Il volto dell’angelo Meloni non è più visibile nell’affresco della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, a Roma. La rimozione è avvenuta nella serata di ieri 3 febbraio ed è stata eseguita dal restauratore Bruno Valentinetti, che nei giorni precedenti aveva negato qualsiasi riferimento diretto alla presidente del Consiglio. In seguito, lo stesso restauratore ha riferito, come riporta La Repubblica, di aver proceduto alla cancellazione dell’immagine su indicazione delle autorità ecclesiastiche, precisando di non attribuire particolare rilevanza alla questione.
Dopo aver smentito per tre giorni e fino a poche ore prima l’identificazione del volto, Valentinetti ha poi ammesso che l’immagine era riconducibile a Meloni, spiegando tuttavia che l’intervento si ispirava a una figura già presente nel dipinto originario. A seguito dell’accaduto, secondo quanto riferito dalla testata, si va ora verso il ripristino dell’immagine precedente. La Soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, si è immediatamente attivata avviando ricerche d’archivio per individuare documentazione fotografica o disegni progettuali relativi al dipinto originale della cappella del Crocifisso, realizzato nel 2000. Le verifiche sono finalizzate a consentire un confronto tra l’opera originaria e l’attuale decorazione, frutto dell’intervento di ripristino concluso nel 2025.
Nella comunicazione inviata alla Soprintendenza prima dell’avvio dei lavori, era stato specificato che l’iconografia e lo stile decorativo sarebbero rimasti invariati. Secondo quanto emerso, tale indicazione non è stata rispettata. Dopo la diffusione della notizia, il cardinale Baldo Reina ha ribadito in una nota che le immagini dell’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o di strumentalizzazioni, in quanto destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica. Da questa presa di posizione è scaturito l’intervento diretto della Curia.
Successivi colloqui, telefonate e riunioni tra la Soprintendenza, il Fondo edifici di culto, proprietario dell’immobile, l’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma e il parroco di San Lorenzo in Lucina, monsignor Daniele Micheletti, hanno portato alla decisione di cancellare il volto dal dipinto. Il parroco ha riferito che la scelta è stata presa dopo un confronto con il cardinale Reina, chiarendo che, pur non sussistendo impedimenti normativi alla permanenza dell’immagine anche per un lungo periodo, l’intervento aveva generato divisioni all’interno della comunità ecclesiale.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.