Pietro Bellotti, al MarteS una giornata di studi rilancia le ricerche sul pittore


Il 16 maggio 2026 il MarteS Museo d’Arte Sorlini di Calvagese della Riviera ospita una giornata di studi dedicata a Pietro Bellotti. Al centro del convegno nuove attribuzioni, restauri, indagini scientifiche e aggiornamenti sulla mostra veneziana delle Gallerie dell’Accademia.

Il MarteS Museo d’Arte Sorlini di Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia, ospiterà sabato 16 maggio 2026 una giornata di studi dedicata a Pietro Bellotti, pittore attivo nel Seicento tra Lombardia e Veneto, al centro negli ultimi anni di una rinnovata attenzione critica. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Luciano Sorlini in collaborazione con le Gallerie dell’Accademia di Venezia, intende fare il punto sugli sviluppi più recenti degli studi relativi all’artista attraverso una serie di interventi che affronteranno questioni attributive, documentarie, conservative e storico-artistiche.

La giornata si aprirà alle ore 10 con i saluti istituzionali di Stefano Sorlini, presidente della Fondazione Luciano Sorlini. Seguirà, alle 10.30, un intervento a due voci di Michele Nicolaci e Filippo Piazza dal titolo Per un bilancio e alcune considerazioni sulla mostra Stupore, realtà, enigma. Pietro Bellotti e la pittura del Seicento a Venezia. L’incontro sarà anche occasione per presentare il progetto dedicato alla scoperta di Pietro Bellotti attraverso il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento promosso dalla Fondazione Luciano Sorlini.

Il contributo dei due studiosi ripercorrerà la recente esposizione organizzata dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia e conclusasi nel gennaio 2026, soffermandosi sui risultati ottenuti in termini di partecipazione del pubblico e riscontro della critica. Nicolaci e Piazza intendono inoltre affrontare alcuni aspetti emersi durante i mesi della mostra, compresi elementi legati al “dietro le quinte” dell’allestimento e della ricerca curatoriale. Verranno proposte riflessioni relative a questioni attributive, cronologiche e comparative maturate sia nel dialogo tra i curatori sia nel confronto con gli studiosi intervenuti durante il periodo espositivo. L’intervento fungerà inoltre da introduzione all’intera giornata di studi, chiarendone impostazione e obiettivi.

Michele Nicolaci, funzionario storico dell’arte del Ministero della Cultura presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia dal 2018, si occupa della pittura del Seicento e del Settecento ed è responsabile dei servizi educativi e delle nuove acquisizioni del museo veneziano. I suoi studi si concentrano soprattutto sulla pittura naturalista di ambito caravaggesco. Tra le mostre curate figurano Da Vivarini a Tiepolo. Nuove acquisizioni per le Gallerie dell’Accademia del 2023 e Stupore, realtà, enigma. Pietro Bellotti e la pittura del Seicento a Venezia, realizzata nel 2025 insieme a Francesco Ceretti e Filippo Piazza. Piazza, funzionario del Ministero della Cultura presso la Soprintendenza di Brescia e Bergamo, è studioso della storia dell’arte lombarda e autore di monografie e contributi dedicati ad artisti attivi tra Quattrocento e Settecento. Ha curato esposizioni dedicate, tra gli altri, a Giacomo Ceruti e alla pittura rinascimentale tra Brescia e Cremona.

Pietro Bellotti, Popolani all’aperto (olio su tela, 192 x 211,5 cm; Venezia, Gallerie dell’Accademia, cat. 2058) © Archivio fotografico G.A.VE – su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie dell’Accademia di Venezia
Pietro Bellotti, Popolani all’aperto (olio su tela, 192 x 211,5 cm; Venezia, Gallerie dell’Accademia, cat. 2058) © Archivio fotografico G.A.VE – su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie dell’Accademia di Venezia

Alle ore 11 interverrà Francesco Ceretti con una relazione dedicata ai Problemi di connoisseurship attorno a Pietro Bellotti. Il suo contributo prenderà le mosse dal cosiddetto “caso Bellotti”, definito come uno dei temi più controversi della connoisseurship novecentesca. Secondo Ceretti, il nome del pittore bresciano è stato a lungo utilizzato come categoria estensiva per attribuire opere di diversa provenienza e qualità, soprattutto pitocchi e filosofi, provocando un’espansione incontrollata del catalogo dell’artista. L’intervento si propone quindi di avviare una revisione critica delle attribuzioni attraverso alcuni casi studio che permetteranno di distinguere la mano di Bellotti da quella di altri pittori con cui è stato frequentemente confuso. Verranno discusse opere provenienti da ambiti nordici, veneziani e lombardi, nel tentativo di ridefinire i contorni del linguaggio dell’artista.

Ceretti è assegnista di ricerca in storia dell’arte moderna presso l’Università di Pavia, sede di Cremona. Le sue ricerche riguardano principalmente la cultura figurativa tra Lombardia e Veneto in età moderna. Ha pubblicato monografie dedicate al Genovesino e ad Altobello Melone e ha curato mostre su Giacomo Ceruti e Boccaccio Boccaccino. Anche lui ha partecipato alla curatela della mostra veneziana su Bellotti del 2025.

Alle 12 sarà la volta di un intervento dedicato ai restauri e alle indagini scientifiche condotte su alcune opere di Bellotti. Giulio Bono, Rosa Costantini, Michele Nicolaci e Cristiana Sburlino presenteranno i risultati delle operazioni conservative effettuate sull’Autoritratto in veste di Stupore e sui Popolani all’aperto, entrambe opere delle Gallerie dell’Accademia di Venezia restaurate in occasione della mostra. Attraverso materiali inediti verranno illustrate le metodologie adottate e gli esiti delle indagini diagnostiche realizzate presso il Laboratorio scientifico del museo da Stefano Volpin e Rosa Costantini. Le analisi hanno coinvolto anche la Vecchia Popolana conservata al MarteS, consentendo per la prima volta un confronto diretto tra le opere. L’intervento si concluderà con alcune considerazioni di Michele Nicolaci sull’utilizzo delle evidenze materiali nella comprensione della tecnica pittorica di Bellotti e nei processi attributivi.

Giulio Bono, restauratore conservatore con base operativa a Venezia, lavora dal 1991 per istituzioni e fondazioni italiane e straniere occupandosi di interventi su apparati decorativi murali e dipinti su tavola e tela dal Quattrocento al Settecento. Nel corso della sua attività ha restaurato opere di artisti come Giovanni Bellini, Piero della Francesca, Tiziano Vecellio, Paolo Veronese e Giambattista Tiepolo. Tra gli interventi più recenti figurano il restauro dell’Assunta dei Frari e dell’Annunciazione della Scuola Grande di San Rocco di Tiziano, della Madonna Sorlini di Giovanni Bellini conservata al MarteS, dei Popolani all’aperto attribuiti a Pietro Bellotti delle Gallerie dell’Accademia e della Natività di Girolamo Savoldo nella chiesa veneziana di San Giobbe.

Rosa Costantini è una chimica diagnosta specializzata nello studio dei materiali artistici. Nel 2021 ha conseguito un dottorato di ricerca alla University of Glasgow con una tesi dedicata al degrado chimico-fisico degli arazzi. Successivamente ha collaborato con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche concentrandosi sulle tecniche e sui materiali pittorici. Dal 2024 lavora con il Laboratorio Scientifico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia partecipando alle campagne diagnostiche dedicate allo studio delle tecniche esecutive e dei problemi conservativi delle opere del museo.

Pietro Bellotti, Vecchia popolana (1680-1690 circa; olio su tela, 117 x 89 cm; Calvagese della Riviera, MarteS Museo d’Arte Sorlini)
Pietro Bellotti, Vecchia popolana (1680-1690 circa; olio su tela, 117 x 89 cm; Calvagese della Riviera, MarteS Museo d’Arte Sorlini)

Nel pomeriggio, alle ore 15, Silvia Merigo presenterà un aggiornamento del regesto documentario relativo a Pietro Bellotti. L’intervento si propone di riesaminare sistematicamente il corpus di documenti pubblicato nel catalogo della mostra veneziana, integrandolo con nuove acquisizioni archivistiche e fonti storiche. Merigo concentrerà l’attenzione sui punti ancora poco chiari della biografia del pittore, a partire dalla definizione della data di nascita fino agli ultimi anni di attività. Verranno affrontati temi relativi alle origini bresciane dell’artista, ai suoi rapporti professionali nel periodo veneziano, all’esperienza mantovana nel contesto della corte gonzaghesca e infine alla fase gardesana, considerata rilevante per comprendere gli ultimi sviluppi della sua attività.

Storica dell’arte formata all’Università di Verona e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Merigo ha lavorato nel campo della catalogazione e della valorizzazione del patrimonio culturale bresciano e gardesano. Dal 2024 è funzionario storico dell’arte del Ministero della Cultura presso Palazzo Ducale di Mantova.

Alle 15.30 Mauro Pavesi interverrà sul tema della “pittura della realtà” tra Lombardia e Veneto tra Sei e Settecento. Partendo dagli spunti emersi dalla recente mostra veneziana, lo studioso rifletterà sulla fortuna della pittura di genere nell’Italia settentrionale e sulle relazioni tra Bellotti e altri artisti attivi nello stesso ambito culturale. Il soggiorno lombardo del pittore offrirà l’occasione per analizzare collegamenti con figure come Cipper, Sebastianone e Magnasco, oltre che con la diffusione collezionistica di opere di Ribera, Salvator Rosa e del cosiddetto Maestro della Tela Jeans. Pavesi si soffermerà inoltre sulla difficoltà di separare rigidamente la pittura della realtà dalle invenzioni fantastiche, tema che verrà esteso anche agli esordi naturalistici di Giambattista Tiepolo e alle possibili relazioni con Giacomo Ceruti.

Docente di Storia dell’arte moderna all’Università Cattolica dal 2011, Pavesi ha dedicato i suoi studi a figure come Leonardo, Lomazzo, Giulio Romano e Giovanni Ambrogio Figino. Negli ultimi mesi del 2025 ha svolto un soggiorno di ricerca presso il Museo del Prado di Madrid.

Giacomo Ceruti, Autoritratto (1737; olio su tela, 64,7 x 46,8 cm; Abano Terme, Museo Villa Bassi Rathgeb)
Giacomo Ceruti, Autoritratto (1737; olio su tela, 64,7 x 46,8 cm; Abano Terme, Museo Villa Bassi Rathgeb)

Alle ore 16 Stefano Lusardi presenterà un inedito inventario della collezione Donà, documento che consentirà di approfondire il ruolo del collezionismo veneziano nella formazione del linguaggio figurativo di Bellotti. L’inventario, redatto tra il 1665 e il 1672 per Palazzo Donà a Santa Fosca, documenta la presenza di numerose opere contemporanee e di artisti viventi, tra cui Nicolas Regnier, Michele Desubleo, Pietro della Vecchia, Pietro Liberi, Pietro Ricchi, Daniel van den Dyck, Sebastiano Mazzoni, Ermanno Stroiffi, Giuseppe Diamantini, Girolamo Pellegrini, Giovanni Battista Langetti e Francesco Rosa. Pur in assenza di opere direttamente riferibili a Bellotti, il documento permette di ricostruire il contesto culturale e collezionistico nel quale il pittore operò durante gli anni veneziani.

Lusardi, conservatore delle raccolte artistiche della Fondazione Ugo Da Como dal 2000, ha collaborato con Luciano Sorlini tra il 2004 e il 2008 ed è conservatore del MarteS dal 2017. Tra le mostre curate figurano esposizioni dedicate a Giacomo Ceruti e alla pittura di realtà tra Lombardia e Veneto.

Chiuderà gli interventi, alle 16.30, Tania De Nile con una relazione dedicata al tema dell’occulto nella pittura di Bellotti. Partendo dalla sezione Il richiamo dell’occulto della mostra veneziana, l’intervento analizzerà il ruolo delle tematiche magiche nella Venezia del Seicento attraverso il confronto con opere realizzate nello stesso periodo a Napoli, Roma, Firenze e Bologna. L’obiettivo sarà evidenziare la pluralità di significati associati all’occulto nel XVII secolo: genere destinato al mercato dell’arte, spazio di sperimentazione culturale, strumento di tensione anticlericale e riflesso di credenze superstiziose diffuse in diversi strati sociali. In tale contesto, le figure di maghe e indovine dipinte da Bellotti verranno lette come esempi utili per comprendere le relazioni tra committenza, cultura visiva e rappresentazione della magia nel Seicento.

De Nile insegna arte olandese e fiamminga all’Università di Roma Tor Vergata ed è responsabile del Museo Pietro Canonica a Villa Borghese. Specialista dei rapporti artistici tra Paesi Bassi e Italia, ha pubblicato studi sui soggetti stregoneschi e sugli artisti nordici attivi nella penisola italiana, tra cui i volumi Fantasmagorie. Streghe, demoni e tentazioni nell’arte fiamminga e olandese del Seicento e Fiamminghi al Sud. Oltre Napoli.

La giornata si concluderà alle ore 17 con una tavola rotonda coordinata da Francesco Ceretti, Michele Nicolaci e Filippo Piazza. Gli interventi saranno moderati da Federico Giannini, giornalista e direttore di Finestre sull’Arte.




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