Il padre di Raffaello in mostra: una grande rassegna tutta su Giovanni Santi a Urbino


La Galleria Nazionale delle Marche di Urbino ospita, dal 30 novembre 2018 al 17 marzo 2019, una grande mostra dedicata a Giovanni Santi (Colbordolo, 1440 circa - Urbino, 1494), uno dei più importanti pittori marchigiani del Quattrocento, ma noto ai più soprattutto per essere stato padre del grande Raffaello Sanzio. La sua figura è stata infatti segnata in maniera decisiva dal giudizio negativo di Giorgio Vasari, oltre che svilita dal confronto con l’eccezionale statura artistica del figlio, e per questa ragione Giovanni Santi è rimasto in ombra per secoli ed è ancora poco noto anche oggi, pur dopo gli studi fondamentali di uno studioso come Ranieri Varese.

La mostra, intitolata Giovanni Santi. “Da poi... me dette alla mirabil arte de pictura”, contribuirà a restituire il giusto ruolo all’artista in quel contesto urbinate che costituì un momento imprescindibile di avvicinamento alla formazione e alla cultura visiva di Raffaello. La poliedrica personalità umanistica di Giovanni Santi, dimostrata dall’ampia produzione letteraria, sarà testimoniata dal manoscritto originario del suo capolavoro, la Cronaca rimata, proveniente dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e visibile in mostra. E dal Vaticano arriverà a Urbino anche il San Girolamo, che assieme alle opere provenienti dalla National Gallery di Londra, dal Museo Puškin di Mosca ed alla quasi totalità di quelle presenti in loco o provenienti dal territorio, tenterà di rendere visibile quella rete di relazioni e di reciproche interferenze artistiche che interessarono l’ambiente urbinate in età federiciana.

Urbino, patria di Giovanni Santi, e il Palazzo Ducale, presso il quale il pittore fu molto attivo, vedranno restituito al pubblico, per tutta la durata della mostra, l’intero ciclo pittorico concepito originariamente per il Tempietto delle Muse: le otto tavole (sette rappresentanti le Muse ed una Apollo) opera di Giovanni Santi e Timoteo Viti, prestate da Palazzo Corsini in Firenze, saranno ricollocate all’interno del loro ambiente originario. E a testimonianza del contesto culturale nel quale operò Giovanni Santi, saranno presentate delle opere coeve come l’Annunciazione di Fano del Perugino o uno degli Angeli Musicanti di Melozzo da Forlì della Pinacoteca Vaticana, che affiancheranno i capolavori di Piero della Francesca, Giusto di Gand, Pedro Berruguete e tutti gli altri già presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale delle Marche. Ed ancora, opere di scultura, come la Madonna con Bambino dalla Pinacoteca Civica di Jesi di Domenico Rosselli, già attivo nel cantiere del palazzo urbinate per il duca Federico da Montefeltro, o l’inginocchiatoio intarsiato proveniente dalla Cappella Oliva nella chiesa di San Francesco di Montefiorentino a Frontino (della quale si esporrà anche la pala del 1489) che affiancherà i straordinari intarsi dello Studiolo e delle preziose porte dell’appartamento ducale.

Le curatrici della mostra, Maria Rosaria Valazzi e Agnese Vastano, intendono quindi contribuire a ricollocare la figura di Giovanni Santi nella giusta prospettiva storica che merita: riscattarne dall’oblio la capacità critica dimostrata dalla Disputa de la pictura, dimostrarne le doti imprenditoriali che seppero caratterizzare l’intensa attività produttiva divisa tra opere di grande impegno e realizzazioni “seriali” di piccolo formato, e analizzarne gli aspetti tecnici che caratterizzarono la qualità materica della produzione santiana.

Parallelamente alla mostra ospitata nel Palazzo Ducale di Urbino, verrà pubblicato un itinerario alla scoperta di quelle opere di Giovanni Santi che, essendo inamovibili, sono rimaste nelle loro sedi originarie distribuite sul territorio. In particolare ad Urbino, oltre al Palazzo Ducale viene coinvolta la Casa di Raffaello dove visse Giovanni Santi con il figlio adolescente, ma anche la Cappella Tiranni nella chiesa di San Domenico a Cagli, la pala della Visitazione nella chiesa di Santa Maria Nova a Fano e la Madonna con Bambino ed i santi Elena, Zaccaria, Sebastiano e Rocco nella Pinacoteca Civica di Fano ed altri numerosi siti del territorio marchigiano.

La mostra è visitabile negli orari d’apertura della Galleria Nazionale delle Marche: al martedì alla domenica dalle 8:30 alle 19:15 (chiusura della biglietteria alle 18:15), il lunedì dalle 8:30 alle 14 (chiusura della biglietteria alle 13). Chiusura il 25 dicembre e il 1° gennaio. Biglietti: intero 8 euro, ridotto 5 euro, 1 euro il diritto di prenotazione. Abbonamento annuale 19 euro, biglietto integrato Galleria + Rocca di Gradara 12 euro intero, 6 euro ridotto (vale cinque giorni dalla data di emissione). Per tutte le info consultare il sito della Galleria Nazionale delle Marche.

Il padre di Raffaello in mostra: una grande rassegna tutta su Giovanni Santi a Urbino
Il padre di Raffaello in mostra: una grande rassegna tutta su Giovanni Santi a Urbino

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