Venezia, tre artiste internazionali trasformano la facciata di Palazzo Nervi Scattolin


La Pier Luigi Nervi Foundation inaugura a Palazzo Nervi Scattolin una mostra video con Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani, evento collaterale della 61. Biennale Arte: le tre artiste trasformeranno la facciata dell’edificio.

S’intitola If All Time Is Eternally Present il progetto espositivo con cui la Pier Luigi Nervi Foundation mira a trasformare la facciata di Palazzo Nervi Scattolin di Venezia in uno schermo per le opere di tre artiste internazionali: Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani. La mostra, curata da Chiara Carrera e Marta Barina e resa possibile grazie al supporto esclusivo di Bottega Veneta, si colloca come evento collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, proponendo un incontro notturno tra immagine in movimento, architettura e spazio pubblico, con proiezioni quotidiane dalle 20:30 fino al 7 giugno 2026. L’apertura al pubblico è fissata per il 6 maggio, mentre i press days sono previsti per il 7 e 8 maggio.

L’iniziativa costituisce il primo appuntamento di un ciclo di mostre ideato per stimolare il dialogo tra pratiche artistiche contemporanee e ambiente costruito, nel solco dell’impegno della Fondazione per la promozione, la conservazione e il ripensamento critico dell’eredità di Pier Luigi Nervi (Sondrio, 1891 – Roma, 1979). Architetto e ingegnere di fama internazionale, Nervi ha saputo integrare arte e scienza delle costruzioni, concependo ogni elemento strutturale in relazione alle forze interne che lo attraversano, rendendo visibile una logica costruttiva altrimenti invisibile. Palazzo Nervi Scattolin, uno dei rari esempi di architettura modernista a Venezia, fu commissionato nei primi anni Sessanta come nuova sede della Cassa di Risparmio di Venezia e completato nel 1972. Per Nervi, l’edificio rappresentava un dialogo con la modernità veneziana, reinterpretando criticamente soluzioni e linguaggi radicali. Oggi l’edificio racconta un momento storico in cui Venezia guardava al futuro e si apriva a rinnovamenti culturali, urbani e sociali, rafforzando la propria identità transnazionale e la connessione con centri urbani dinamici come New York.

Il titolo della mostra, tratto dai Four Quartets di T. S. Eliot, vuole riflettere la ciclicità del tempo e il concetto di “presentness” come collisione tra passato e futuro. Analogamente, la mostra lega la dimensione storica della legacy di Nervi alla contemporaneità delle opere video. Ogni opera funge da “lettore soggettivo” della condizione collettiva, offrendo strumenti critici per interpretare e riformulare il presente, così come l’architettura di Nervi lo fece nel suo tempo.

Kandis Williams, A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror (2025; video collage, 50'). Su concessione dell'artista. © Kandis Williams
Kandis Williams, A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror (2025; video collage, 50’). Su concessione dell’artista. © Kandis Williams
Meriem Bennani e Orian Barki, 2 Lizards (2020; otto episodi video, 23'02''). Su concessione dell'artista © Meriem Bennani and Orian Barki
Meriem Bennani e Orian Barki, 2 Lizards (2020; otto episodi video, 23’02’’). Su concessione dell’artista © Meriem Bennani and Orian Barki
Tai Shani, My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be (2023–2026; video, 15'). Su concessione dell'artista. © Tai Shani
Tai Shani, My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be (2023–2026; video, 15’). Su concessione dell’artista. © Tai Shani

Kandis Williams (Baltimora, 1985), americana che vive a Berlino, presenta A Travel Guide: Black Gothic in South Korean Horror (2025), un’opera che attraverso un collage di fonti esplora regimi di potere, sorveglianza, governance razzializzata e violenze ereditate. Il film segue l’artista in Corea del Sud intrecciando genealogie musicali afroamericane e coreane, dal jazz e hip-hop al K-pop, e mette in relazione memorie collettive nere e sudcoreane. L’opera riflette sulle politiche della mobilità e critica l’estetizzazione del dolore Nero nelle culture visive e digitali, sviluppando una narrazione complessa che connette storia, cultura e attualità.

Meriem Bennani (Rabat, 1988), assieme a Orian Barki (Tel Aviv, 1985), propone 2 Lizards (2020), serie animata in otto episodi realizzata durante i primi mesi della pandemia di COVID-19. Le due lucertole antropomorfe doppiate dagli stessi artisti osservano la vita a New York, trasformando esperienze intime e quotidiane in narrazione condivisa. Tra ironia, empatia e fantasia, l’opera intreccia cultura pop globale, tecnologia digitale e immaginari diasporici, dal documentario alla fantascienza, dai video musicali ai reality show, rendendo la connessione emotiva un filo conduttore tra esperienze liminali e isolamento sociale.

Infine, Tai Shani (Londra, 1976) giunge con My Bodily Remains, Your Bodily Remains and All the Bodily Remains that Ever Were and Ever Will Be (2023–2025), produzione tratta dall’omonimo film del 2023. L’opera, con colonna sonora originale di Maxwell Sterling e Richard Fearless e animazioni digitali di Adam Sinclair, combina sequenze subacquee, paesaggi desertici e figure chiave del film originale, come il “Ghost of Revolution” e il “Book of Love”. La mostra si sviluppa come un sogno speculativo in technicolor, tra fantascienza e estetiche videoludiche, affrontando temi di non sovranità, corporeità collettiva e affettività radicale, in cui amore, lutto e trasformazione politica diventano strumenti emancipativi.

Kandis Williams, attiva a Berlino, lavora tra collage, drammaturgia e scrittura per indagare le dinamiche biopolitiche della rappresentazione dei corpi neri e femminili, con opere in collezioni come il MoMA di New York e l’Hammer Museum di Los Angeles. Bennani & Barki collaborano su produzioni cinematografiche e installazioni immersive, esibendosi in contesti internazionali come il Toronto International Film Festival e il MoMA PS1. Tai Shani, vincitrice del Turner Prize nel 2019, sviluppa performance, film e installazioni con un approccio utopico e visionario, presente in musei e festival tra Londra, Cincinnati, L’Aia e New York.

Ritratto di Kandis Williams. Foto: Lelanie Foster. Su concessione dell'artista.
Ritratto di Kandis Williams. Foto: Lelanie Foster. Su concessione dell’artista.
Ritratto di Meriem Bennani & Orian Barki. Foto: Valentina Sommariva. Su concessione dell'artista.
Ritratto di Meriem Bennani & Orian Barki. Foto: Valentina Sommariva. Su concessione dell’artista.
Ritratto di Tai Shani. Foto: Yael Aviv. Su concessione dell'artista.
Ritratto di Tai Shani. Foto: Yael Aviv. Su concessione dell’artista.

La scelta di Palazzo Nervi Scattolin come sede espositiva non è casuale: l’architettura modernista risuona con le pratiche artistiche degli artisti, con l’obiettivo di creare un dialogo tra spazio storico e opere contemporanee. La dimensione notturna della mostra trasforma le modalità di visione, spostandole dal consumo all’incontro e producendo uno slittamento discorsivo. La facciata diventa dispositivo scenografico che innesta le opere nel tessuto urbano, generando interazioni tra immagine, spazio e corpo. Proiezioni e opere dialogano con il contesto, rendendo visibili le tensioni tra pubblico e privato, identità, potere, globalizzazione, migrazione e sorveglianza, con l’idea di offrire una lettura situata e critica della contemporaneità.

Williams, Bennani & Barki e Shani si pongono dunque come interpreti del nostro tempo, tra sensorialità, emotività e soggettività, in sintonia con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys. La mostra sarà visibile fino al 7 giugno 2026, con proiezioni quotidiane dalle 20:30 e apertura al pubblico il 6 maggio, mentre le giornate dedicate alla stampa si terranno il 7 e l’8 maggio.




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