Roma, ridipinto l'ex angelo-Meloni. Ora somiglia a Marina Berlusconi


Nella chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma è stato ridipinto l’angelo (in realtà una vittoria alata) a cui un sacrestano aveva dato qualche mese fa il volto di Giorgia Meloni. Ora somiglia... a Marina Berlusconi! La segnalazione di Fabrizio Federici.

Ricordate l’angelo della chiesa di San Lorenzo in Lucina, quello che era stato ridipinto con il volto di Giorgia Meloni da un sacrestano? Subito ribattezzato “l’angelo-Meloni” (anche se in realtà è una vittoria alata) dopo le polemiche, quel rifacimento era stato cancellato, e adesso il volto dell’angelo ha assunto i connotati di... Marina Berlusconi. A segnalare le nuove fattezze della vittoria alata è lo storico dell’arte Fabrizio Federici, che con la sua pagina Mo(n)stre, su Facebook e su Instagram, da anni fa satira sul mondo dell’arte e dei beni culturali. È lui che, dopo un giro sabato pomeriggio in San Lorenzo in Lucina, si è accorto delle nuove sembianze della figura e ha scattato alcune fotografie, benché il... dibattito sulla somiglianza del volto sia ancora aperto: è davvero Marina Berlusconi? Oppure è Alessandra Mussolini? O ancora Elodie? O addirittura Daniela Zuccoli, la terza moglie di Mike Bongiorno? La discussione farà appassionare tutto il web.

La Cappella del Crocifisso con l'affresco di nuovo ridipinto. Foto: Fabrizio Federici
La Cappella del Crocifisso con l’affresco di nuovo ridipinto. Foto: Fabrizio Federici
L'angelo che ora somiglia a Marina Berlusconi. Foto: Fabrizio Federici
L’angelo che ora somiglia a Marina Berlusconi. Foto: Fabrizio Federici
Il volto precedente, quello di Giorgia Meloni
Il volto precedente, quello di Giorgia Meloni

Per risolvere il dilemma, bisognerebbe chiedere al sacrestano, Bruno Valentinetti, che aveva ammesso d’aver fatto assumere alla vittoria alata nella Cappella del Crocifisso il volto della presidente del consiglio Giorgia Meloni, dopo che la notizia per qualche ora aveva occupato addirittura le prime pagine dei giornali. Valentinetti era intervenuto su un lavoro recente: la Cappella del Crocifisso, decorata con motivi che esaltano la dinastia dei Savoia, era passata all’ex famiglia regnante nel 1983, anno in cui le pareti erano spoglie (gli affreschi su cui è intervenuto Valentinetti risalgono a un momento successivo, probabilmente tra anni Novanta e primi anni Duemila). Vicenda controversa, che aveva portato il Vicariato di Roma ad annunciare il ripristino dei tratti originari della vittoria alata, in accordo con la parrocchia, il Fondo Edifici di Culto e la Soprintendenza. Adesso però si aprirà di sicuro un’altra discussione, perché il volto originario della vittoria non era davvero quello che mostra adesso. Il terzo rifacimento sarà dunque quello buono?




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