Dal 17 marzo al 30 maggio 2026 il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ospita la mostra Farsi forma. Il restauro di cinque vasi etruschi del Museo Guarnacci di Volterra, inserita nella rassegna Caring for Art. Restauri in mostra, iniziativa con cui l’istituto fiorentino presenta al pubblico gli esiti delle attività dei propri undici settori di restauro attraverso l’esposizione di opere appena restaurate, prima della restituzione ai rispettivi enti proprietari. Protagonisti dell’esposizione sono cinque vasi etruschi provenienti dal Museo archeologico Mario Guarnacci di Volterra, selezionati per la qualità dei manufatti e per la complessità degli interventi conservativi eseguiti. I reperti fanno parte di un gruppo giunto all’Opificio nell’ambito di un accordo di collaborazione volto allo studio, alla conservazione e alla valorizzazione delle collezioni volterrane.
“Una scelta”, sottolinea Emanuela Daffra, Soprintendente dell’Opificio “che permette di comprendere ed apprezzare in pieno la raffinatezza esecutiva di questo vasellame, ma anche di leggerne la storia più recente”.
Tutti i manufatti provengono dalle necropoli ellenistiche di Volterra e sono riferibili a due produzioni etrusche databili tra IV e III secolo a.C.: la ceramica a vernice nera del cosiddetto Gruppo di Malacena e la ceramica etrusca a figure rosse. Alla prima appartengono due crateri a calice caratterizzati da una vernice nero-bluastra particolarmente lucente e da decorazioni plastiche di notevole raffinatezza. Il nucleo dei vasi a figure rosse comprende invece una tazza (kylix) attribuita al cosiddetto Maestro dei Tondi, la cui produzione è oggi ricondotta con maggiore convinzione all’ambito volterrano, un cratere etrusco (kelebe) riconducibile al Gruppo Volaterrae e una brocca (oinochoe) decorata con elementi figurativi che evidenziano influssi delle coeve produzioni campane.
Il restauro dei manufatti ha avuto inizio nell’ambito delle attività formative della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’Opificio, dove le studentesse del PFP 4 hanno condotto le prime operazioni di pulitura, smontaggio, incollaggio e integrazione di alcuni esemplari. L’intervento è stato successivamente completato dalle restauratrici del Settore materiali ceramici, plastici e vitrei, che hanno eseguito il restauro integrale dei vasi, comprensivo delle integrazioni plastiche e del ritocco pittorico. Come avviene per gli interventi condotti dall’Opificio, anche questo progetto si inserisce in un quadro di riflessione metodologica destinato a costituire riferimento per futuri restauri su ceramiche antiche figurate e a vernice nera provenienti da contesti collezionistici di rilievo, tra cui le raccolte storiche del Museo Guarnacci, formatesi a partire dalla seconda metà del Settecento.
L’intervento, come suggerisce il titolo della mostra, ha perseguito l’obiettivo di restituire una forma compiuta ai manufatti, mantenendo al contempo l’aspetto storicizzato derivato dai restauri precedenti. Si è operato quindi su due livelli: da un lato la ricomposizione filologica delle forme, attuata nei casi in cui fosse possibile ricostruire con certezza l’assetto originario, dall’altro la definizione della finitura cromatica mediante un ritocco pittorico realizzato con tecnica a puntinato sottotono, soluzione che consente di restituire unità visiva all’oggetto e, al tempo stesso, di rendere riconoscibili le integrazioni. I cinque vasi resteranno esposti fino al 30 maggio 2026, al termine del quale saranno restituiti al museo di provenienza.
| Titolo mostra | Farsi forma. Il restauro di cinque vasi etruschi del Museo Guarnacci di Volterra | Città | Firenze | Sede | Museo dell'Opificio delle Pietre Dure | Date | Dal 17/03/2026 al 30/05/2026 | Temi | Arte etrusca, Arte antica |
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