Capodimonte inaugura la sua rivoluzione sostenibile, dal fotovoltaico invisibile all'illuminotecnica led


Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e ENGIE Italia hanno inaugurato una nuova fase di sostenibilità: dall’impianto fotovoltaico integrato e invisibile all’illuminazione led a basso consumo. 

Riqualificazione energetica, produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili, restauro architettonico e nuovi spazi dedicati all’accoglienza: a due anni dall’avvio del cantiere, il Museo e Real Bosco di Capodimonte e ENGIE Italia hanno inaugurato una nuova fase nella storia del complesso museale napoletano. Un intervento di ampia portata che rappresenta un passaggio strategico nel processo di innovazione del patrimonio culturale italiano.

Il progetto è stato realizzato da ENGIE nell’ambito del primo Partenariato Pubblico-Privato promosso dal Ministero della Cultura per la riqualificazione di un museo autonomo. L’operazione, sviluppata attraverso lo strumento del project financing, ha comportato un investimento complessivo di 45,7 milioni di euro, ripartiti tra un contributo pubblico di 22,2 milioni e un investimento privato di 23,5 milioni.

L’intervento ha interessato l’intero complesso con l’obiettivo di integrare la valorizzazione del patrimonio storico-artistico con soluzioni tecnologiche avanzate. Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’introduzione di sistemi per la produzione di energia rinnovabile. Sulle coperture della Reggia è stato infatti installato un impianto fotovoltaico completamente integrato e invisibile, progettato nel pieno rispetto del contesto storico e approvato dalla Soprintendenza come intervento pilota. L’impianto, costituito da circa 4.500 pannelli, produce ogni anno circa 800 MWh di energia pulita ed è affiancato da un sistema di trigenerazione che ottimizza la gestione energetica. Grazie a queste tecnologie, il museo riesce oggi a coprire autonomamente circa il 90% del proprio fabbisogno energetico. Nel complesso, gli interventi hanno permesso di superare il 50% di risparmio energetico e di ridurre le emissioni di circa 1.700 tonnellate di anidride carbonica, un impatto equivalente alla piantumazione di oltre 20.000 alberi.

Tetti
Tetti
Terrazza Belvedere
Terrazza Belvedere

Particolare attenzione è stata riservata anche al comfort ambientale e alla conservazione delle opere, attraverso l’introduzione di sistemi di climatizzazione di ultima generazione in grado di garantire un controllo costante e preciso di temperatura e umidità. Le nuove soluzioni consentono di mantenere condizioni ottimali senza compromettere l’equilibrio architettonico degli ambienti storici. L’intervento ha inoltre ampliato in modo significativo le superfici climatizzate, passate da 8.000 a 14.500 metri quadrati, con un incremento del 77%, accompagnato dall’installazione di sistemi avanzati di monitoraggio ambientale per la tutela delle opere e il rispetto degli standard conservativi internazionali.

Un ruolo fondamentale è stato attribuito anche alla luce, completamente ripensata come elemento centrale dell’esperienza espositiva. Il nuovo progetto illuminotecnico digitale introduce una vera “regia luminosa”: oltre 7.000 punti LED consentono di modulare l’illuminazione in base agli allestimenti e alle esigenze conservative delle singole opere. ENGIE ha curato sia la progettazione sia l’esecuzione degli interventi e, attraverso un accordo ventennale con il museo, continuerà a gestire i servizi energetici, tecnologici e multimediali, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Un modello pensato per garantire continuità operativa, efficienza e sostenibilità nel lungo periodo.

La rifunzionalizzazione degli spazi ha reso la Reggia più accessibile e inclusiva, con l’obiettivo di mantenere al centro il rispetto della sua identità storica. Emblematica in questo senso è la nuova Sala d’Accoglienza, che introduce i visitatori a un dialogo tra arte contemporanea e luce naturale attraverso l’opera Conosci il paese dove crescono i limoni? di Mimmo Paladino.

Tra gli interventi più significativi rientrano inoltre il restauro delle coperture storiche, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per ristabilire l’armonia della Reggia nel paesaggio urbano di Napoli, e il recupero della Terrazza Belvedere, oggi nuovamente accessibile grazie a un progetto che unisce rigore filologico e sensibilità contemporanea. Lo spazio ospita l’opera Espansione Orizzontale Capodimonte dell’artista Christiane Löhr.

Il progetto architettonico e la direzione artistica dell’intervento sono stati affidati allo studio Corvino+Multari.

“Il partenariato pubblico-privato tra il Museo e Real Bosco di Capodimonte ed Engie sta alla base degli importanti lavori infrastrutturali, chiusi in anticipo rispetto al cronoprogramma, un progetto non soltanto avveniristico da un punto di visto amministrativo, incidendo sul sistema economico su cui si basano le spese, ma che finalmente dota la Reggia di un sistema di riscaldamento e di aria condizionata in grado di tutelare le opere d’arte oltre a garantire ai visitatori un’esperienza climaticamente piacevole”, ha dichiarato Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte. “Grazie alla tecnologia fotovoltaica installata sui tetti e all’illuminotecnica led a bassissimo consumo, Capodimonte compie un balzo in avanti nella classifica museale dell’efficientamento energetico: da una delle ultime posizioni adesso è diventato faro e modello. Questi lavori, effettuati mantenendo il museo aperto e negli ultimi anni senza privarlo dei suoi capolavori, ci auguriamo siano l’inizio di una serie di interventi necessari: l’installazione o la riconversione di collegamenti verticali per creare vie di emergenza, la bonifica di grandi parti del piano terreno, la costruzione di un deposito ipogeo capiente, climatizzato e dotato delle tecnologie antifurto più aggiornate, una sala conferenza dopo la perdita dell’auditorium opera dell’architetto Ezio Bruno De Felice. Presentiamo in questa occasione in anteprima le opere site-specific di Christiane Löhr e Mimmo Paladino, che si aggiungono alle altre create per Capodimonte, da Alberto Burri (1978) e da Sol LeWitt (2002), e che sigillano il ruolo del nostro museo come spazio dell’arte contemporanea, ruolo destinato ad accrescersi con le opere donate da Lia Rumma per le quali sono stati individuati spazi e fondi per il restauro”.

“La collaborazione avviata con il Museo e Real Bosco di Capodimonte segna un passaggio importante nel rapporto tra innovazione energetica e tutela del patrimonio artistico e culturale italiano. È la dimostrazione concreta di come sia possibile coniugare rispetto della storia, sviluppo culturale e modernizzazione intelligente, oltre che sostenibile”, ha affermato Monica Iacono, CEO di ENGIE Italia. “In un contesto energetico sempre più complesso, è importante affiancare anche le pubbliche amministrazioni supportando interventi che non si limitino a risolvere un’esigenza immediata, ma che costruiscano valore duraturo. La cultura è un fattore di sviluppo economico e competitività per il sistema Paese e il progetto realizzato a Capodimonte rappresenta una leva di competitività, oltre che una buona pratica di gestione del patrimonio artistico e culturale”.




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