Isabella Ruggiero (presidente AGTA): “inaccettabile rimborsare i biglietti con i voucher, per l'Italia danno d'immagine”


Non convincono le modalità di rimborso dei biglietti di musei, mostre e spettacoli decise dall’articolo 88 del dl “Cura Italia”. A esprimere contrarietà alla via scelta dal governo è Isabella Ruggiero, presidente di AGTA - Associazione Guide Turistiche Abilitate.

L’articolo 88 del decreto legge infatti stabilisce che chi ha acquistato un biglietto per uno spettacolo, per un museo o per un altro luogo della cultura, dovrà presentare richiesta di rimborso, con allegato il titolo di acquisto, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del “Cura Italia”, e il venditore, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, provvederà all’emissione di un voucher di pari importo, da utilizzare entro un anno dall’emissione.

“Possiamo comprendere le motivazioni che hanno condotto il Governo alla scelta di emettere voucher invece che di restituire i soldi: date le somme ingenti che la chiusura dei musei causa allo Stato, la soluzione dei voucher minimizza le perdite”, afferma Ruggiero. “Pensiamo però che il ragionamento, basato su calcoli hic et nunc, lo sconteremo in seguito. Perché, se tutti gli esperti concordano che sarà fondamentale attuare una intelligente strategia per far ripartire il turismo del nostro paese, non ci favorirà il confronto con altre nazioni”.

Il confronto dunque è con quello che avviene negli altri paesi: “basta entrare nel sito web del Louvre”, sottolinea Ruggiero, “per essere immediatamente informati in inglese che tutti coloro che avevano acquistato un biglietto saranno automaticamente rimborsati. Non solo gli utenti ricevono il rimborso in denaro, non solo lo ricevono in automatico senza fare nulla, ma l’avviso è la prima cosa che si vede in home page. Sempre all’estero ma più vicini a casa, anche i Musei Vaticani hanno provveduto al rimborso automatico. Gli stranieri i confronti li faranno. Ora lo Stato risparmia ma in termini di immagine, di credibilità e di promozione ci perderemo”.

Di conseguenza, secondo Ruggiero, le condizioni del rimborso sono “inaccettabili”, per quattro motivi. Primo: “non si deve obbligare l’utente a fare domanda di rimborso; il rimborso deve essere automatico”. In secondo luogo, sostiene Ruggiero, “è assurdo non solo costringere a fare domanda, ma addirittura entro trenta giorni di tempo”. Terzo, “il DL genera estrema confusione, dal momento che impone all’acquirente trenta giorni di tempo per presentare domanda e al venditore 30 giorni dalla presentazione della domanda per emettere il voucher, il tutto mentre i musei sono ancora chiusi e non si sa quando saranno riaperti. La riapertura avverrà quasi sicuramente oltre i termini legati a questo DL, quindi ne sarà necessario un altro che confonderà ulteriormente le date. E il tutto mentre un DPCM ha decretato ’non essenziali’ le attività dei gestori di musei e monumenti ed ha quindi chiuso i loro uffici, costringendoli allo smart working (che non è certo identico al lavoro in ufficio)”. Infine, secondo Ruggiero “è scorretto equiparare i biglietti dei siti con quelli delle mostre”.

Il limite dei trenta giorni, evidenzia la presidente di AGTA, significa che “se uno non vede in tempo l’avviso o non riesce ad inviare in tempo la domanda, non potrà avere il voucher. In molti siti web di musei e monumenti ad oggi ancora non è stato comunicato ancora nulla. Certo, non è necessario che il gestore comunichi qualcosa sul sito. Si possono tranquillamente inviare le domande seguendo quanto scritto nel DL Cura Italia. Sicuramente tutte le agenzie e tutti i professionisti del settore sono perfettamente informati e lo faranno in tempo. Non sarà così però per tutti quei singoli turisti stranieri che non leggono i testi integrali dei DL italiani”.

Per questo Ruggiero definisce l’articolo 88 “estremamente scorretto” perché volto a condizionare “il rimborso alla richiesta, cercando di far arrivare meno richieste di voucher possibile, con una visone miope del turismo”. Per la presidente di AGTA si tratta di ragioni di comunicazione e immagine: “sappiamo bene che 18-40 euro per 1-4 biglietti del Colosseo non incidono sull’economia di una famiglia tedesca o americana. Il punto è cosa il Governo e il MIBACT vogliono comunicare. Si dice che dobbiamo mettere in atto strategie e investire per il turismo post-emergenza. Dunque il voucher avrebbe potuto essere un piccolo strumento di promozione turistica, per invogliare chi aveva programmato una vacanza in Italia in questi mesi a programmarla di nuovo entro un anno. Inviarlo in automatico non costa nulla allo Stato se quella persona non viene affatto, mentre se decide di tornare il MIBACT spenderà 18-40 euro che però frutterebbero all’Italia una vacanza di 2-4 persone (hotel, ristoranti, altri monumenti, ecc.)”.

Infine, conclude Ruggiero, c’è il problema dei biglietti delle mostre temporanee. “Se un visitatore è interessato agli Uffizi adesso lo sarà anche tra 6 mesi, dipende solo dalla sua possibilità di viaggiare. Nel caso di mostre, non è detto che chi ha comprato i biglietti per Raffaello sia interessato alle mostre che saranno ospitate a Scuderie del Quirinale nei mesi seguenti. In questo caso la restituzione della somma sarebbe stata doverosa. Dobbiamo decidere se strategia, promozione, valorizzazione, comunicazione, debbono rimanere parole da usare per propaganda o se vogliamo usarle anche nello scrivere gli articoli delle leggi”.

Isabella Ruggiero (presidente AGTA): “inaccettabile rimborsare i biglietti con i voucher, per l'Italia danno d'immagine”
Isabella Ruggiero (presidente AGTA): “inaccettabile rimborsare i biglietti con i voucher, per l'Italia danno d'immagine”


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