Rassa, borgo d’arte e storia tra le valli della Valsesia


Piccolo gioiello della Valsesia, Rassa conserva case in legno e pietra, antiche tradizioni, sentieri tra torrenti e valli incontaminate, e testimonianze storiche come la segheria di Brasei e la memoria dei dolciniani.

Uno dei borghi più autentici del territorio alpino piemontese: si potrebbe riassumere con queste parole l’anima di Rassa, piccolo borgo nel cuore della Valsesia, situato alla confluenza dei torrenti Gronda e Sorba, che danno il nome alle omonime valli laterali. Rassa si presenta in effetti a chiunque lo visiti come un luogo dove natura, storia e tradizioni, come la produzione di grappe aromatiche e la tradizionale sagra del mirtillo, convivono in un equilibrio ancora intatto. Rassa, che si stende lungo il torrente Sorba, è caratterizzata da una conformazione paesaggistica stretta e allungata che contribuisce a definirne l’identità visiva. Il tessuto del borgo non è altro che un intreccio di viuzze, ponti e stradine su cui si affacciano antiche case in legno e pietra, botteghe, stalle e piccoli edifici religiosi, creando scorci di particolare fascino.

Le valli che circondano il borgo sono state riconosciute come biotipo di interesse regionale e, nel 2006, il comune è stato inserito tra le Zone a Protezione Speciale, a testimonianza dell’elevato valore ambientale dell’area. Questo contesto naturale, ancora largamente incontaminato, rappresenta uno degli elementi centrali dell’attrattività di Rassa, meta privilegiata per chi ricerca un contatto diretto con l’ambiente montano.

Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell'Alto Piemonte
Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell’Alto Piemonte

La storia del paese risale al Medioevo, quando l’area era abitata da comunità dedite principalmente alla pastorizia e all’agricoltura. Il toponimo “Rassa” potrebbe derivare dal termine “rasa”, ovvero “radura” o “luogo aperto”, in riferimento alle zone di pascolo che caratterizzavano il territorio. Durante il periodo feudale, il borgo rientrava nei possedimenti di diverse famiglie nobili, tra cui i Fassola, che esercitarono una significativa influenza nella valle, contribuendo alla gestione dei territori montani e alla difesa delle comunità locali.

Un capitolo rilevante della storia locale è legato alla figura di fra’ Dolcino da Novara, il predicatore vissuto tra il XIII e il XIV secolo e condannato al rogo per eresia nel 1307. Il suo movimento religioso, in opposizione al potere temporale della Chiesa, trovò rifugio proprio nelle aree impervie della Valsesia, compresa la zona intorno a Rassa. La presenza dei dolciniani segnò un periodo di tensioni e scontri, conclusosi con la repressione del movimento, ma lasciando una traccia duratura nella memoria storica del territorio. Nonostante le vicende storiche, la posizione relativamente isolata ha consentito a Rassa di conservare nel tempo un carattere tradizionale, mantenendo intatti elementi culturali e architettonici che raccontano la vita quotidiana delle comunità montane. Tra questi spicca la chiesa parrocchiale di Santa Croce, documentata già nel 1596 e ampliata nel Seicento, successivamente in parte ricostruita nell’Ottocento a seguito di un incendio. L’edificio è impreziosito dagli affreschi realizzati da artisti locali come Orgiazzi e Avondo.

Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell'Alto Piemonte
Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell’Alto Piemonte
Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell'Alto Piemonte
Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell’Alto Piemonte

Un altro punto di riferimento fondamentale è rappresentato dall’Ecomuseo del legno, che custodisce testimonianze della lavorazione tradizionale e delle attività produttive del passato. Fa parte dell’ecomuseo la cosiddetta Resga di Brasei, una segheria idraulica risalente all’Ottocento, oggi considerata uno dei più importanti esempi italiani di archeologia preindustriale legata al territorio.

La segheria, ancora funzionante seppur attivata raramente, si sviluppa su più livelli e riflette l’organizzazione del lavoro dell’epoca. Al piano inferiore si trovano i macchinari principali, tra cui la ruota idraulica che sfrutta la forza dell’acqua del torrente per alimentare il sistema di taglio. Il livello superiore era destinato alla lavorazione del legno, dove artigiani specializzati trasformavano i tronchi in elementi utili per l’edilizia e altri manufatti. Nei piani più alti trovavano spazio le aree di deposito, mentre in tempi recenti una parte dell’edificio è stata adibita ad aula didattica per attività educative e visite guidate.

La Resga di Brasei è stata oggetto, negli ultimi anni, di importanti interventi di risanamento conservativo realizzati dal Comune di Rassa con il contributo della Regione Piemonte e della Comunità Montana Valsesia. Grazie anche alla sensibilizzazione promossa dall’associazione ONLUS Cruggia da Spinfoj, il sito è stato riconosciuto come luogo ecomuseale di interesse regionale, situazione che ha consolidato il suo valore storico e culturale.

Accanto alla segheria, il borgo conserva altri elementi significativi, come la “bottega del Patel”, piccolo laboratorio artigianale del legno rimasto intatto, e l’oratorio dedicato a Sant’Antonio, punto di partenza dei percorsi dell’arte e della fede che conducono a cappelle votive e oratori antichi disseminati sul territorio.

Ecomuseo del legno di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell'Alto Piemonte
La segheria Resga di Brasei. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell’Alto Piemonte
Ecomuseo del legno di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell'Alto Piemonte
La segheria Resga di Brasei. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell’Alto Piemonte

Rassa si distingue anche per la varietà di attività legate al turismo outdoor. La conformazione montuosa rende il trekking una delle pratiche più diffuse, con numerosi sentieri che si diramano verso le valli Sorba, Gronda e Sassolenda, offrendo itinerari di diversa difficoltà. Tra i percorsi più noti vi sono quello legato a fra’ Dolcino, che collega Rassa a Trivero, e il pellegrinaggio verso Oropa e il suo santuario.

La rete escursionistica comprende anche itinerari verso l’Alpe Sorbella e il Colle di Loo, al confine con la Valle d’Aosta, oltre a percorsi più semplici lungo il fondovalle, ideali per passeggiate rilassanti. Gli appassionati di ciclismo possono usufruire di una pista che collega l’Alpe di Mera alla Val Sorba, attraversando boschi di faggio, abete e larice e offrendo scorci panoramici sul massiccio del Monte Rosa.

Il territorio si presta inoltre alla pratica di discipline come alpinismo, scialpinismo e arrampicata, mentre la presenza dei torrenti Gronda e Sorba favorisce attività fluviali e la pesca sportiva, con acque particolarmente adatte alla trota e al salmerino. Durante l’inverno, le valli circostanti offrono opportunità per ciaspolate e sci alpinismo, grazie anche alla vicinanza con il comprensorio dell’Alpe di Mera. Non mancano esperienze legate alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni. Nei boschi è possibile osservare fauna selvatica come cervi, caprioli e aquile, mentre la visita agli alpeggi consente di conoscere da vicino la vita montana e la produzione casearia locale. Escursioni guidate permettono inoltre di approfondire aspetti storici, geologici e naturalistici della zona.

Ecomuseo del legno di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell'Alto Piemonte
La segheria Resga di Brasei. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell’Alto Piemonte
Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell'Alto Piemonte
Il borgo di Rassa. Crediti fotografici: Archivio ATL Terre dell’Alto Piemonte

Il borgo offre anche spazi adatti alle famiglie, come aree picnic lungo i torrenti e zone sicure per attività all’aperto. Durante la stagione estiva, le acque del Sorba e del Gronda diventano luoghi ideali per rinfrescarsi e trascorrere momenti di svago.

Rassa si configura così come un piccolo fiore alpino, capace di unire paesaggio, memoria storica e tradizioni in un contesto autentico. La presenza della segheria di Brasei, simbolo di un sapere tecnico legato all’utilizzo delle risorse naturali, rappresenta uno degli elementi più significativi di questo equilibrio, capace di mantenere viva una testimonianza concreta della cultura materiale delle comunità di montagna.




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