Apre a Mestre MUVEC, nuova Casa delle Contemporaneità della Fondazione Musei Civici


Dal 25 aprile 2026 Mestre accoglie MUVEC – Casa delle Contemporaneità, nuovo museo dedicato all’arte contemporanea e moderna dal 1948, con spazi per collezione permanente, mostre temporanee e un programma di apertura ad ingresso gratuito.

Mestre inaugura il prossimo 25 aprile 2026 un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea: MUVEC – Casa delle Contemporaneità, museo della Fondazione Musei Civici di Venezia, nato dalla ristrutturazione e trasformazione degli spazi Muve all’interno del Centro Culturale Candiani. Il progetto ha comportato un intervento architettonico e concettuale articolato, volto a ridefinire funzioni, percorsi e obiettivi della struttura, dando vita a un museo su due piani dotato di collezione permanente e spazi per mostre temporanee, con l’intento di configurarsi come nuovo punto di riferimento culturale per la città e l’area metropolitana.

L’assetto architettonico conferisce al museo un’identità autonoma e riconoscibile. L’ingresso principale, affacciato su piazzale Candiani, è collegato a una passerella sopraelevata che conduce alla nuova area di accoglienza situata al secondo piano. Qui si sviluppa il percorso espositivo della collezione permanente, mentre il terzo piano ospita le mostre temporanee. L’articolazione dei livelli permette un dialogo tra stabilità e sperimentazione, tra collezione storica e pratiche contemporanee, definendo un approccio che coniuga funzione museale e esperienza del pubblico.

Dal punto di vista culturale, MUVEC si propone come museo narrante dell’arte moderna e contemporanea a partire dal 1948, basandosi sulle collezioni civiche conservate a Ca’ Pesaro e strutturando un percorso tematico che evita una sequenza cronologica rigida. Il racconto si sviluppa secondo tre direttrici: Ricostruzione, Costruzione e Decostruzione, in grado di riflettere le trasformazioni linguistiche dell’arte del secondo Novecento e al tempo stesso la storia urbana e sociale di Mestre, città simbolo della contemporaneità italiana.

Emilio Vedova, Il guado (1948; olio su tela, 131 x 59,3 cm; inv.1640)
Emilio Vedova, Il guado (1948; olio su tela, 131 x 59,3 cm; inv. 1640)

Il museo offre due livelli di lettura. Da un lato, le traiettorie internazionali che hanno attraversato Venezia e il suo territorio; dall’altro, le esperienze artistiche sviluppate nella terraferma, in parallelo con le trasformazioni della città. Concetti quali corpo, materia e città diventano strumenti interpretativi in grado di mettere in dialogo artisti del Novecento e ricerche più recenti, memoria e presente. La collezione permanente raccoglie opere dei principali movimenti del secondo Novecento e del nuovo millennio, tra cui Informale, Spazialismo, Arte minimal e pratiche contemporanee dedicate a spazio e materia. La programmazione include protagonisti internazionali e artisti locali, restituendo un quadro completo della vitalità e complessità della scena artistica.

MUVEC si inserisce nel contesto urbano come museo contemporaneo, concepito come dispositivo culturale in grado di interrogarsi sul significato stesso di contemporaneità. La scelta di collocarlo a Mestre assume rilevanza strategica, attribuendo alla terraferma veneziana una nuova centralità in relazione alle trasformazioni demografiche e sociali del territorio. La struttura si rivolge a un pubblico eterogeneo, tra cui visitatori, studenti, famiglie e comunità locali, con un’attenzione particolare ai cittadini di origine internazionale. Allestimento, mediazione culturale e programmazione espositiva sono pensati per favorire un dialogo inclusivo e partecipativo con le comunità.

MUVEC si presenta come un laboratorio urbano, spazio di sperimentazione in grado di confrontarsi con le sfide del presente e di raccontare una città in trasformazione. Il museo entra inoltre in una rete culturale comprendente l’Emeroteca dell’Arte, attiva dal 2024, la Casermetta 9 di Forte Marghera, prevista per il 2025, e la futura factory del Palaplip, contribuendo alla costruzione di un vero e proprio distretto della contemporaneità. L’apertura ufficiale al pubblico prevede un fine settimana ad ingresso gratuito il 25 e 26 aprile, con visite dedicate a esplorare e conoscere i nuovi spazi, tra storia e linguaggi artistici, letteratura e ambienti sonori pensati per restituire il senso del tempo contemporaneo. Venerdì 24 aprile è programmata l’inaugurazione della mostra collettiva della decima edizione del Premio Mestre di Pittura, allestita al terzo piano negli spazi destinati alle esposizioni temporanee.

Sempre al terzo piano, dal 26 settembre, sarà visitabile una nuova esposizione dedicata ai temi e ai linguaggi del Novecento e al loro riverbero nell’attualità. La mostra intitolata Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea prenderà le mosse dalle opere dei maestri della Secessione Viennese, analizzando il corpo come specchio delle inquietudini e trasformazioni del secolo, e condurrà a riflessioni sull’arte contemporanea attraverso lavori di ChenZhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas.




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