La zia Erminia

Autore: Adriano Cecioni
1867-1870
Arezzo, Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna

Riferibile a un periodo compreso tra il 1867 e il 1870, La zia Erminia è opera di Adriano Cecioni, pittore del gruppo dei macchiaioli che si specializzò nella raffigurazione di interni: non fa eccezione questo ritratto della zia, intenta a leggere davanti a una finestra aperta che dà su un caseggiato investito dalla luce del sole. La protagonista del dipinto, con tutta evidenza, ha appena finito di dedicarsi al ricamo: vediamo infatti appoggiati sul tavolino un panno con le attrezzature per il lavoro di cucito.

L'interno che Cecioni raffigura è semplice e spoglio: un pavimento in cotto, tipico delle abitazioni toscane (l'opera fu eseguita a Firenze), pareti rivestite di carta da parati, gli arredamenti sono soltanto il tavolino su cui la donna ha poggiato i suoi oggetti e il catino alle sue spalle, coperto da un asciugamano. Nell'angolo in basso a destra, il pittore ha siglato il dipinto.

Gran parte della critica ha rilevato la dipendenza di quest'opera da precedenti modelli nordici (in particolare provenienti dalla Germania: si tratterebbe di opere della pittura Biedermeier, i cui soggetti erano per lo più semplici interni di abitazioni piccolo borghesi), che Cecioni ebbe modo di approfondire durante il suo soggiorno a Napoli. Un precedente potrebbe essere costituito, per esempio, dal Ritratto di Karl Friedrich Schinkel eseguito da Franz Ludwig Catel, pittore tedesco a lungo attivo in Italia. Queste suggestioni vengono tuttavia "elevate" da Cecioni grazie a un'attenta semplificazione delle forme che conferisce anche una certa intonazione lirica alle sue opere.

Il dipinto faceva parte della raccolta dello storico dell'arte Mario Salmi, che lo donò poi al Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo, dove è tuttora conservato.

14 settembre 2017

La zia Erminia di Adriano Cecioni

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