro e l’adattamento delle tecniche tradizionali alle esigenze contemporanee, mantenendo però la fedeltà visiva al modello originario.

Un ulteriore intervento ha riguardato i ricami del letto, realizzati dalla maison Lesage Intérieurs. Il lavoro, durato circa 30.000 ore, ha comportato la ricomposizione dei motivi a partire da tessuti già esistenti, adattandoli alle forme complesse dell’arredo attraverso tecniche di applicazione e ricamo manuale. Anche la passamaneria, affidata alla maison Declercq, è stata ricostruita sulla base di fonti storiche e frammenti conservati, con un lavoro durato quasi due anni.

Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin
Il restauro della camera del re a Versailles. Foto: Château de Versailles / C. Fouin

La camera riflette inoltre la politica di arredo adottata a Versailles negli ultimi decenni. Poiché molti arredi originali sono andati dispersi o si trovano in collezioni non accessibili, i curatori hanno scelto di ricostruire l’ambiente attraverso opere equivalenti provenienti da altre residenze reali, come Saint-Cloud, le Tuileries e Compiègne. Questo approccio consente di restituire un’immagine coerente e credibile degli interni reali alla vigilia della Rivoluzione. Tra gli elementi più significativi figura la commode di Antoine Gaudreaus, oggi conservata alla Wallace Collection di Londra e temporaneamente ricollocata nella stanza nel 2022 dopo quasi 250 anni di assenza. Accanto a essa, oggetti come girandole d’oro, orologi scientifici e porcellane di Sèvres testimoniano il livello eccezionale di lusso raggiunto.

Il letto, definito a pieno titolo “l’altro trono del re”, riacquista oggi il suo ruolo centrale nell’alcova. Non solo elemento funzionale, ma simbolo del potere sovrano, esso organizza l’intero spazio e ne restituisce il significato originario. La sua ricostruzione consente di comprendere appieno la dimensione privata e insieme rappresentativa della vita del sovrano.

La camera dell’appartamento interno del re è ora nuovamente accessibile al pubblico, in visita libera o guidata, a partire dal 14 aprile 2026. Il risultato finale non è soltanto la restituzione di un ambiente, ma la ricostruzione di un’atmosfera: quella della monarchia francese alla vigilia della Rivoluzione, sospesa tra splendore, intimità e trasformazione storica.




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