Alla Tenuta Dello Scompiglio di Vorno, nel comune di Capannori (Lucca), l’Associazione Culturale Dello Scompiglio presenta la mostra personale di Hans Op de Beeck dal titolo Danse Macabre, a cura di Angel Moya Garcia. L’esposizione apre al pubblico l’11 aprile 2026, con inaugurazione prevista tra le 11 e le 19.30, e rimane visitabile fino al 25 ottobre 2026.
Artista belga attivo sulla scena internazionale, Hans Op de Beeck sviluppa la propria ricerca attraverso un ampio ventaglio di media e linguaggi. Nel corso della sua carriera ha costruito un corpus di opere che comprende installazioni, sculture, video, testi, disegni, fotografia e dipinti ad acquerello. Negli ultimi dieci anni ha inoltre esteso la propria attività al teatro, all’opera e alla danza contemporanea, lavorando come drammaturgo, regista, scenografo e costumista.
Il suo lavoro è noto soprattutto per installazioni di grande scala e carattere coinvolgente, ambienti sensoriali organizzati come scene enigmatiche e sospese nel tempo, capaci di suggerire momenti di contemplazione silenziosa o di meraviglia. La ricerca di Op de Beeck affronta la relazione complessa tra l’essere umano e il mondo che lo circonda, intrecciando riflessioni su interrogativi universali legati alla struttura invisibile dell’esistenza.
Il progetto presentato alla Tenuta Dello Scompiglio si articola in due elementi principali: un’installazione site-specific e un film d’animazione. L’installazione, che dà il titolo all’intera mostra, si configura come un paesaggio monocromo in bianco e nero che evoca un parco notturno. Lo spazio è composto da alberi spogli, superfici d’acqua e un percorso sinuoso che conduce verso una giostra grigia a grandezza naturale. L’ambiente appare come una scena sospesa, quasi una “inquadratura di apertura” cinematografica. Il visitatore attraversa un paesaggio fittizio e privo di colore, in cui barili di petrolio si trasformano in focolari e la vegetazione assume un aspetto spoglio. Il sentiero porta verso un’attrazione abbandonata immersa in una notte completamente nera.
La giostra rappresenta un elemento ricorrente nella produzione dell’artista. Nella sua forma tradizionale, ancora presente in molte varianti contemporanee, si tratta di un oggetto decorativo e appariscente, spesso caratterizzato da colori vivaci e ornamenti di gusto barocco, che richiama un immaginario nostalgico legato alle forme di intrattenimento del passato. Già nel 1999, all’inizio della sua attività, Op de Beeck aveva realizzato il video Blender, in cui una giostra colorata e pomposa iniziava lentamente a ruotare per poi dissolversi in un movimento vorticoso indecifrabile, simile a una massa di zucchero filato, fino a fermarsi di nuovo.
Da allora l’artista ha utilizzato la giostra come metafora della condizione umana. Secondo Op de Beeck, la giostra rappresenta una forma di intrattenimento profondamente umana, dotata di una dimensione tragicomica. Al tempo stesso appare come un oggetto paradossale: gli adulti collocano i bambini su cavalli di legno e li osservano mentre girano in cerchio senza una reale destinazione. Quando tali strutture di svago non sono più in funzione, o appaiono abbandonate, assumono una tonalità malinconica. L’allegria originaria sembra attenuarsi o scomparire, lasciando spazio a un senso di vuoto simile a quello che rimane dopo una festa conclusa.
Nell’installazione presentata a Vorno la giostra appare completamente monocroma. Il grigio opaco ne blocca ogni dinamica e restituisce l’impressione di un oggetto cristallizzato, quasi un fossile immobilizzato nel tempo. L’eliminazione del colore priva la struttura di qualsiasi residuo di vitalità, allontanandola ulteriormente dall’oggetto reale. L’opera si configura come una reinterpretazione scultorea. Il tono uniforme e spento trasforma la giostra in qualcosa di diverso, assimilabile a un residuo ricoperto di cenere dopo un incendio o a un oggetto abbandonato in seguito a una guerra o a una catastrofe nucleare.
Il titolo Danse Macabre richiama la tradizione iconografica della danza della morte. Nel lavoro di Op de Beeck il riferimento prende forma attraverso una processione immobile di carrozze, cavalli e altri elementi che alludono alla morte. L’insieme è concepito come una natura morta di dimensioni monumentali. Nella storia dell’arte il genere della natura morta ha spesso assunto il significato di memento mori, un richiamo alla transitorietà dell’esistenza e alla relatività della vita umana. Sulla giostra compaiono numerosi dettagli che amplificano questo riferimento. Una famiglia di scheletri sembra divertirsi tra le attrazioni.
Intorno si accumulano pile di piatti utilizzati, resti di torte, bottiglie e bicchieri vuoti, posacenere e frutta. L’insieme evoca un paesaggio che ricorda un campo di battaglia ormai abbandonato. All’interno della scena emergono situazioni inattese: lo scheletro di una bambina conduce al guinzaglio una foca ruggente; lo scheletro di un uomo elegante fuma tranquillamente una sigaretta seduto in carrozza; un piccolo aeroplano ricorda la forma di un bombardiere della Prima guerra mondiale.
L’installazione è accompagnata da un paesaggio sonoro composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B). La musica risuona in lontananza nello spazio espositivo e introduce alla seconda parte della mostra, dove viene presentato il film d’animazione Vanishing Point. L’opera completa il percorso espositivo, ampliando le riflessioni sviluppate nell’installazione. Il titolo del film fa riferimento al punto di fuga nella prospettiva pittorica, il punto del piano dell’immagine in cui linee parallele sembrano convergere. A quella distanza la percezione della profondità tridimensionale si dissolve. Op de Beeck utilizza il termine in senso metaforico, come una soglia che conduce dalla dimensione misurabile e leggibile verso territori più incerti e difficili da interpretare: dal concreto all’astratto, dall’intellettuale allo spirituale.
Il film si apre con l’immagine di un bambino disteso supino, addormentato con gli occhi chiusi. Da quella scena iniziale il racconto visivo si sviluppa attraverso una sequenza di paesaggi immaginari, nature morte e figure. Gli acquerelli dell’artista prendono vita insieme alla musica, generando un’atmosfera sospesa e contemplativa. La narrazione visiva invita lo spettatore a un momento di abbandono, in cui la percezione del tempo sembra attenuarsi.
Il termine “vanishing” indica la scomparsa improvvisa e completa di qualcosa. In ambito matematico può significare anche “diventare zero”. Op de Beeck si interessa ai momenti in cui l’essere umano sperimenta una temporanea dissoluzione della propria identità. Si tratta di situazioni in cui la comprensione linguistica, logica e razionale del mondo si allenta e lascia spazio a una condizione di perdita del sé e di sospensione temporale.
| Titolo mostra | Danse Macabre | Città | Capannori | Sede | Tenuta Dello Scompiglio di Vorno | Date | Dal 11/04/2026 al 25/10/2026 | Artisti | Hans Op de Beeck | Curatori | Angel Moya Garcia | Temi | Arte contemporanea, Scultura |
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