La Cattedrale di Monaco: arte, storia e fede sulla Rocca del Principato


La Cattedrale di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione domina la Rocca di Monaco, unendo la maestosità del neoromanico ai tesori artistici, alla vita spirituale e alla storia della famiglia Grimaldi. Un percorso tra arte, architettura e spiritualità nel cuore del Principato.

La Cattedrale di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione si erge maestosa sulla Rocca di Monaco, centro storico e panoramico del Principato. La sua posizione permette di ammirare, con una breve passeggiata, i giardini Saint-Martin affacciati sul mare, godendo di scorci luminosi sulla baia. A pochi passi si trova il Palazzo dei Principi, simbolo della dinastia monegasca, e l’intera area invita a percorsi a piedi tra vicoli storici e piazzette suggestive. La Cattedrale rappresenta il centro della vita spirituale e dell’identità stessa del Principato, poiché la pur giovane storia dell’edificio che oggi vediamo è strettamente intrecciata con quella dei principi e dell’intera comunità.

Questo imponente edificio di culto in stile neoromanico non è soltanto la chiesa principale dell’arcidiocesi monegasca, ma costituisce un simbolo profondo dell’attaccamento dei cittadini alle proprie radici cristiane, religione di stato, come ha sottolineato anche lo stesso principe Alberto II. La storia di questo luogo sacro affonda le sue radici nel lontano XIII secolo, quando nel 1247 papa Innocenzo IV autorizzò la costruzione di una prima chiesa sulla Rocca, dove già esisteva una fortezza. In quel periodo si sviluppò rapidamente il culto di san Nicola, patrono dei marinai e dei bambini, a cui fu dedicata la parrocchia della città alta. L’antica chiesa di San Nicola, completata nel 1321 (era la prima chiesa gotica cistercense nella zona a sud-ovest delle Alpi), servì la comunità per oltre cinquecento anni prima di essere demolita nel 1874 su ordine del principe Carlo III che intendeva costruire una nuova cattedrale. Di quella struttura originaria restano oggi preziose testimonianze architettoniche come capitelli, colonnine e balaustre disposte lungo il lato sinistro dell’edificio odierno, oltre a una campana fusa nel 1484 che si trova nel vicolo adiacente e che suonò nel 1641 per celebrare l’espulsione della guarnigione spagnola da parte del principe Onorato II Grimaldi. La volontà di costruire una nuova e più ampia cattedrale nacque sotto il principato di Carlo III, in un momento di grande trasformazione per Monaco, e la prima pietra fu benedetta il 6 gennaio 1875. I lavori di costruzione, diretti dall’architetto Charles Lenormand, durarono quasi trent’anni e furono completati ufficialmente il 12 novembre 1903, sebbene la consacrazione solenne avvenne solo l’11 giugno 1911.

L’architettura della cattedrale si distingue per l’uso della pietra bianca proveniente dalle cave di La Turbie, che conferisce all’edificio una sobria maestosità. Le dimensioni della struttura sono imponenti, con una lunghezza di settantadue metri, una larghezza di ventidue metri e un’altezza che raggiunge i diciotto metri. La facciata principale è caratterizzata da tre portali strombati decorati con lunette scolpite e sorretti da colonnine, mentre sopra il portale centrale domina una grande trifora con rosone circolare e un bassorilievo raffigurante il Cristo Pantocratore tra due angeli. Per la realizzazione degli interni sono stati utilizzati materiali nobili e variegati, tra cui il porfido rosso e blu del massiccio dell’Esterel, il granito dei Vosgi, il granito di Biella per il coro e il pregiato marmo bianco di Carrara. All’interno si possono ammirare numerosi tesori artistici di immenso valore, come l’altare maggiore e il trono episcopale scolpito nel marmo di Carrara. Tra le opere pittoriche di maggior rilievo spicca la pala d’altare dedicata a San Nicola, realizzata nel 1500 dall’artista nizzardo Ludovico Brea, che si compone di diciotto scomparti e rappresenta una testimonianza fondamentale del patrimonio artistico mediterraneo del Rinascimento. Altre opere di rilievo includono la pala di Santa Devota, la Pietà del curato Testa risalente al 1505 e le opere attribuite all’atelier di Francesco Brea, come la pala dei Penitenti Bianchi e quella di San Rocco. Le vetrate della navata centrale illustrano figure femminili dell’Antico Testamento, mentre quelle delle navate laterali descrivono scene della vita di Gesù e di Maria.

La Cattedrale Notre-Dame-Immaculée. Foto: ©BenjaminVergely
La Cattedrale di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione. Foto: ©BenjaminVergely

La cattedrale ospita tre cappelle principali cariche di significato per la comunità monegasca: la cappella delle reliquie di Santa Devota, patrona della famiglia principesca e del Principato, la cappella di San Romano, martire protettore di Monaco, e la cappella del Santissimo Sacramento, che funge da luogo di sepoltura per i vescovi e gli arcivescovi. Un ruolo centrale nella vita della cattedrale è ricoperto dalla musica, grazie alla presenza di due organi di eccezionale fattura. Il grande organo monumentale situato sulla tribuna sopra il nartece fu originariamente costruito nel 1976 da Jean-Loup Boisseau in collaborazione con Pierre Cochereau e il canonico Henri Carol. Tra il 2009 e il 2011 questo strumento è stato radicalmente ricostruito dalla ditta belga Thomas, diventando un’opera unica in Europa per innovazione architettonica e musicale. L’organo dispone oggi di quattro tastiere, settantanove registri e quasi settemila canne, con l’impiego di materiali scelti come l’abete dei Vosgi per i mantici, l’acero per la consolle e la quercia per la facciata. Una caratteristica distintiva è data dai pannelli di plexiglas retroilluminati a LED che traducono visivamente il colore del suono, creando un’esperienza multisensoriale durante i concerti e le celebrazioni. Un secondo organo di coro, realizzato dalla ditta Tamburini di Crema nel 1976, accompagna invece le funzioni quotidiane con maggiore sobrietà. La tradizione corale è altrettanto prestigiosa e fa capo alla Maîtrise de la Cathédrale, fondata nel 1904, che include i celebri Petits Chanteurs de Monaco diretti da Pierre Debat, i quali animano la messa solenne ogni domenica mattina.

La cattedrale è, come anticipato, indissolubilmente legata alla dinastia Grimaldi, essendo stata teatro di eventi storici come il matrimonio tra il principe Ranieri III e la principessa Grace Kelly nel 1956. L’edificio funge inoltre da pantheon familiare, poiché ospita, nel deambulatorio, le tombe della maggior parte dei sovrani defunti. Tra le personalità sepolte figurano i signori di Monaco Giovanni II, Luciano I, Agostino Grimaldi e Onorato I, oltre ai principi Onorato II, Luigi I, Antonio I, Onorato IV, Onorato V, Florestano I, Carlo III, Alberto I e Luigi II. Vi riposano anche le principesse consorti Maria Landi, Ippolita Trivulzio, Maria di Lorena, Louise d’Aumont, Antonietta di Merode e Carolina Gibert, oltre alla principessa Grace e al principe Ranieri III, le cui tombe sono meta di costante omaggio da parte dei visitatori che ricordano la vita mondana del Novecento. Nella cattedrale sono inumati anche personaggi come Antonio Grimaldi, detto “Chevalier de Grimaldi”, che fu governatore generale di Monaco nel Settecento. La vita religiosa del Principato è scandita dalle grandi feste liturgiche celebrate con uffici pontificali, in particolare il 27 gennaio per Santa Devota e il 19 novembre per la Festa Nazionale. L’Arcidiocesi di Monaco, elevata a tale rango dal papa Giovanni Paolo II nel 1981, è attualmente guidata dall’Arcivescovo Dominique-Marie David, succeduto a Bernard Barsi nel 2020. La parrocchia della cattedrale, guidata dal Canonico Daniel Deltreuil, arcidoacono, coordina numerosi servizi che spaziano dalla catechesi alla solidarietà, fino alle cappellanie per l’ospedale, le forze pubbliche e le case di riposo.

L’accesso alla cattedrale è libero tutti i giorni, al di fuori delle funzioni religiose, a condizione che i visitatori indossino un abbigliamento rispettoso del luogo sacro. La cattedrale rimane dunque un punto di riferimento imprescindibile, capace di fondere armoniosamente la bellezza architettonica neoromanica con una vibrante vita culturale e una profonda eredità spirituale che continua a unire il popolo monegasco intorno alla fede e all’arte.




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