Manifesta 16, annunciati i 106 artisti partecipanti: anche qui nessun italiano


Comunicati i nomi dei 106 artisti che parteciperanno a Manifesta 16 Ruhr, la sedicesima edizione della Biennale itinerante che quest’anno si svolge in Germania. Anche qui, nessun italiano.

Più di cento artisti, da 30 paesi diversi, ma nessun italiano: Manifesta 16 Ruhr, la prossima edizione della biennale europea itinerante che, per questa occasione, si sviluppa nel cuore della regione della Ruhr, ha annunciato quest’oggi gli artisti che prenderanno parte alla manifestazione. I numeri restituiscono immediatamente la portata del progetto: 106 partecipanti provenienti da 30 Paesi, 64 nuove commissioni e una costellazione di interventi distribuiti in 12 sedi all’interno di quattro città. E però, dopo la mostra della Biennale di Venezia 2026, ancora una volta una grande manifestazione internazionale dell’arte contemporanea che farà a meno di artisti italiani.

Più che una semplice rassegna espositiva, Manifesta 16 si configura come una piattaforma di lavoro che mette al centro il processo, la relazione e lo scambio. Il programma artistico, appena reso noto, riflette la visione del team curatoriale che si fonda su un approccio dichiaratamente dialogico, in cui l’opera non è un punto di arrivo isolato ma il risultato di un confronto continuo tra soggetti, contesti e pratiche.

A guidare la selezione degli artisti sono stati i “Creative Mediators”, figure chiamate a operare sia individualmente sia in tandem intergenerazionali. Hanno avuto il compito di individuare i partecipanti e di costruire di un dialogo attivo con ciascuno di essi, dando forma a contributi che si pongono l’obiettivo di confrontarsi direttamente con le realtà sociali, culturali e spaziali della Ruhr.

La chiesa di San Bonifacio a Gelsenkirchen, una delle sedi della mostra. Foto: Anton Vichrov
La chiesa di San Bonifacio a Gelsenkirchen, una delle sedi della mostra. Foto: Anton Vichrov

Il programma mira a riunire una pluralità di linguaggi e metodologie. Installazioni, performance, pratiche di ricerca e progetti collaborativi convivono all’interno di un impianto che rifiuta ogni uniformità. La varietà delle proposte riflette la diversità delle provenienze: i 106 partecipanti arrivano infatti da trenta paesi, tra cui Austria, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Grecia, Iraq, Iran, Libano, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Turchia, Ucraina, Regno Unito e Stati Uniti, solo per citarne alcuni.

Le 64 nuove commissioni rappresentano uno degli elementi più significativi dell’edizione. Pensate appositamente per Manifesta 16 Ruhr, queste opere nascono da un processo di ricerca che coinvolge artisti, mediatori e comunità locali. Non si tratta quindi di lavori preesistenti adattati al contesto, ma di progetti sviluppati in relazione diretta con i luoghi e le persone che li abitano.

Anche la distribuzione geografica contribuisce a definire l’identità della biennale. Le 12 sedi, dislocate in quattro città della Ruhr, costituiscono una rete diffusa che invita il pubblico a muoversi attraverso il territorio. In questo modo, la visita aspira a diventare un’esperienza dinamica, che combina la fruizione delle opere con l’esplorazione dei luoghi.

Di seguito, l’elenco completo degli artisti convocati.

Emre Abut (Germania, 1985)

Mehmet Aksoy (Germania, 1939)

Havîn Al-Sîndy (Iraq)

Begzada Alatovic (Bosnia ed Erzegovina)

Bettina Allamoda (Stati Uniti, 1964)

Özlem Altın (Turchia, 1977)

Halil Altındere (Turchia, 1971)

Atiye Altül (Turchia, 1947)

Llorenç Barber & Montserrat Palacios (Spagna, 1948 e 1973)

Mirosław Batka (Polonia, 1958)

Mehtap Baydu (Turchia, 1972)

Akbar Behkalam (Iran, 1944)

Mabe Bethônico (Brasile, 1966)

Sara Bichão (Portogallo, 1986)

Cana Bilir-Meier (Germania, 1986)

Ayzit Bostan (Turchia, 1968)

Aline Bouvy (Lussemburgo, 1974)

Cudelice Brazelton IV (Stati Uniti, 1991)

Bureau Baubotanik (Germania, 2010)

Cabosanroque (Spagna, 2001)

Pedro Cabrita Reis (Portogallo, 1956)

Vlassis Caniaris (Grecia, 1928–2011)

Fatma Ceylan (Turchia, 1967)

Curro Claret (Spagna, 1968)

İsmail Çoban (Turchia, 1945–2024)

Constructlab (Germania)

Yıldırım Denizli (Turchia, 1946)

Jason Dodge (Stati Uniti, 1969)

İhsan Ece (Turchia, 1949)

William Engelen (Paesi Bassi, 1964)

Ayşe Erkmen (Turchia, 1949)

Robert Fleck (Austria, 1957)

Katharina Fritsch (Germania, 1956)

Füruzan (Turchia, 1932–2024)

Bérénice Gaça Courtin (Francia, 1994)

Niklas Goldbach (Germania, 1973)

Zuza Golińska (Polonia, 1990)

Nicolas Grospierre (Polonia, 1975)

Philipp Gutler (Germania, 1989)

Hava Güleç (Turchia)

Abuzer Güler (Turchia, 1959)

Mehmet Güler (Turchia, 1944)

Cihangir Gümüştürkmen (Turchia, 1964)

Nejla Gür (Turchia, 1952)

Albe Hamiti (Kosovo, 1988)

Mona Hatoum (Libano, 1952)

Judith Hopf (Germania, 1969)

Julian Irlinger (Germania, 1986)

Pravdoliub Ivanov (Bulgaria, 1964)

Annika Kahrs (Germania, 1984)

Sejla Kamerić (Bosnia ed Erzegovina, 1976)

Merve Kaplan (Germania, 1997)

Muhlis Kenter (Turchia, 1952)

Azade Köker (Turchia, 1949)

Eva Kotátková (Repubblica Ceca, 1982)

Athina Koumparouli (Grecia, 1983)

Jarosław Kozłowski (Polonia, 1945)

Katarzyna Kozyra (Polonia, 1963)

Gašper Kunsic (Slovenia, 1992)

Alicja Kwade (Polonia, 1979)

Lilli Lake (Germania, 1995)

Justin Lieberman (Stati Uniti, 1977)

Julia Logothetis (Austria, 1945)

Kateryna Lysovenko (Ucraina, 1989)

Miedya Mahmod (Germania, 1996)

Olaf Metzel (Germania, 1952)

Małgorzata Mirga-Tas (Polonia, 1978)

Mihály Moldvay (Serbia, 1938–2024)

Marina Naprushkina (Bielorussia, 1981)

Donja Nasseri (Germania, 1990)

Julia Nitschke (Germania, 1988)

Navid Nuur (Iran, 1976)

Pınar Öğrenci (Turchia, 1973)

Asimina Paradissa (Grecia, 1945)

Pele Collective (Portogallo, 2007)

Penique Productions (Spagna, 2007)

Elizabeth Price (Regno Unito, 1966)

Jannis Psychopedis (Grecia, 1945)

Judith Raum (Germania, 1977)

Mykola Ridnyi (Ucraina, 1985)

Mesut-Sabuha Salaam (Turchia, 1966)

Coumba Samba (Stati Uniti, 2000)

Wilhelm Sasnal (Polonia, 1972)

Anka Sasnal (Polonia, 1973)

Augustas Serapinas (Lituania, 1990)

Dennis Siering (Germania, 1983)

Mikołaj Sobczak (Polonia, 1989)

SUPERFLEX (Danimarca, 1993)

Metin Talayman (Turchia, 1939–1999)

Nesrin Tanç (Germania, 1977)

Cassidy Toner (Stati Uniti, 1992)

Rıza Topal (Turchia, 1934–2025)

Nasan Tur (Germania, 1974)

Luc Tuymans (Belgio, 1958)

Yıldız Tüzün (Turchia, 1932–2021)

Gülbin Ünlü (Turchia)

Evita Vasiljeva (Lettonia, 1985)

Emil Walde (Germania, 1991)

Weberei Kai (Germania, 2018)

Ming Wong (Germania, 1971)

Nil Yalter (Egitto, 1938)

Mira M. Yang (Germania, 1993)

Hanefi Yeter (Turchia, 1947)

Serpil Yeter (Turchia, 1956)

Abbas Zahedi (Regno Unito / India, 1984)

Amanda Ziemele (Lettonia, 1990)




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