Apre a Forlì la più grande mostra di sempre dedicata a Dante Alighieri


Dal 30 aprile all’11 luglio 2021, i Musei San Domenico di Forlì ospitano “Dante. La visione dell’arte”, la più grande mostra mai dedicata a Dante.

Dal 30 aprile all’11 luglio 2021, i Musei San Domenico di Forlì ospitano una grande mostra su Dante Alighieri (Firenze, 1265 - Ravenna, 1321) nel settecentenario della scomparsa: si tratta di Dante. La visione dell’arte, che si propone al pubblico con un ricco percorso espositivo su di un arco temporale che va dal Duecento al Novecento, con l’obiettivo di presentare le molteplici traduzioni figurative della potenza visionaria di Dante. I Musei San Domenico si trasformano dunque in una sorta di galleria dantesca potendo contare su capolavori di artisti come Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Michelangelo, Tintoretto, Canova, Andrea del Castagno, fino ad arrivare ai preraffaeliti, ai macchiaioli e al Novecento con Galileo Chini, Plinio Nomellini, Felice Casorati, Lucio Fontana, Pablo Picasso. In mostra dipinti, sculture, disegni, illustrazioni e manoscritti. L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dalle Gallerie degli Uffizi, nell’ambito delle celebrazioni per l’Alighieri promosse dal Ministero della Cultura: l’obiettivo della mostra è raccontare a tutto tondo la figura del padre della Divina Commedia, nel settimo centenario della sua morte.

Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli Direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. La mostra è curata da Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca, coadiuvati da un prestigioso comitato scientifico. La scelta di Forlì come sede della mostra è legata al fatto che Forlì è città dantesca. A Forlì infatti Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città, e sempre a Forlì fece ritorno, occasionalmente, anche in seguito.

Sono circa 300 le opere in mostra, suddivise in 18 sezioni che analizzano e ricostruiscono per la prima volta, l’intimo rapporto tra Dante e l’arte, presentando gli artisti che hanno reso in immagini la potenza visionaria di Dante, delle sue opere e in particolare della Divina Commedia, o hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche, o ancora hanno tratto da lui episodi o personaggi singoli, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé. Circa cinquanta tra dipinti, sculture e disegni arrivano in prestito dalle Gallerie degli Uffizi, co-organizzatrici dell’evento espositivo. Tra queste, anche l’affresco di Dante di Andrea del Castagno, recentemente restaurato dall’Opificio delle Pietre dure, le illustrazioni della Divina Commedia di Federico Zuccari; la Francesca da Rimini nell’Inferno Dantesco del pittore romantico Nicola Monti, acquistato dal museo fiorentino appena lo scorso anno, in occasione del primo Dantedi (25 marzo). Altri prestiti arrivano dall’Ermitage di San Pietroburgo, dalla Walker Art Gallery di Liverpool, dalla National Gallery di Sofia, dalle Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, dal Museum of Art di Toledo, dai Musées des Beaux-Arts di Nancy, di Tours, di Angers, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria Borghese, dai Musei Vaticani e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, dalla Biblioteca Medicea Laurenziana, dal Museo di Capodimonte, dal Musée d’Orsay, dai Musei Capitolini, dal Museo Archeologico di Napoli. Sono in tutto trenta gli istituti italiani, tra musei e biblioteche, che hanno prestato le loro opere.

La rassegna comincia raccontando la prima fortuna critica del Poeta. Questa parte è narrata attraverso i manoscritti e le prime edizioni a stampa della Commedia e alcuni importanti Codici miniati del XIV e XV secolo. Apposite sezioni sono dedicate alla fama di Dante nella stagione rinascimentale, alla riscoperta neoclassica e preromantica del suo genio, alle interpretazioni romantiche e Novecentesche della sua opera ed eredità. Un capitolo particolare è dedicato al rapporto tra Dante e l’antico e tra Dante e il suo tempo: dai busti dei riferimenti classici di Dante, da Cicerone a Seneca a Omero, a Platone e Aristotele, fino al racconto della politica al tempo di Dante con il confronto scontro tra Comuni, Chiesa e Impero. Chiude questa parte il riferimento alla poetica della Vita Nova e alla figura di Beatrice, che il Poeta eleva a emblema del rinnovamento dell’arte e delle sue stesse positive passioni. Sono esposte qui opere di Henry James Holiday e Dante Gabriel Rossetti.

Tra i protagonisti della mostra ci sono anche le diverse raffigurazioni che alcuni tra i più grandi artisti hanno offerto nel corso della storia della narrazione dantesca dell’Inferno, del Purgatorioe del Paradiso. Sarà l’Ottocento con la romantica della Commedia, ad offrire una nuova lettura del poema, in particolare dell’Inferno, visto come uno straordinario repertorio di temi sublimi, dove emergono personaggi come Paolo e Francesca e il Conte Ugolino, Farinata e Pia de’ Tolomei. Compaiono qui opere di Ary Scheffer, Frédéric-Auguste Bartholdi, Mosè Bianchi, Victor Prouvé, Gaetano Previati, Pierino da Vinci, Nicola Monti, Vitale Sala, Domenico Morelli, Fedi Cassioli, Albert Maignan, Camille Boiry, Gioacchino Assereto, Vincenzo Gemito, Henry de Groux, Franz von Stuck, Carlo Fontana. Il percorso si conclude con capolavori ispirati, nella loro composizione, al XXXIII canto del Paradiso come la visione del Paradiso di Tintoretto, la Preghiera di San Bernardo di Luca Signorelli, Madonna con Bambino di Matteo di Giovanni, la Vergine consolatrice di William-Adolphe Bouguereau e la Trinità di Lorenzo Lotto.

“Con la mostra su Dante”, afferma il Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Roberto Pinza, “la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì conferma la sua vocazione a valorizzare la storia culturale del territorio e i suoi tesori all’interno di un quadro storico-artistico (e quest’anno anche letterario) di carattere nazionale ed internazionale. Forlì è infatti a pieno titolo città dantesca ed in quest’anno di celebrazioni del poeta della Commedia non poteva mancare di proporre un’esplorazione critica di assoluto rilievo ed originalità, partendo dalla figura storica dell’Alighieri e delle sue relazioni politico-diplomatiche ed artistiche col territorio per arrivare a indagare la sua fortuna nei secoli più recenti, dalla coincidenza tra i primi passi del neonato stato unitario e le celebrazioni del VI centenario della sua nascita, fino ai giorni nostri, in cui la riaperture dei Musei vogliono significare una più generale ripartenza della vita di tutti noi non solo come singoli ma che e soprattutto come comunità. Le mostre della Fondazione sono sempre state un ponte tra il particolare ed il generale, tra il locale ed il globale, sul piano culturale come su quello turistico e dello sviluppo territoriale. Mai come quest’anno, celebrando uno dei padri della nazione, abbiamo sentito con forza e abbiamo avuto conferma di come la cultura rappresenti una forma imprescindibile di sviluppo sociale e di come attorno a lei sia possibile ritrovarsi e ricostruire i rapporti sociali anche nei momenti più complessi”.

“Avere qui a Forlì la più importante mostra, su scala nazionale, sulla figura e le opere di Dante, nell’anno del settencentenario della sua morte”, dichiara il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, “è un evento straordinario per la nostra città. Siamo di fronte a un’esposizione di indescrivibile portata che esprime pienamente, attraverso la sua potenza figurativa, il percorso di crescita culturale compiuto dalla nostra comunità in sedici anni di grandi mostre presso i Musei San Domenico. Dopo un anno così difficile, segnato indelebilmente dalle ferite del Covid, è bene riprendere il cammino puntando anche sulla cultura e su eventi di assoluta qualità come questo, con oltre trecento capolavori. In questa direzione,l’Amministrazione Comunale grazie al prezioso e costante contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, si sta muovendo con rinnovato impegno per giungere ad una piena valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale della nostra città, attraverso la celebrazione delle sue eccellenze tutto l’anno”.

“In questo 2021, per il settecentenario della morte di Dante”, sottolinea il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, “l’Italia commemora solennemente per la quarta volta il sommo poeta, in grande stile e a livello nazionale. Gli Uffizi, che nelle occasioni precedenti si erano limitati a prestare qualche dipinto o disegno a mostre organizzate da altri istituti, tenutesi principalmente nelle biblioteche, prendono ora per la prima volta un ruolo attivo nella condivisione, promozione, ricerca e conoscenza dell’Alighieri e della sua fortuna figurativa, che culmina nella collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Unendo le nostre forze, nel complesso di San Domenico riusciamo a offrire l’occasione irripetibile di ammirare e studiare le tracce della Commedia e della Vita Nova nella cultura italiana ed europea. Non a caso abbiamo scelto Forlì, una delle tappe dell’esilio di Dante, per giunta posta sulla strada tra Firenze e Ravenna: un luogo neutrale per non riaccendere la secolare rivalità tra la città di nascita e quella della morte, ma ancora di più per valorizzare l’importanza dell’Italia tutta, cui Dante universalmente appartiene. La mostra forlivese ha un assetto enciclopedico, nell’affrontare i molti temi legati alla figura del Poeta, e percorre la fortuna visiva della Commedia attraverso i secoli, testimoniandola grazie a un’inedita, clamorosa ricchezza di materiale e con opere di primissima importanza”.

“Celebrare Dante nel 2021”, ricorda il direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gianfranco Brunelli, “significa ritornare alle ragioni fondative dell’Italia edella sua civiltà, orientate in una prospettiva europea, in un tempo sospeso edecisivo qual è questo.Dante è l’insieme della sua opera non staccata dall’insieme della sua vicenda storico esistenziale. Certo la Divina Commedia, soprattutto la Commedia, ma non solo.Penso di poter dire che se c’è un’esposizione davvero completa e davvero nazionale, nell’anno centenario di Dante, quella forlivese si iscrive ad esserlo. Non solo la Commediaviene ricondotta lungo i rispecchiamenti che l’arte ne ha tratto, ma tutto Dante. Un viaggio dell’arte e un viaggio nell’arte che ciconsente di rivedere Dante, il suo tempo e il nostro”.

La mostra è accompagnata da un volume a cura di Gianfranco Brunelli, Fernando Mazzocca, Antonio Paolucci, Eike D. Schmidt, pubblicato da Silvana Editoriale (528 pagine – 450 illustrazioni), con saggi di Marco Antonio Bazzocchi, Alessandro Betori, Jan Blanc, Lina Bolzoni, Gianfranco Brunelli, Alberto Casadei, David Ekserdjian, Mario Finazzi, Francesco Leone, Fernando Mazzocca, Alessia Mistretta, Francesco Parisi, Paolo Procaccioli, Paola Refice, Lorenzo Riccardi, Ulisse Tramonti. I Musei San Domenico confermano inoltre la collaborazione con Mediafriends, l’Associazione Onlus di Mediaset, Mondadori e Medusa nel segno della solidarietà. Una collaborazione consolidata che ha consentito, nel tempo, di finanziare dieci progetti sul territorio nazionale, senza dimenticare realtà complesse in aree del terzo mondo, grazie alla vendita di biglietti di ingresso alla mostra. Saranno in oltre sostenute azioni formative per promuovere il volontariato dei giovani, forme di cittadinanza attiva e di solidarietà civile.

Foto: Alessandro D’Este, Busto di Dante (1813; Roma, Musei Capitolini, Protomoteca Capitolina)

Apre a Forlì la più grande mostra di sempre dedicata a Dante Alighieri
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