Sgarbi e altri intellettuali a Conte: “riapriamo mostre e musei con accessi contingentati, e facciamo uscire le persone all'aperto”


Il critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi ha lanciato un appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per far ripartire l’Italia dalla cultura, suggerendo la riapertura di mostre e musei, nel rispetto delle distanze di sicurezza e delle misure mediche che si riterranno necessarie per garantire la salute dei visitatori. “È questa l’occasione per chiamare a riflettere gli uomini di cultura che si ritrovano nell’orgoglio dell’arte italiana e del Rinascimento di cui Raffaello è il più alto simbolo”, esordisce Sgarbi nel suo appello. Un appello che Sgarbi definisce “semplice” e che è fondato su un assunto di base: “che nei provvedimenti economici non ci siano tagli per la cultura, che, alla ripresa, la cultura possa essere il primo riferimento in un’Italia che avrà visto evidentemente per il turismo molte prenotazioni da Paesi stranieri annullate, ma anche quelli che non verranno in Italia dalla Germania, dalla Francia, dall’America, sanno comunque che l’Italia è il luogo in cui la bellezza ha il suo più alto trionfo, e ancor meglio gli italiani, quindi potranno limitare le vacanze al mare, i luoghi dove festeggiare in tanti gruppi, e andare nei musei e alle mostre”.

Per Sgarbi è anche possibile “recuperare nella fase conclusiva anche mostre che sono state aperte proprio i giorni della chiusura di tutto e quindi sono state più chiuse che aperte e, augurandoci che tutto possa avvenire prima della fine di aprile, io chiedo che non solo non vengano tagliati fondi, e chiedo a tutti quelli che mi leggono di condividere questo appello per la cultura, perché si possa investire sui musei e sulle mostre per i prossimi mesi, fino a che nel nuovo anno tutto possa riprendere prima; e che, tra le prime cose che si aprano, che sono state insensatamente chiuse, ci siano i musei, i musei e le mostre, e si faccia come con i supermercati, che sono così fondamentali per i beni primari; e primaria deve essere anche la conoscenza, un bene primario, primaria deve essere la letteratura, deve essere la bellezza, l’arte”.

Sgarbi fa l’esempio dei supermercati: come sono contingentati gli accessi nei luoghi che sono tuttora aperti, così potranno essere regolati gli accessi ai musei. “Si perde la Pasqua come grande occasione di movimento e le persone continueranno a stare in casa”, aggiunge Sgarbi, “ma, quando usciranno, io credo 18 aprile, 20 aprile o 25 aprile, non sia tardiva la riapertura dei musei, si dica che possono venire per vedere le sale. In ogni sala, non più di dieci persone, a un metro di distanza, che è l’unica misura che sembra oggettiva e che sembra condivisa in tutti i decreti che sono stati fatti, compresi quelli assurdi che impediscono di fare una passeggiata. E certamente è molto più sano stare all’aperto che stare in un piccolo appartamento in 5 o 6, uno dei quali magari si è ammalato”. ù

Infine, conclude Sgarbi, “si stabilisca che, a un metro di distanza, si può ricominciare a entrare in musei e mostre, il prima possibile. Lo dico a Franceschini, lo dico a tutti quelli che possono decidere, al governo, non all’opposizione evidentemente; ma io non penso di parlare come opposizione, penso di parlare come quello che interpreta un pensiero di molti, che la chiusura dei musei è una ferita contro la cultura. Riapriamoli, riapriamoli a numeri contingentati, nel massimo rispetto delle norme di sicurezza. E si possa ripartire, nel nome di Raffaello, da Urbino”.

L’appello ha già ottenuto più di 200 sostenitori ed è stato firmato, tra gli altri, da Mario de Simoni, Tiziano Panconi, Luca Salsi, Alessandra Moretti (Regie d’autore), Giulio Prosser, Andrea di Consoli, Pietro Carriglio, Angelo Crespi, Armando Siri, Carlo Vulpio, Marco Gulinelli, Augusto Agosta Tota, Franco Maria Ricci, Laura Casalis, Emanuele Ricucci, Antonello Sette, Pupi Avati, Nicola Porro, Pietro Folena, Fabrizio Moretti, Eugenio Riccomini, Arturo Carlo Quintavalle, Eric Ghysels, Bernardo Tortorici, Silvio Merlino, Mauro Paparo Filomarino, Masolino D’Amico, Ernesto Ferrero, Renato Barilli, Pierluigi Panza.

Sgarbi e altri intellettuali a Conte: “riapriamo mostre e musei con accessi contingentati, e facciamo uscire le persone all'aperto”
Sgarbi e altri intellettuali a Conte: “riapriamo mostre e musei con accessi contingentati, e facciamo uscire le persone all'aperto”


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER