Milano, a Palazzo Reale la grande mostra sul Realismo Magico, da Sironi a Carrà


A Milano, Palazzo Reale ospita dal 19 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 la grande mostra sul Realismo magico con opera di grandi artisti come De Chirico, Sironi, Carrà, Oppi, Cagnaccio di San Pietro, Funi, Broglio, Casorati, Donghi e molti altri.

Dal 19 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022, Palazzo Reale a Milano accoglie la mostra Realismo magico. Uno stile italiano, dedicata a quella particolare declinazione dell’arte italiana tra le due guerre mondiali che, depurata dalle tensioni del futurismo e dell’espressionismo, lavorò su una nuova resa dell’immagine, che si presentava agli occhi dell’osservatore come “algida, tersa, spesso indagata nei più minuti dettagli, talmente realistica da rivelarsi inevitabilmente inquietante e straniante” (così Gabriella Belli e Valerio Terraroli). Si trattò di un fenomeno di portata transnazionale che il critico d’arte monacense Franz Roh, in un suo celebre saggio dedicato alla pittura contemporanea tedesca e pubblicato nel 1925, definì “Realismo Magico”. La rassegna, curata proprio da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, è un progetto espositivo che punta a far scoprire al visitatore più di ottanta capolavori di questa complessa e affascinante corrente artistica, con un allestimento curato dallo Studio Mario Bellini con Raffaele Cipolletta.

La rassegna di Palazzo Reale arriva trentacinque anni dopo l’ultima mostra milanese sul Realismo magico, quella curata da Maurizio Fagiolo dell’Arco nel 1986, e intende offrire al pubblico un’occasione per fare il punto su un periodo storico-artistico che ha subito per molto tempo una sorta di damnatio memoriae, ma che negli ultimi anni è stato prima oggetto di una riscoperta graduale attraverso affondi monografici su singoli artisti che sono riusciti a mantenerne vivo l’interesse e ora oggetto di un vero e proprio trend di valorizzazione che culmina, dopo trent’anni di studi ininterrotti, nella mostra corale del capoluogo lombardo.

È per la lungimiranza di un grande gallerista e critico d’arte, Emilio Bertonati (1934-1981), al quale la mostra intende rendere omaggio e riconoscimento, per la sua intuizione e intelligenza critica che è stata creata a una collezione privata emblematica di capolavori del Realismo Magico, che questa mostra vuole valorizzare in maniera particolare, presentandola integralmente per la prima volta al pubblico milanese insieme ad altre opere provenienti da importanti collezioni e da Musei. Il percorso cronologico-filologico ruota intorno a capolavori italiani di questa specifica temperie, a loro volta messi in relazione con alcune opere della Neue Sachlickheit, la cosiddetta “Nuova oggettività” tedesca, che per primo Emilio Bertonati promosse e fece conoscere alla cultura italiana agli inizi degli anni Sessanta attraverso la Galleria del Levante, nelle sedi di Milano e di Monaco di Baviera. I confronti saranno anche con i caratteri del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti, dai quali il Realismo Magico si distingue, ma con il quale condivide alcune personalità artistiche come Achille Funi, Mario Sironi, Ubaldo Oppi. La mostra è dedicata a Elena Marco, giornalista e collezionista che ha condiviso il progetto espositivo e lo ha sempre sostenuto.

Felice Casorati, Silvana Cenni (1922; tempera su tela; Collezione privata). Foto di Pino Dell’Aquila © Felice Casorati by SIAE 2021
Felice Casorati, Silvana Cenni (1922; tempera su tela; Collezione privata). Foto di Pino Dell’Aquila © Felice Casorati by SIAE 2021
Mario Broglio, Il romanzo (Olio su tavola; collezione privata)
Mario Broglio, Il romanzo (Olio su tavola; collezione privata)
Antonio Donghi, Donna al caffè (1931; olio su tela; Venezia, Ca’ Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna). Archivio fotografico Fondazione Musei Civici, Venezia © Antonio Donghi by SIAE 2021
Antonio Donghi, Donna al caffè (1931; olio su tela; Venezia, Ca’ Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna). Archivio fotografico Fondazione Musei Civici, Venezia © Antonio Donghi by SIAE 2021
Cagnaccio di San Pietro, Dopo l’orgia (1928; olio su tela; Collezione privata). Foto Mondadori Portfolio/Electa/Luca Carrà
Cagnaccio di San Pietro, Dopo l’orgia (1928; olio su tela; Collezione privata). Foto Mondadori Portfolio/Electa/Luca Carrà
Mario Sironi, L’allieva (1924; olio su tela; Collezione Etro). Foto Manusardi, Milano © Mario Sironi by SIAE 2021
Mario Sironi, L’allieva (1924; olio su tela; Collezione Etro). Foto Manusardi, Milano © Mario Sironi by SIAE 2021
Felice Casorati, Cynthia (1925; olio su tavola; Collezione privata) © Felice Casorati by SIAE 2021
Felice Casorati, Cynthia (1925; olio su tavola; Collezione privata) © Felice Casorati by SIAE 2021

Il percorso espositivo

La definizione “Realismo Magico” riguarda un momento dell’arte italiana circoscritto, nella fase più creativa ed originale, in circa quindici anni, tra il 1920 e il 1935, rappresentando in sostanza il clima del ritorno al mestiere della pittura e una specifica declinazione di una temperie “neoclassica”, che ha tangenze con il gusto déco nella sua specificità italiana, ma anche di un ricercato “arcaismo quattrocentesco” e di ambigue atmosfere metafisico/realistiche. Allo stesso tempo a questo segmento dell’arte italiana si legano termini specifici quali realismo, magia, metafisica, spettrale, obiettivo, vero, naturale, surreale. In mostra vengono esposte le opere originalissime di Felice Casorati, come il Ritratto di Silvana Cenni del 1922, così come le prime invenzioni metafisiche di Giorgio de Chirico come L’autoritratto e L’ottobrata del 1924, ma anche le proposte di Carlo Carrà, con Le figlie di Loth del 1919, e Gino Severini con i suoi Giocatori di carte; tutti propongono un originale e tutto italiano “ritorno all’ordine”.

Su quest’ultimo concetto di “ritorno”, si innesta un generale recupero dei valori plastici dell’arte del passato, da Giotto a Masaccio a Piero della Francesca, fino alla formazione dello specifico formulario realistico e magico che il visitatore trova nei dipinti di Antonio Donghi, Ubaldo Oppi, Achille Funi, Mario e Edita Broglio, pittrice raffinata e di cui si presenta un congruo numero di opere, e soprattutto di Cagnaccio di San Pietro, con il capolavoro Dopo l’orgia. Un formulario riconoscibile anche in alcune opere di Mario Sironi (in mostra la sua Allieva viene per la prima volta affiancata e messa a confronto con L’architetto), ne Gli Amanti di Arturo Martini e in Achille Funi nella sua fase realistico-magica come la straordinaria Maternità. Il manipolo dei “realisti magici” si incrocia con i destini di “Novecento”, il gruppo milanese creato da Margherita Sarfatti, ma soprattutto con esperienze tedesche e austriache. La realtà artistica italiana, ben connotata e ricca di suggestioni e spunti, infatti, non risulta isolata, trovando significativi contrappunti e analogie, pur nella diversità degli obiettivi e delle matrici culturali di partenza, con la Neue Sachlickheit (Nuova Oggettività) tedesca, a sua volta divisa tra aree più classiche e vicine alla sensibilità italiana (i pittori di Monaco, come Heinrich Maria Davringhausen e Christian Schad) e aree più radicali e rivoluzionarie (gli artisti berlinesi), ma anche con i realismi che emergono in Olanda così come in Unione Sovietica, negli Stati Uniti come in Francia, in una generale riconquista dell’arte come mimesis della realtà, ma inevitabilmente attraversata dalle inquietudini esistenziali e ideali del Novecento. La mostra ha dunque, tra gli altri obiettivi, anche quello di documentare questa sostanziale relazione con la cultura artistica tedesca degli anni Venti e primi anni Trenta.

Alla struttura cronologico-filologica, blocco portante del percorso, si innesta in alcuni punti una lettura tematica: dal ritratto alla maternità ai bambini, dai nudi femminili e l’eros al paesaggio, alla natura morta, all’allegoria. Il catalogo della mostra “Realismo Magico. Uno stile italiano,” è edito da 24 ORE Cultura e disponibile in vendita presso il bookshop della mostra, in tutte le librerie e online.

Cagnaccio di San Pietro, Donna allo specchio (1927; olio su tavola; Verona, Collezione Fondazione Cariverona). Archivio fotografico della Fondazione Cariverona
Cagnaccio di San Pietro, Donna allo specchio (1927; olio su tavola; Verona, Collezione Fondazione Cariverona). Archivio fotografico della Fondazione Cariverona
Felice Casorati, Ritratto di Renato Gualino (1923-24; olio su compensato; Viareggio, Istituto Matteucci). Foto © Istituto Matteucci, Viareggio © Felice Casorati by SIAE 2021
Felice Casorati, Ritratto di Renato Gualino (1923-24; olio su compensato; Viareggio, Istituto Matteucci). Foto © Istituto Matteucci, Viareggio © Felice Casorati by SIAE 2021
Arturo Martini, Gli amanti (1920-21; gesso patinato; Milano, FAI - Fondo Ambiente Italiano, Villa Necchi Campiglio Collezione Claudia Gian Ferrari)
Arturo Martini, Gli amanti (1920-21; gesso patinato; Milano, FAI - Fondo Ambiente Italiano, Villa Necchi Campiglio Collezione Claudia Gian Ferrari)
Ubaldo Oppi, I tre chirurghi (1926; olio su tela; Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati) © Museo Civico di Palazzo Chiericati,  Vicenza
Ubaldo Oppi, I tre chirurghi (1926; olio su tela; Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati) © Museo Civico di Palazzo Chiericati, Vicenza
Carlo Carrà, Le figlie di Loth (1919; olio su tela; Rovereto, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione VAF-Stiftung) © Carlo Carrà by SIAE 2021
Carlo Carrà, Le figlie di Loth (1919; olio su tela; Rovereto, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione VAF-Stiftung) © Carlo Carrà by SIAE 2021
Ubaldo Oppi, Ritratto della moglie sullo sfondo di Venezia (1921; olio su tela; Rovereto, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto)
Ubaldo Oppi, Ritratto della moglie sullo sfondo di Venezia (1921; olio su tela; Rovereto, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto)

Le dichiarazioni

“La mostra”, dichiara il sindaco di Milano, Beppe Sala, “accompagna la ripresa di Milano, iniettando energia alla nuova stagione culturale avviata grazie alla sicurezza sanitaria garantita dalla campagna vaccinale. Dal 19 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 Palazzo Reale offre ai visitatori un percorso espositivo di grande qualità, che ripercorre un momento significativo dell’arte italiana tra le due guerre mondiali: uno dei periodi più cupi vissuti dal nostro Paese, con tensioni e sussulti percepibili in opere volte a catturare la realtà attraverso il ricorso ad arcaismi e neoclassicismi, e al contempo a proiettarla in un’altra dimensione. Questa dicotomia tra una bellezza passata e un futuro incerto coglie lo spirito di un’epoca caratterizzata da speranze di pace e da coeve fratture, esplose con l’avvento delle dittature in tanti Paesi europei inclusa l’Italia, prodromo della Seconda guerra mondiale. La mostra, realizzata dalla Direzione Cultura del Comune e da Palazzo Reale insieme a 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, si pone l’obiettivo di far riscoprire il valore del Realismo magico, grazie a oltre ottanta capolavori firmati dai più brillanti esponenti di questo movimento, quali Felice Casorati, Carlo Carrà, Gino Severini, Cagnaccio di San Pietro, Giorgio de Chirico. Con il movimento italiano il percorso espositivo a Palazzo Reale mette inoltre in relazione alcuni pezzi della Neue Sachlichkeit, il coevo movimento tedesco della Nuova Oggettività, al fine di ampliare i nostri sguardi sul secolo scorso”.

“Palazzo Reale, nel rapporto di dialogo e collaborazione con il Museo del Novecento che ha caratterizzato alcune delle mostre più significative degli ultimi anni, ospita nelle sue sale un progetto curatoriale di Gabriella Belli e Valerio Terraroli dedicato al Realismo Magico”, sottolinea l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi. “Il Realismo magico è stato un passaggio molto rilevante nella storia della pittura italiana, che si colloca in quel particolare momento di instabilità, di inquietudine e di tensione anche sociale a cavallo tra le due guerre mondiali il cui clima viene espresso dalle opere di artisti di straordinaria importanza come Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Gino Severini. Dopo le avanguardie futuriste, il ritorno figurativo a una rappresentazione visiva del reale, in cui i soggetti sono ritratti con nitida precisione di dettagli, genera una percezione paradossalmente straniante e onirica. La mostra vuole offrire al visitatore, tramite l’autorevole prospettiva curatoriale proposta, un’inedita rilettura critica di questo movimento, costruendo rapporti nuovi tra temi e linguaggi, grazie all’accostamento di opere e di capolavori di artisti cruciali per la storia dell’arte del Novecento italiano”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraRealismo magico. Uno stile italiano
CittàMilano
SedePalazzo Reale
DateDal 19/10/2021 al 27/02/2022
ArtistiCarlo Carrà, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Felice Casorati, Achille Funi, Ubaldo Oppi, Cagnaccio di San Pietro, Antonio Donghi, Mario Broglio
CuratoriGabriella Belli, Valerio Terraroli
TemiNovecento, Realismo magico

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