Anversa, i galleristi fanno causa alla ministra Gennez sul futuro del museo M HKA


Un collettivo di galleristi di Anversa annuncia un’azione legale contro la ministra fiamminga della Cultura Caroline Gennez. Al centro della contestazione vi sono la sospensione dei lavori del nuovo edificio del M HKA e la revoca del suo status di museo, ritenute illeggittime dopo mesi di trattative senza esito.

Un gruppo di gallerie d’arte contemporanea attive nel quartiere Zuid di Anversa ha annunciato l’intenzione di avviare un’azione legale contro la ministra fiamminga della Cultura Caroline Gennez, in relazione alla gestione del futuro del museo di arte contemporanea M HKA (Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen, Museo d’Arte Contemporanea di Anversa) (ne abbiamo parlato qui). Al centro della controversia vi sono la sospensione dei lavori per il nuovo edificio museale e la ridefinizione dello status istituzionale del museo stesso, misure che secondo il collettivo metterebbero a rischio la continuità dell’istituzione e il suo ruolo nell’ecosistema artistico locale.

La decisione di procedere per vie legali è stata annunciata da un insieme di galleristi di primo piano con sede nel sud della città, tra cui Tim Van Laere Gallery, Zeno X Gallery (rappresentata da Frank Demaegd), Rik Rosseel Gallery, Sofie Van de Velde Gallery, Ibasho / In-Dependance e Keteleer Gallery. Secondo quanto dichiarato dal collettivo, l’iniziativa giudiziaria si rende necessaria dopo mesi di confronti con la ministra e il suo gabinetto che non avrebbero prodotto esiti concreti. Le interlocuzioni sono state definite dal gruppo come infruttuose rispetto alle richieste avanzate sul futuro del museo.

Il nodo principale della contestazione riguarda l’interruzione improvvisa del progetto del nuovo edificio del museo, previsto nell’area di Zuidersluis e firmato dallo studio Bovenbouw Architecture in collaborazione con Christ & Gantenbein. Il progetto, già approvato in precedenza dal governo fiammingo, risulta ora sospeso, circostanza che i galleristi interpretano come un passaggio privo di adeguata base giuridica e amministrativa.

Parallelamente, il collettivo contesta la decisione di non riconoscere più il M HKA come museo fiammingo e istituzione del patrimonio culturale. In base alla nuova impostazione amministrativa, il museo non sarebbe più classificato come istituzione museale a pieno titolo, con conseguenze dirette sul suo inquadramento normativo e sulla sua struttura di finanziamento.

Secondo quanto riportato nella documentazione oggetto di contestazione, il 30 gennaio sarebbe stato trasmesso al governo fiammingo un “piano d’azione” che i galleristi descrivono come una sintesi del progetto politico e amministrativo, ma privo di indicazioni sulle conseguenze di natura finanziaria. In tale documento, il M HKA non sarebbe più considerato un museo fiammingo né un’istituzione del patrimonio. Per poter continuare a ricevere finanziamenti operativi fino al 2028, il museo sarebbe chiamato a sottoscrivere un cosiddetto “accordo di cooperazione”.

L’M HKA di Anversa. Foto: Evenbeeld
L’M HKA di Anversa. Foto: Evenbeeld

Tale accordo è al centro di una ulteriore contestazione. I consulenti legali del M HKA lo avrebbero infatti definito non conforme, sostenendo che la presenza di formulazioni vaghe e ambigue lo renderebbe giuridicamente problematico. Per questo motivo sarebbe stato raccomandato al consiglio di amministrazione di non procedere alla firma del documento.

Nel quadro della controversia, i galleristi parlano di un intervento politico che metterebbe in discussione la continuità del museo e anche la sua funzione patrimoniale e la sua capacità di operare come istituzione culturale con una dimensione internazionale. Secondo il collettivo, le modifiche proposte rischierebbero di compromettere l’intero ecosistema artistico che ruota attorno al museo e alle gallerie del quartieres.

“Riteniamo nostro dovere difendere lo status di museo e di patrimonio culturale del M HKA. Il ministro sta cercando di costringere il M HKA ad accettare un contratto vincolante a breve termine, senza alcuna garanzia riguardo al suo status, alla sua autonomia, alla gestione delle sue collezioni o persino alla sua sopravvivenza. Le risorse operative promesse possono essere riviste in qualsiasi momento. Con questa citazione, chiediamo al giudice di esaminare la legittimità dell’improvvisa interruzione dei lavori di costruzione del nuovo museo e della revoca dello status di museo del M HKA”.

Le richieste avanzate dai galleristi, sostenute anche dall’associazione di artisti Museum@Risk e dall’associazione di quartiere Team Zuid, si articolano su più livelli. In primo luogo viene richiesto il mantenimento dello status pieno di museo, con un’inclusione incondizionata nel decreto sul patrimonio culturale. In secondo luogo si chiede la realizzazione immediata del nuovo edificio museale secondo il progetto originario già approvato dal governo fiammingo. Un’ulteriore richiesta riguarda la conservazione della missione di raccolta e gestione delle collezioni e degli archivi, che secondo il collettivo devono restare in capo all’istituzione museale senza modifiche strutturali.

Infine, viene indicata la necessità di una garanzia di stabilità finanziaria strutturale, in grado di sostenere le ambizioni internazionali del museo e il suo ruolo di istituzione culturale di riferimento. Tali punti, secondo quanto dichiarato, riprendono anche le richieste formulate direttamente dallo stesso M HKA in una lettera datata 20 gennaio 2026 indirizzata alla ministra della Cultura.

“Nonostante tutte le pressioni e le intimidazioni, restiamo disposti a dialogare”, ha concluso Frederick Keteleer. “Ma solo a condizione che vengano soddisfatte le nostre richieste fondamentali. Non prendiamo in considerazione altre soluzioni; ci rifiutiamo di collaborare a qualsiasi violazione della legge, del dovere di diligenza, e del decreto sul patrimonio culturale”.

Il collettivo ha inoltre rivolto un appello affinché l’ASBL M HKA e il suo consiglio di amministrazione sostengano esplicitamente l’iniziativa legale, ritenuta necessaria per la tutela della sopravvivenza dell’istituzione. Galleristi e associazioni coinvolte hanno invitato anche altre istituzioni culturali e soggetti interessati a intervenire nella procedura, qualora lo ritengano opportuno. Per ulteriori informazioni relative all’azione legale è stato indicato come riferimento l’avvocato Stijn Verbist, che segue la vicenda per conto del collettivo.



Noemi Capoccia

L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia

Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.



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