Biennale di Venezia, come sarà il Padiglione Italia: Chiara Camoni porta “Con te con tutto”


Presentato questa mattina al Ministero della Cultura il progetto del Padiglione Italia per la 61ª Biennale Arte di Venezia. Curato da Cecilia Canziani e affidato all’artista Chiara Camoni, “Con te con tutto” sarà una grande installazione all’Arsenale che unisce scultura, collaborazione e pratiche collettive.

È stato presentato al Ministero della Cultura il progetto del Padiglione Italia per la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il padiglione, intitolato Con te con tutto, è affidato all’artista Chiara Camoni con la curatela di Cecilia Canziani. L’iniziativa è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa svoltasi questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero a Roma, alla presenza del Commissario del Padiglione Italia e Direttore Generale Creatività Contemporanea Angelo Piero Cappello, della curatrice e dell’artista, oltre al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco. I lavori sono stati introdotti da un messaggio video del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato il valore simbolico del Padiglione Italia nel contesto della Biennale di Venezia, definita una delle principali manifestazioni dedicate all’arte contemporanea a livello internazionale. Giuli ha ricordato di aver apprezzato la ricerca artistica di Chiara Camoni prima ancora che il suo nome comparisse nella terna di proposte finaliste per rappresentare il paese. L’artista, ha spiegato Giuli, è stata scelta anche per la capacità di mettere in relazione arte e natura, per l’attenzione a forme decorative novecentesche e per l’uso di riferimenti culturali che richiamano il mondo antico, con particolare attenzione alle suggestioni etrusche. Secondo il ministro, il suo lavoro riesce a coniugare dimensione simbolica e leggibilità, proponendo un linguaggio accessibile e al tempo stesso stratificato.

Nel suo messaggio Giuli ha inoltre affrontato il tema del rapporto tra arte e libertà, sostenendo che la produzione artistica può esprimersi pienamente solo all’interno di contesti politici che ne garantiscono l’autonomia. Il ministro ha affermato che l’Italia considera la cultura una delle espressioni fondamentali dell’identità plurale di una comunità e che il paese intende valorizzare tutte le forme artistiche, comprese quelle critiche o dissidenti. Nel corso del suo intervento ha fatto anche riferimento alla presenza del padiglione della Federazione Russa alla Biennale, ricordando che la sua riapertura avviene per una scelta autonoma della Fondazione Biennale, pur non condivisa dal governo italiano.

Dopo l’intervento del ministro ha preso la parola Angelo Piero Cappello, che ha illustrato il percorso di selezione del progetto. Il direttore generale ha ricordato che il Padiglione Italia rappresenta uno degli strumenti principali con cui il Ministero della Cultura sostiene la scena contemporanea nazionale. Oltre a un investimento economico diretto pari a circa 800.000 euro, il padiglione costituisce il punto di arrivo di un sistema di bandi e programmi di sostegno rivolti ad artisti e curatori, tra cui l’Italian Council, attraverso il quale molti professionisti italiani hanno potuto sviluppare progetti e relazioni internazionali.

La selezione del progetto è avvenuta attraverso una procedura articolata in due fasi. La commissione presieduta dallo stesso Cappello ha inizialmente individuato dieci proposte ritenute coerenti con le linee guida della curatrice della Biennale 2026, Koyo Kouoh. Ai dieci progetti è stato richiesto un ulteriore approfondimento documentale. Al termine della seconda fase la commissione ha selezionato tre proposte finaliste, successivamente sottoposte alla valutazione del ministro della Cultura, che ha scelto il progetto presentato da Cecilia Canziani con Chiara Camoni.

Cappello ha evidenziato anche un elemento ritenuto rilevante: per la prima volta il Padiglione Italia sarà affidato a un team interamente femminile sia sul piano curatoriale sia su quello artistico. Il progetto è stato ritenuto in linea con l’impostazione generale della Biennale, descritta dalla curatrice internazionale come orientata verso uno sguardo attento alle dimensioni minori, intime e relazionali della pratica artistica. Nel caso di Camoni, ha spiegato Cappello, tale dimensione emerge attraverso un dialogo tra tradizione e contemporaneità, nel quale materiali come la ceramica convivono con elementi provenienti da scarti industriali. La combinazione tra materiali e forme diverse costruisce un linguaggio che richiama la storia della scultura ma al tempo stesso introduce un approccio contemporaneo. Nel suo intervento il direttore generale ha inoltre ricordato che la presenza italiana alla Biennale si inserisce in un quadro di relazioni culturali che il Ministero sta sviluppando con i paesi del Mediterraneo e con il continente africano. L’obiettivo, ha spiegato, è promuovere un dialogo culturale basato su rapporti paritari e su una prospettiva postcoloniale che riconosca la pluralità delle identità culturali.

Padiglione Italia. Foto: Giulio Squillacciotti
Padiglione Italia. Foto: Giulio Squillacciotti

La curatrice Cecilia Canziani ha poi illustrato il progetto espositivo Con te con tutto. Secondo Canziani il titolo esprime l’idea di un padiglione concepito come spazio collettivo. L’esposizione è pensata come una sorta di convocazione pubblica in cui le opere diventano strumenti di relazione tra le persone e con il mondo circostante. La curatrice ha ricordato di lavorare con Chiara Camoni da molti anni e di aver sviluppato con l’artista un percorso condiviso sia sul piano professionale sia su quello personale. Il progetto si articola come una grande installazione che occuperà le due Tese all’Arsenale di Venezia. L’intero spazio sarà trasformato in un ambiente unitario, costruito a partire dalla pratica artistica di Camoni e dal contesto in cui si sviluppa il suo lavoro. Canziani ha spiegato che una delle principali sfide consiste nel trasferire all’interno di un luogo istituzionale la dimensione dello studio dell’artista, considerata come spazio di relazioni, scambi e processi creativi.

La prima parte dell’installazione presenterà una serie di sculture disposte come una sorta di foresta di figure. Le opere saranno realizzate principalmente in ceramica e costruite attraverso tecniche tradizionali come il lavoro al colombino. Le sculture avranno dimensioni umane e saranno collocate direttamente sul pavimento, senza elementi di supporto o strutture espositive. L’intento è creare un confronto diretto tra il corpo del visitatore e quello delle figure scultoree. La seconda parte dell’allestimento introdurrà invece una dimensione più orizzontale e domestica. Lo spazio sarà organizzato come una sorta di architettura abitabile che richiama l’ambiente dello studio. Al suo interno saranno presenti oggetti, opere e materiali provenienti da contesti diversi, inclusi elementi naturali e componenti industriali. L’obiettivo è riflettere sul paesaggio contemporaneo, inteso come legame tra natura e trasformazioni prodotte dall’attività umana. Un elemento centrale del progetto è la dimensione collettiva. Canziani ha sottolineato che il lavoro di Chiara Camoni si sviluppa spesso attraverso la collaborazione con una comunità di persone che comprende amici, artisti, studenti e collaboratori di diverse generazioni. La mostra intende portare all’interno del padiglione questa dimensione condivisa, trasformando così la pratica artistica in un processo aperto.

All’interno dell’esposizione sarà presente anche una sezione intitolata Dialoghi, curata con Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli. Il progetto prevede l’inserimento di opere e oggetti di altri artisti, collocati in relazione con le sculture di Camoni. Tra gli interventi previsti figurano una performance e un lavoro video realizzato per l’occasione. Accanto alla mostra saranno sviluppati un programma pubblico, l’identità visiva e un progetto dedicato all’accessibilità, affidati al collettivo Lungomare. Il programma pubblico si articolerà attorno a tre temi principali: il Selvatico, l’onirico e il disastroso, le Diverse forme di intelligenza e Pratiche vocali in narrazioni collettive. Le attività saranno realizzate in collaborazione con diverse istituzioni veneziane, tra cui l’Accademia di Belle Arti, Microclima e Nice.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell’accessibilità. Il team del padiglione ha sviluppato strumenti e strategie per consentire la fruizione dell’esposizione a diversi tipi di pubblico. Il progetto è stato realizzato con il supporto della Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali e con la collaborazione di organizzazioni sociali. Tra le iniziative previste figura anche un programma promosso dalla Fondazione Amplifon che permetterà a circa trentamila persone ospitate in residenze assistite in Italia e all’estero di visitare virtualmente il padiglione. Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Nero Editions e raccoglierà testi commissionati per l’occasione, oltre a contributi dedicati al lavoro di Camoni e al contesto dello studio in cui si sviluppa la sua pratica.

Successivamente, nel suo intervento, l’artista Chiara Camoni ha spiegato che il titolo Con te con tutto rappresenta una dichiarazione di apertura verso gli altri e verso il mondo. L’artista ha descritto il progetto come il risultato di una pratica artistica che negli anni si è trasformata in un processo sempre più condiviso. Camoni ha raccontato come il suo lavoro sia nato spesso in contesti domestici, tra casa e giardino, coinvolgendo familiari, amici e visitatori occasionali. Nel tempo questa dimensione collettiva si è ampliata fino a diventare una componente strutturale della pratica artistica. L’artista ha spiegato che le opere sono soggetti capaci di instaurare relazioni e dialoghi con lo spazio e con le altre opere.

Infine, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha concluso la presentazione sottolineando la coerenza del progetto con l’impostazione generale della Biennale Arte 2026. Nel commentare il progetto del Padiglione Italia, Buttafuoco ha messo in relazione il lavoro di Chiara Camoni con l’impostazione generale della Biennale curata da Koyo Kouoh, sottolineando come il progetto espositivo si inserisca nel tema dell’intersezione e della relazione tra individui, opere e contesti culturali. Per descrivere tale dimensione ha richiamato un termine della tradizione letteraria italiana, “intuarsi”, che Dante Alighieri utilizza per indicare il riconoscimento reciproco tra soggetti. Secondo il presidente della Biennale, il progetto di Camoni sviluppa proprio questa idea di relazione, riassunta nel titolo Con te con tutto, che indica un rapporto simultaneo con l’altro e con il mondo.

Secondo Buttafuoco il lavoro di Camoni richiama inoltre una dimensione ancestrale legata alla trasformazione della materia e alla relazione tra l’essere umano e l’ambiente. Buttafuoco ha inoltre ribadito l’autonomia istituzionale della Biennale nelle proprie scelte curatoriali e organizzative, ricordando che la fondazione opera secondo procedure e norme consolidate che garantiscono indipendenza nelle decisioni artistiche. Il presidente ha inoltre ribadito il ruolo del Padiglione Italia come elemento centrale della partecipazione nazionale alla manifestazione veneziana.




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