Dal 18 marzo al 26 settembre 2026 l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ospita Horse Power (Ram), scultura realizzata nel 2023 da Nico Vascellari, a cura di Pier Paolo Pancotto. L’opera, esposta negli spazi dell’Istituto in 50 Rue de Varenne, proviene dalla collezione del Parco Internazionale di Scultura di Mestre, di proprietà di Banca Ifis, e viene presentata al pubblico francese all’interno di un contesto istituzionale dedicato alla promozione della creatività italiana contemporanea.
L’iniziativa rientra in un programma con cui Banca Ifis sostiene la valorizzazione dell’arte e la diffusione del patrimonio culturale custodito nel parco di Villa Fürstenberg, sede storica dell’istituto. La scelta di portare a Parigi un’opera appartenente alla propria collezione si inserisce in una strategia che mira a rafforzare la presenza internazionale dell’arte contemporanea italiana attraverso progetti espositivi mirati. Horse Power (Ram) si concentra sulla figura dell’ariete, archetipo che nella tradizione simbolica richiama la primavera, la fertilità e l’energia primordiale. Primo segno zodiacale e associato al pianeta Marte, l’ariete rappresenta l’inizio e la capacità di azione. Tale immaginario attraversa la cultura classica e letteraria: dal mito del Crisomallo fino alla presenza nella Commedia dantesca, dove compare nel Paradiso come riferimento alla Creazione, e nella poesia novecentesca, come nel componimento Ariete di Salvatore Quasimodo del 1929.
Vascellari rielabora questo patrimonio simbolico attraverso una soluzione formale che evita ogni monumentalità e retorica. L’animale appare capovolto, con il capo rivolto verso il basso e gli arti bloccati in una posizione innaturale. Il ventre mostra segni di cedimento, quasi a suggerire una dissoluzione della materia, mentre il dorso è attraversato da un motore d’automobile. La fusione tra organismo e macchina diventa elemento centrale della composizione, accentuata dalla base erosa dalla vegetazione, che introduce un ulteriore livello di tensione visiva e concettuale.
L’opera appartiene al ciclo Horse Power, avviato nel 2019 in occasione della Biennale di Lione e successivamente sviluppato fino alla realizzazione del complesso scultoreo presentato nella mostra Melma, allestita nel 2023 al Forte Belvedere di Firenze. Le sculture della serie sono oggi collocate nel Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg, dove si inseriscono in dialogo con il paesaggio e con le altre opere della collezione. Il progetto trae origine da un’azione performativa realizzata in un’area post-industriale nei pressi di Cinecittà, a Roma. Per tre giorni e due notti nove automobili, guidate da stuntman, sono state messe in movimento dopo la sostituzione del cofano con sculture in cera raffiguranti animali. Le forme derivavano da modelli tassidermizzati, selezionati per ottenere un’immagine volutamente impersonale, quasi seriale. Durante l’azione si sono susseguiti inseguimenti, collisioni e scontri frontali, in una dinamica che evocava una dimensione teatrale prossima a un immaginario futurista, in cui uomo, macchina e animale risultavano strettamente interconnessi.
Il calore prodotto dai motori ha progressivamente deformato le sculture in cera fino a provocarne lo scioglimento parziale, in particolare nella zona del ventre. Tale processo ha generato una fusione visiva tra le forme animali e la struttura meccanica dei veicoli. Le successive traduzioni in metallo hanno fissato l’esito di questa trasformazione, mantenendone la tensione simbolica. Il ciclo Horse Power affronta così il tema della strumentalizzazione della natura all’interno dei sistemi sociali ed economici, con particolare attenzione all’uso dell’immaginario animale come emblema di forza nel linguaggio industriale e nella comunicazione contemporanea.
L’esposizione parigina si collega alle attività promosse da Ifis art, brand nato nell’aprile 2024 con l’obiettivo di riunire le iniziative della banca in ambito culturale. Tra i progetti principali figura il Parco Internazionale di Scultura, inaugurato nel 2023 per celebrare i quarant’anni dalla fondazione di Banca Ifis. Il parco si estende nei 22 ettari del giardino di Villa Fürstenberg a Mestre e ospita 25 opere di 15 artisti contemporanei italiani e internazionali, tra cui Fernando Botero, Annie Morris, Park Eun Sun, Igor Mitoraj, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Pietro Consagra, Roberto Barni, Julio Larraz, Philip Colbert, Giuseppe Penone, Jaume Plensa, Nico Vascellari, Davide Rivalta e Tony Cragg.
L’accesso al parco è gratuito, previa prenotazione tramite l’app Ifis art, e il progetto si configura come un caso di studio nel panorama delle collezioni corporate e delle pratiche di responsabilità culturale e sociale. In parallelo, nel 2026 Banca Ifis rinnova per il quarto anno consecutivo il sostegno al Padiglione Italia della Biennale di Venezia in qualità di sponsor. Il progetto espositivo, curato da Cecilia Canziani e intitolato Con te con tutto, è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Nel corso dei mesi di apertura della Biennale Arte 2026, la banca partecipa inoltre all’organizzazione di iniziative legate al public program. Tra queste, il Parco Internazionale di Scultura ospiterà un appuntamento dedicato al tema del giardino e alla riflessione sul vivente attraverso l’arte, con una giornata seminariale curata da Chiara Camoni. L’incontro si propone come un momento di confronto articolato, finalizzato a restituire un’interpretazione del luogo che accoglie l’evento.
Nato a Vittorio Veneto nel 1976, Nico Vascellari figura tra gli artisti italiani maggiormente affermati nel contesto internazionale. La sua ricerca, articolata tra scultura, performance, installazione, video e suono, esplora da tempo le relazioni tra individuo, ambiente naturale e strutture socio-economiche. Il suo lavoro si distingue per una marcata dimensione performativa e per un immaginario che intreccia cultura underground, ritualità e sensibilità ecologica. Nel corso degli anni ha partecipato a rilevanti esposizioni e rassegne internazionali, sviluppando progetti in cui elementi naturali, animali e simbolici vengono reinterpretati per indagare i processi di trasformazione e appropriazione messi in atto dalla contemporaneità.
| Città | Parigi | Sede | Istituto Italiano di Cultura di Parigi | Date | Dal 18/03/2026 al 26/09/2026 | Artisti | Nico Vascellari | Curatori | Pier Paolo Pancotto | Temi | Scultura |
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