Oriol Vilanova trasforma il Padiglione Spagna in un “anti-museo” alla Biennale 2026


Al Padiglione Spagna della 61ª Biennale di Venezia l’artista Oriol Vilanova presenta Los restos, progetto curato da Carles Guerra che nasce da oltre vent’anni di raccolta di cartoline e costruisce un archivio immersivo fatto di frammenti, memoria e accumulazione.

Il Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia presenta Los restos, progetto dell’artista Oriol Vilanova (Manresa, 1980), curato da Carles Guerra, che trasforma lo spazio espositivo in un ambiente avvolgente e provvisorio definito come un “anti-museo”. L’esposizione segna anche la riapertura del Padiglione dopo un intervento di ristrutturazione completato nel 2025 e si inserisce nel quadro delle iniziative promosse da Acción Cultural Española (AC/E) e dall’Agenzia Spagnola per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (AECID), con il sostegno della Fundación Botín.

Il progetto si fonda su una pratica che Oriol Vilanova porta avanti da oltre vent’anni e che costituisce il nucleo centrale della sua ricerca: la raccolta sistematica di cartoline provenienti da mercati delle pulci e circuiti informali dell’economia quotidiana. Questi materiali, originariamente destinati alla comunicazione personale e alla circolazione turistica globale, vengono sottratti ai loro contesti originari e riaggregati all’interno del Padiglione in una struttura espositiva che rinuncia a qualsiasi gerarchia narrativa o classificazione ordinata.

All’interno dello spazio veneziano le cartoline vengono disposte come un campo visivo denso e stratificato, in cui l’accumulo e la ripetizione sostituiscono la linearità cronologica e la tassonomia museale. Il risultato è un ambiente che non si presenta come archivio stabile, ma come costellazione in continuo mutamento, dove ogni frammento conserva tracce della propria circolazione e della propria perdita di significato originario. La logica dell’opera non punta alla definizione di un racconto chiuso, ma all’apertura di un processo percettivo e interpretativo in costante ridefinizione.

Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz

Los restos si configura così come una pratica espositiva che ambisce a mettere in discussione il concetto stesso di museo, sostituendolo con una forma instabile di organizzazione del materiale visivo. L’installazione evita deliberatamente la costruzione di una sequenza narrativa o di un ordine tipologico, privilegiando invece una struttura iterativa e aperta in cui il gesto del raccogliere, ordinare e ripresentare diventa esso stesso parte dell’opera. In questo senso il progetto non si limita a mostrare una collezione, ma espone il processo stesso della collezione come forma di pensiero.

La pratica di Vilanova si colloca all’intersezione tra persistenza e dissoluzione, dove l’accumulo delle immagini non può essere separato dal loro progressivo svanire. Le cartoline diventano così documenti instabili, attraversati da dinamiche di memoria e perdita, che cercano di mettere in crisi le categorie tradizionali di valore, archivio e rappresentazione. Il progetto solleva interrogativi ricorrenti nella ricerca dell’artista, legati alla circolazione delle immagini, alla costruzione della memoria e alle modalità con cui gli oggetti culturali vengono classificati, conservati e reinterpretati.

In Los restos il gesto del collezionare viene inoltre inteso come pratica situata e duratura, capace di mettere in tensione i confini tra sfera privata e istituzionale, tra attaccamento affettivo e sistematizzazione archivistica. Ne dovrebbe pertanto emergere una diversa economia dell’attenzione, fondata su ripetizione, cura e contingenza, in cui il significato non è mai fissato una volta per tutte ma si produce attraverso la relazione tra elementi eterogenei.

L’installazione al Padiglione Spagna si estende oltre lo spazio fisico della Biennale attraverso una serie di dispositivi aggiuntivi che ampliano il progetto su scala editoriale e performativa. Un elemento centrale è rappresentato dal libro d’artista, progettato da Zak Group e accompagnato da testi di Carles Guerra, Catherine Mayeur, Pedro G. Romero, Joëlle Tuerlinckx e dello stesso Vilanova. Il volume si configura come un’opera autonoma che integra riflessione critica e sequenze visive di cartoline, riproponendo in forma editoriale la logica modulare dell’installazione e trasformando l’archivio in un dispositivo portatile e speculativo.

Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz
Oriol Vilanova, Los Restos, Padiglione della Spagna alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Foto: Roberto Ruiz

Accanto alla pubblicazione, il progetto include anche una componente performativa intitolata El fantasma de la libertad, prevista per il 2026 e realizzata come intervento non annunciato durante la Biennale. L’azione si svilupperà tra i Giardini e l’Arsenale, configurandosi come una serie di incontri fortuiti in cui il corpo stesso diventa supporto espositivo. L’ispirazione dichiarata è il film di Luis Buñuel, da cui deriva un’idea di libertà intesa come discontinuità e spostamento delle forme di percezione e rappresentazione.

La curatela del progetto è affidata, come detto, a Carles Guerra, mentre il team del Padiglione Spagna include Ingrid Sala nel ruolo di Studio Manager, Carolina Ciuti come assistente curatrice, Alessandra Biscaro come responsabile PR e lo studio Zak Group per il design grafico. La struttura organizzativa è sostenuta da AC/E e AECID, in collaborazione con la Fundación Botín, nell’ambito della strategia di promozione internazionale dell’arte contemporanea spagnola.

Il progetto Los restos si inserisce inoltre nel contesto teorico della 61ª Biennale Arte, diretta da Koyo Kouoh e articolata attorno al tema In Minor Keys, un invito a superare le logiche espositive tradizionali per esplorare forme di ascolto, attenzione e conoscenza non canoniche. In questo quadro l’installazione di Vilanova assume una valenza ulteriore, ponendosi come riflessione sulla fragilità dei sistemi di archiviazione e sulla natura instabile della memoria culturale contemporanea.

Attraverso la trasformazione del Padiglione Spagna in un ambiente privo di gerarchie e strutture narrative fisse, Los restos propone una diversa modalità di esperienza dell’arte, in cui la visione non è organizzata secondo criteri lineari ma si costruisce attraverso la dispersione, la ripetizione e l’accumulo. L’opera invita così a considerare le immagini non come elementi statici da interpretare, ma come frammenti attivi di un processo continuo di produzione e dissoluzione del significato.




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