La controversa (e anche abbastanza grottesca) vicenda dell’angelo con il volto della premier Giorgia Meloni nella Cappella del Crocifisso della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma continua a far parlare. Dopo giorni di discussioni, polemiche sui social e sui media, e soprattutto dopo che il restauratore Bruno Valentinetti ha confermato il riferimento al volto della premier (pur avendo nei giorni precedenti negato qualsiasi collegamento diretto con la presidente del Consiglio), il Vicariato di Roma è intervenuto per chiarire la propria posizione e illustrare le operazioni in corso sull’opera.
In una nota ufficiale dell’altro ieri, il Vicariato ha dichiarato di aver preso atto della presenza di fisionomie nell’angelo non conformi all’iconografia tradizionale e al contesto sacro della cappella. Di conseguenza, in accordo con il Parroco e previa autorizzazione della proprietà rappresentata dal Fondo Edifici di Culto, nonché della Soprintendenza, è stato richiesto che l’opera venga riportata alle caratteristiche originarie del volto. L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare il luogo di culto e la sua funzione spirituale, evitando che eventuali modifiche o interpretazioni personali interferiscano con la fruizione e il significato liturgico dell’opera.
Il Vicariato ha sottolineato inoltre il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiale, precisando che ogni intervento viene realizzato in collaborazione con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela dei beni culturali. L’ente ha voluto ribadire come le decisioni sull’arte sacra siano assunte nel rispetto di norme e procedure consolidate, in funzione della conservazione e della protezione dei luoghi di culto.
Infine, sempre nella giornata del 4 febbraio, si è espresso anche il Ministero della Cultura: “Alla luce della cancellazione del volto della decorazione nella cappella del crocifisso di San Lorenzo in Lucina”, si legge in una breve nota, “in accordo con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, ha fatto presente al rettore della Basilica che, per qualsiasi intervento di ripristino, è necessaria una richiesta di autorizzazione al Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno proprietario dell’immobile, al Vicariato e alla Soprintendenza Speciale di Roma con accluso bozzetto dell’immagine”.
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| Angelo-Meloni, il Vicariato di Roma annuncia il ripristino dei tratti originari del volto dell’angelo |
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