A Gualtieri la mostra che racconta la vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere


Palazzo Bentivoglio a Gualtieri presenta dal 6 giugno all’8 novembre 2020 la mostra  Incompreso. La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere. 

Dal 6 giugno Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (Reggio Emilia) ospita la mostra Incompreso. La vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere, aperta al pubblico fino all’8 novembre 2020. 

Promossa dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue e dal Comune di Gualtieri e curata da Sergio e Francesco Negri, la rassegna presenta ventidue dipinti, alcuni bronzi e un calco in terracotta: tutte opere provenienti da collezioni private. Il percorso espositivo è suddiviso in periodi, in ordine cronologico, in modo da permettere ai visitatori di ben comprendere l’evoluzione dello stile, della tecnica, e i temi principali affrontati nel corso della sua attività artistica. La mostra è stata allestita nel Salone dei Giganti, ampio ambiente affrescato che garantisce per le sue dimensioni una visita in piena sicurezza. 

Nel Salone dei Giganti sono esposti alcuni capolavori, come Il serpentario e Aquila con volpe, che ritraggono animali in movimento, Castelli svizzeri (che non veniva esposto a Gualtieri dagli anni Settanta), il celebre Autoritratto con spaventapasseri e Diligenza con paesaggio (opera inserita, così come altre presenti in mostra, nel film di Giorgio Diritti Volevo nascondermi, con la magistrale interpretazione di Elio Germano premiato con l’Orso d’argento al Festival di Berlino e con il Nastro dell’Anno 2020). Lo stesso regista aveva raccontato a Francesco Negri, durante le riprese, di essere stato a Gualtieri nel 1975 e di essersi innamorato della ricerca di Ligabue dopo aver visto il dipinto Diligenza con paesaggio.

“L’opera di Antonio Ligabue” ha spiegato Sergio Negri “può essere suddivisa in tre periodi. Nel primo periodo (1927-1939) i colori sono molto tenui e diluiti. Sono usuali i temi legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti. Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione. Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica. Il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo vissuti al momento dell’esecuzione”. 

Arricchiscono il percorso espositivo documenti sulla vita di Antonio Ligabue, il film documentario di Raffaele Andreassi del 1961 e alcune fotografie che risalgono agli anni Cinquanta, scattate da Walter Breveglieri, che immortalano Ligabue con la sua Moto Guzzi. 

Orari: sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, domenica dalle 10 alle 19 (con ultimo ingresso alle ore 18). Per una visita in sicurezza, gli accessi saranno limitati a un massimo di venti persone ogni 45 minuti, con precedenza ai prenotati.

Biglietti : Intero 5 euro, ridotto 3 euro.

Per informazioni e prenotazioni: telefonare al numero +39 0522 221853 o +39 349 2348333, scrivere a info@museo-ligabue.it o visitare il sito www.museo-ligabue.it.

Immagine: Antonio Ligabue, Autoritratto (1955-56; olio su tavola di faesite, 45 x 35 cm)

A Gualtieri la mostra che racconta la vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere
A Gualtieri la mostra che racconta la vita di Antonio Ligabue attraverso le sue opere


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