Il Museo civico del Risorgimento di Bologna dedica una mostra a Faustino Joli (Brescia, 1814 – ivi, 1876) in occasione dei 150 anni dalla morte del pittore bresciano, presentando per la prima volta in modo organico il corpus più completo dei suoi figurini militari. L’esposizione, intitolata Il Quarantotto di Faustino Joli. Dipingere il Risorgimento tra Bologna e Brescia, è a cura di Isabella Stancari e Otello Sangiorgi e sarà visitabile dall’11 aprile al 19 luglio 2026, con inaugurazione fissata per il 10 aprile alle ore 17.00.
L’iniziativa si inserisce nel programma del Settore Musei Civici del Comune di Bologna ed è realizzata in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, Istituto per la storia del Risorgimento – Comitato di Bologna e 8cento APS. Il progetto espositivo nasce anche come occasione di valorizzazione delle collezioni permanenti del museo bolognese, mettendole in dialogo con istituzioni e raccolte dedicate alla memoria risorgimentale, in particolare con il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia di Brescia.
Al centro del percorso espositivo si colloca la produzione di figurini militari di Joli, pittore attivo tra Lombardia ed Emilia e noto per una produzione legata soprattutto alla rappresentazione di episodi risorgimentali. Figura definita in ambito storiografico come “cronista con il pennello”, Joli si distinse per la capacità di coniugare l’attenzione documentaria con la resa pittorica degli eventi storici, in particolare quelli legati alle insurrezioni del 1848 e alla resistenza bresciana.
Il pittore bresciano, formatosi in un contesto familiare legato alla pittura e alla decorazione, sviluppò una particolare inclinazione per il paesaggio e per la rappresentazione di animali, ma la sua produzione più nota resta legata alle “Dieci giornate di Brescia” del 1849, episodio centrale della resistenza cittadina contro la repressione austriaca. In quelle giornate, la città venne poi celebrata con l’appellativo di “Leonessa d’Italia”, espressione resa celebre dalla tradizione letteraria risorgimentale.
Le opere di Joli dedicate a tali eventi restituiscono una narrazione dettagliata degli scontri e della vita urbana durante le insurrezioni, con una particolare attenzione alla topografia cittadina e alla rappresentazione dei movimenti del popolo in armi. Accanto a queste opere, il nucleo bolognese dei figurini militari rappresenta uno dei più importanti complessi iconografici dedicati alle uniformi dei corpi che presero parte alla prima guerra d’indipendenza del 1848-1849, comprendendo reparti regolari, volontari e corpi franchi.
Il corpus esposto a Bologna è composto da 77 piccoli dipinti a olio su cartone, organizzati in nove quadri con cornici in legno dorato. Si tratta di una serie che, secondo le ricostruzioni storiche, fu concepita con un alto grado di precisione descrittiva, tanto da poter essere letta come una vera e propria catalogazione visiva delle uniformi militari dell’epoca. L’insieme è stato oggetto di confronti con altri nuclei attribuiti o riconducibili al modello di Joli conservati presso il Museo Byron e del Risorgimento di Ravenna, il Museo delle Storie di Bergamo e il Museo del Risorgimento di Milano, evidenziando affinità formali e differenze tecniche legate ai materiali e alle modalità esecutive.
Un elemento centrale del percorso è il confronto tra i figurini e i disegni realizzati dallo stesso Joli attorno al 1849, contenuti in un taccuino oggi conservato alla Biblioteca Queriniana di Brescia. In questo quaderno di appunti visivi, il pittore annotava e schizzava uniformi, scene di strada e gruppi di soldati, spesso accompagnati da descrizioni dettagliate degli abiti militari. Molti di questi disegni risultano direttamente riconducibili ai figurini bolognesi, evidenziando una continuità tra osservazione diretta, annotazione grafica e traduzione pittorica. Il taccuino testimonia inoltre l’interesse dell’artista per le dinamiche militari e civili del biennio rivoluzionario, con particolare attenzione agli eventi veneziani e lombardo-veneti.
All’interno della mostra trova spazio anche il dialogo con altre opere coeve, in particolare con il dipinto di Gaetano Belvederi (Bologna, 1821 – ivi, 1872) raffigurante la Cacciata degli austriaci da Porta Galliera, datato al 1848. Il confronto tra questo lavoro e il dipinto di Joli Le dieci giornate a San Barnaba, proveniente dal Museo del Risorgimento “Leonessa d’Italia” di Brescia e esposto per la prima volta a Bologna, permette di mettere in relazione due episodi centrali del Risorgimento urbano italiano.
Le due opere, pur riferite a contesti cittadini differenti, presentano una struttura narrativa e compositiva affine. Entrambe descrivono episodi di guerriglia urbana in cui il protagonista è il popolo cittadino, organizzato secondo dinamiche spontanee e territoriali.
Il percorso espositivo è arricchito dalla presenza di uniformi e oggetti originali del 1848 conservati nelle collezioni del Museo civico del Risorgimento di Bologna. Il confronto diretto tra manufatti storici e figurini dipinti evidenzia la precisione descrittiva del lavoro di Joli, che sembra basarsi sull’osservazione di oggetti reali appartenenti ai corpi militari dell’epoca. Tra i reperti esposti figura anche l’uniforme della Legione Bolognese, recentemente rinvenuta e attribuita a un corpo di volontari partito da Bologna e attivo in Veneto durante la prima guerra d’indipendenza.
La mostra include inoltre materiali legati alla storia collezionistica dei figurini di Joli. I nove quadri oggi conservati a Bologna hanno infatti una storia espositiva complessa: già presenti in collezioni private, furono esposti nel 1884 alla Mostra del Risorgimento di Torino e successivamente a Bologna nel 1888. In seguito vennero donati al nascente Museo del Risorgimento grazie al conte Agostino Salina. Le opere furono realizzate con tecnica a olio e protette da vetro aderente alla superficie pittorica, secondo una modalità che contribuiva a preservarne la vivacità cromatica.
Ulteriori nuclei di figurini attribuiti a Joli sono conservati in altre istituzioni italiane. Al Museo del Risorgimento di Ravenna si trovano ventiquattro figurini appartenuti a Umberto II di Savoia, mentre dieci esemplari sono conservati presso il Museo delle Storie di Bergamo e altri ancora al Museo del Risorgimento di Milano. In questi casi si osservano differenze qualitative e tecniche, con versioni spesso semplificate rispetto ai modelli bolognesi, in particolare nella resa dei paesaggi e dei dettagli uniformologici.
Il progetto espositivo si inserisce inoltre nel calendario della Festa internazionale della Storia, coordinata dall’Università di Bologna attraverso il Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio. L’inaugurazione della mostra apre anche il programma delle iniziative di rievocazione storica curate da 8cento APS, che prevede interventi performativi dedicati alla ricostruzione delle uniformi e dei ruoli sociali e militari del 1848.
Il percorso è accompagnato da un catalogo in formato brochure con testi di Isabella Stancari e una prefazione di Otello Sangiorgi. Durante il periodo di apertura sono previste visite guidate con i curatori e iniziative pubbliche, tra cui appuntamenti domenicali e una visita al Cimitero Monumentale della Certosa dedicata alle figure e agli eventi della primavera dei popoli.
| Titolo mostra | Il Quarantotto di Faustino Joli. Dipingere il Risorgimento tra Bologna e Brescia | Città | Bologna | Sede | Museo civico del Risorgimento | Date | Dal 11/04/2026 al 19/07/2026 | Artisti | Faustino Joli | Curatori | Isabella Stancari, Otello Sangiorgi | Temi | Ottocento, Bologna, Risorgimento |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.