Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha presentato il Piano Strategico 2026–2028, un documento programmatico che definisce la visione, le priorità e le linee operative dell’istituzione per il prossimo triennio. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento del museo all’interno del sistema museale nazionale e internazionale attraverso una programmazione strutturata che integri politiche culturali, organizzative e gestionali.
Il Piano nasce con l’intento di offrire uno strumento organico di indirizzo e coordinamento capace di orientare in modo coerente le attività del museo. Il documento raccoglie e sistematizza le diverse progettualità già avviate o in fase di sviluppo all’interno di una strategia unitaria, con l’obiettivo di evitare frammentazioni e discontinuità nella programmazione. L’iniziativa si colloca in una fase importante della storia recente del museo, a circa due anni dall’insediamento del direttore Fabrizio Sudano, e risponde alla necessità di dotare l’istituzione di una pianificazione di medio periodo.
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria custodisce uno dei patrimoni archeologici più rilevanti dell’area mediterranea, tra cui i Bronzi di Riace, simbolo della collezione e punto di riferimento per gli studi sulla Magna Grecia. Il Piano Strategico individua tra i propri obiettivi il consolidamento del ruolo del museo come centro di riferimento internazionale per la storia e la civiltà della Magna Grecia. In tale prospettiva, il documento prevede il rafforzamento delle attività di ricerca scientifica, l’organizzazione di mostre e iniziative culturali e l’avvio di collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali, anche nell’ambito di programmi e progetti europei.
Un indicatore importante della traiettoria recente dell’istituzione riguarda l’andamento dei visitatori. I dati sulle presenze mostrano un percorso di crescita che ha subito un’interruzione durante l’emergenza sanitaria, seguito successivamente da una fase di progressiva ripresa. Tra il 2016 e il 2019 il museo ha registrato un incremento costante degli ingressi, passando da circa 210.000 visitatori annui a oltre 227.000. Nel 2020 si è verificata una contrazione notevole delle presenze, imputabile alle restrizioni legate alla pandemia e alle limitazioni agli spostamenti.
A partire dal 2021 si è avviata una fase di recupero che ha progressivamente riportato il museo verso livelli di frequentazione analoghi a quelli precedenti alla crisi sanitaria, fino al superamento dei dati pre-pandemici registrato nel 2023. Il trend di crescita prosegue negli anni successivi e nel 2025 il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria accoglie oltre 260.000 visitatori. Il dato indica un ritorno consistente del pubblico e una rinnovata capacità attrattiva dell’istituzione. L’analisi della composizione dell’utenza evidenzia inoltre una prevalenza di visitatori paganti, pari a circa il 55% del totale, rispetto ai visitatori gratuiti, che rappresentano il 45%, una distribuzione che indica anche una maggiore capacità di valorizzazione economica dell’offerta culturale.
Uno degli assi principali della strategia riguarda il rapporto tra il museo e il territorio. Il Piano intende rafforzare il legame con il contesto locale e con i diversi pubblici, promuovendo una maggiore integrazione tra l’istituzione museale e la comunità. L’obiettivo è sviluppare un’offerta culturale capace di dialogare con pubblici differenziati, ampliando le occasioni di partecipazione e favorendo una maggiore fruizione del patrimonio.
All’interno della programmazione trova spazio anche il tema della qualità dell’esperienza museale. Il Piano prevede interventi coordinati volti a migliorare l’accessibilità fisica, cognitiva e digitale degli spazi e delle collezioni. In questa prospettiva assumono un ruolo centrale la cura degli ambienti espositivi, l’innovazione nella programmazione culturale e l’adozione di strumenti tecnologici che consentano nuove modalità di fruizione del patrimonio.
La tutela, la conservazione e la digitalizzazione delle collezioni rappresentano un altro ambito strategico. Il documento individua nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio un presupposto fondamentale per lo sviluppo delle attività del museo nel lungo periodo. La digitalizzazione viene indicata come uno strumento utile sia per la conservazione sia per l’ampliamento delle possibilità di accesso e ricerca.
Il Piano Strategico 2026–2028 è il risultato di un percorso di elaborazione partecipato che ha coinvolto diverse figure professionali e istituzionali. Il lavoro è stato coordinato dal direttore Fabrizio Sudano, che ha guidato le fasi di analisi, ascolto e definizione delle linee strategiche. Il documento si apre con una prefazione di Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero della Cultura.
Il progetto ha visto inoltre la partecipazione attiva del personale del museo, coinvolto nelle diverse fasi di costruzione del Piano. Alla realizzazione del documento hanno contribuito CoopCulture per il supporto operativo e progettuale, il professor Ludovico Solima dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” per la consulenza scientifica e metodologica, Sintesi Studio per la progettazione grafica e l’ufficio stampa di Comin & Partners per il coordinamento della comunicazione.
L’impostazione metodologica delineata da Solima prevede un approccio dinamico e partecipativo. Il Piano individua una serie di obiettivi integrati che riguardano il rafforzamento del posizionamento del museo come hub culturale del Mediterraneo, lo sviluppo di politiche di accessibilità e inclusione, il consolidamento delle relazioni con il territorio e con i pubblici locali e la capacità di attrarre risorse economiche e progettuali.
Il documento è concepito come uno strumento flessibile, soggetto a monitoraggio e revisione periodica. Tale impostazione consente di adattare la programmazione ai cambiamenti del contesto culturale e istituzionale, mantenendo coerenza tra gli obiettivi strategici e le azioni operative. Una parte rilevante del Piano riguarda inoltre il rafforzamento della governance e dei processi organizzativi interni, con l’obiettivo di valorizzare le competenze del personale, migliorare l’efficienza gestionale e sviluppare reti di partenariato a livello nazionale e internazionale.
Il percorso di elaborazione del Piano è stato caratterizzato da una fase di ascolto e confronto con diversi interlocutori. Oltre al personale del museo e agli organi collegiali dell’istituzione, il processo ha coinvolto stakeholder istituzionali, culturali, scientifici e sociali. Tale modalità di lavoro ha permesso di individuare bisogni, priorità e potenzialità strategiche, definendo una programmazione condivisa.
Il Piano Strategico si inserisce anche nel contesto delle richieste di maggiore trasparenza, capacità progettuale e accountability provenienti dal Ministero della Cultura e dagli enti finanziatori. L’adozione di uno strumento di pianificazione di medio periodo rappresenta in tal senso un passaggio volto a rafforzare la capacità gestionale dell’istituzione e a garantire una programmazione orientata ai risultati.
“Il Piano Strategico del MArRC è uno strumento fondamentale per orientarne lo sviluppo, chiarire le priorità e rafforzarne il ruolo culturale, scientifico e territoriale”, ha dichiarato Ludovico Solima, ordinario di management all’Università Vanvitelli di Napoli che ha collaborato alla stesura del Piano. “Non si tratta di un adempimento formale, ma di un dispositivo di governo che consente al Museo di definire obiettivi chiari, valorizzare le proprie risorse e consolidare il rapporto con i pubblici, il territorio e gli stakeholder. Il Piano nasce da un percorso rigoroso, basato sull’analisi dei dati, sull’ascolto e sulla capacità di tradurre la progettazione in azioni concrete e sostenibili, valorizzando il patrimonio, la funzione pubblica del Museo e la sua proiezione nel contesto mediterraneo”.
“Il Piano Strategico 2026–2028 rappresenta per il Museo uno strumento fondamentale per programmare il futuro con consapevolezza e coerenza”, ha dichiarato Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. “Nasce dall’esigenza condivisa di superare interventi frammentari e costruire una visione unitaria, capace di integrare le diverse progettualità e valorizzare appieno il potenziale del MArRC. Si tratta di un percorso che mette al centro le persone, rafforzando l’identità del Museo e la sua capacità di dialogare con il territorio, con i pubblici e con le istituzioni, in una prospettiva sempre più aperta e plurale. Vogliamo rafforzare il ruolo del Museo come luogo di ricerca, dialogo e sviluppo, aperto alla comunità e proiettato in una dimensione nazionale e internazionale, in grado di affrontare con strumenti adeguati le sfide della digitalizzazione, dell’accessibilità e della sostenibilità”.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.