Completamente rinnovato il Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia


Completamente rinnovato il Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia, a seguito di un importante intervento di riqualificazione.  Durata complessiva dei lavori 16 mesi con un investimento pari a 31 milioni di euro

È stato completamente rinnovato il Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia, a seguito di un importante intervento di riqualificazione. Il progetto è stato possibile grazie a finanziamenti pubblici messi a disposizione dallo Stato italiano attraverso il Ministero della Cultura, nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), destinati al “Progetto di sviluppo e potenziamento delle attività della Biennale di Venezia in funzione della creazione di un polo permanente di eccellenza nazionale e internazionale”.

La progettazione definitiva ed esecutiva, insieme all’iter autorizzativo e alla realizzazione dei lavori, è stata portata a termine in tempi rapidi, rispettando le scadenze previste dal Piano Nazionale Complementare. L’intervento rientra nel programma ministeriale “Grandi Attrattori Beni Culturali” e fa parte di un più ampio piano di sviluppo della Biennale di Venezia, articolato in 22 interventi che coinvolgono diversi spazi di proprietà comunale: i Giardini della Biennale, l’Arsenale, il Lido, Forte Marghera e il Parco Albanese (Bissuola). Le operazioni sono state condotte dalla Biennale di Venezia e dal Comune, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Venezia, con l’obiettivo di valorizzare e potenziare le infrastrutture culturali dedicate alle attività espositive.

I lavori, avviati nel dicembre 2024 e conclusi nel marzo 2026, si sono svolti secondo il cronoprogramma stabilito, con una durata complessiva di 16 mesi e un investimento pari a 31 milioni di euro. La riqualificazione del Padiglione rappresenta uno degli interventi più articolati dell’intero programma, sia per il valore simbolico dell’edificio sia per la rapidità richiesta nella realizzazione. Il progetto è stato seguito dagli uffici della Biennale, in particolare dal settore Progetti Speciali diretto dall’architetto Arianna Laurenzi, con Cristiano Frizzele come Responsabile Unico del Procedimento. La progettazione è stata curata da un raggruppamento di professionisti guidato da BUROMILAN - Milan Ingegneria S.p.A., insieme a Labics S.r.l. e all’architetto Fabio Fumagalli per la parte architettonica, ia2 Studio Associato per gli impianti e la sicurezza antincendio, e il geologo Francesco Aucone. La direzione dei lavori è stata affidata all’ingegnere Massimiliano Milan, mentre l’esecuzione è stata assegnata alla società Setten Genesio S.p.A. al termine della gara conclusasi nel novembre 2024.

Prenderanno avvio quindi le operazioni di allestimento in vista della Biennale Arte 2026, che ospiterà la mostra In Minor Keys curata da Koyo Kouoh, aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026.

Bookshop. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Bookshop. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sala di ingresso. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sala di ingresso. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sale espositive. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sale espositive. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Mezzanino. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Mezzanino. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sala grande. Foto di Marco Cappelletti. Marci Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sala grande. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia

Il progetto

L’intervento si confronta con un edificio complesso, segnato da numerose stratificazioni nel tempo, restituendogli coerenza, ordine e chiarezza distributiva. Non si è trattato di un semplice aggiornamento funzionale, ma di una ridefinizione dell’organismo architettonico, che riorganizza spazi, percorsi e relazioni interne.

Gli ambienti espositivi sono stati ripensati secondo una logica chiara: il fulcro è rappresentato dalla Sala Chini, che diventa il principale punto di distribuzione, attorno al quale si sviluppano i servizi per il pubblico (bookshop, caffetteria, spazi didattici e aree tecniche) separati in modo netto dalle sale espositive. Queste ultime sono state concepite come spazi neutri e flessibili, white box capaci di adattarsi a diverse esigenze allestitive. Gli impianti tecnici sono stati completamente integrati nella struttura edilizia e nascosti dietro le nuove pareti, lasciando gli ambienti liberi da elementi visivi invasivi. Tra gli elementi storici valorizzati, particolare rilievo è stato dato agli infissi progettati da Carlo Scarpa, restaurati e reinseriti. La Sala Brenno del Giudice è stata reinterpretata richiamando il progetto originario della caffetteria del 1928, mentre sono state ripristinate le aperture verso la terrazza lungo il Canale.

L’intervento si discosta da una logica puramente conservativa per adottare un approccio di reinterpretazione critica del Padiglione. Attraverso una lettura stratigrafica dell’edificio, il progetto ha inteso valorizzare le diverse fasi storiche, eliminando aggiunte incongrue e restituendo essenzialità e coerenza formale. Il riuso viene così inteso come un processo creativo: selezionare, ordinare e reinterpretare il passato per costruire una nuova unità architettonica capace di rispondere alle esigenze contemporanee della Biennale.

Uno degli interventi più distintivi è stata la realizzazione di due strutture esterne ispirate alle tradizionali altane veneziane, collocate in corrispondenza della caffetteria e della sala polifunzionale. Queste strutture leggere stabiliscono una connessione diretta tra il Padiglione e il paesaggio dei Giardini, senza entrare in competizione con la struttura esistente. Realizzate in legno lamellare carbonizzato e pannelli X-LAM, le altane costituiscono un gesto progettuale consapevole, in dialogo sia con il contesto veneziano sia con la sensibilità architettonica di Carlo Scarpa.

Il progetto concepisce il Padiglione come un organismo unitario in cui struttura, luce naturale, sistemi energetici e impianti dialogano in modo integrato. Tutti gli apparati tecnici sono nascosti all’interno dell’involucro, garantendo spazi espositivi completamente liberi. I nuovi lucernari, realizzati con vetro fotovoltaico e diffondente, assicurano un’illuminazione naturale uniforme e contribuiscono alla produzione di energia. Alcuni moduli apribili permettono la ventilazione naturale, mentre sistemi di oscuramento motorizzati consentono il controllo totale della luce.

L’intervento punta al conseguimento della certificazione LEED® livello Gold, uno dei principali standard internazionali per la sostenibilità degli edifici. Il protocollo valuta parametri come il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle emissioni, la qualità degli ambienti interni, l’uso responsabile delle risorse e l’integrazione con il contesto. Tutte queste strategie sono state applicate al Padiglione Centrale, con l’obiettivo di garantire elevate prestazioni ambientali senza compromettere la qualità architettonica degli spazi espositivi.

Sala Brenno. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sala Brenno. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sala Chini. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Sala Chini. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Prospetto Rio dei Giardini. Foto di Marco Cappelletti. Marci Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Prospetto Rio dei Giardini. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Loggia Rio dei Giardini. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Loggia Rio dei Giardini. Foto di Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Loggia caffetteria. Foto di Giuseppe Miotto, Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Loggia caffetteria. Foto di Giuseppe Miotto, Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Interno caffetteria. Foto di Giuseppe Miotto, Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia
Interno caffetteria. Foto di Giuseppe Miotto, Marco Cappelletti. Marco Cappelletti Studio. Su concessione de La Biennale di Venezia



Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte