Fu Sandro persona molto piacevole: il Botticelli privato

Finestre sull'Arte - Ottava puntata

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Fu Sandro persona molto piacevole e fece molte burle ai suoi discepoli et amici: questo è il modo in cui il carattere di Sandro Botticelli viene presentato da Giorgio Vasari.
Un raffinato intellettuale, un artista colto, un pittore cresciuto in un ambiente stimolante, tra poeti, filosofi, letterati. Ma qual è il ritratto di Sandro Botticelli nel privato? Siamo abituati a conoscerlo come un pittore dotato di elevata cultura umanistica, come un artista le cui opere sono piene di riferimenti filosofici e letterari. Ma sbaglieremmo a immaginarlo come una persona cupa, arcigna e seriosa: Vasari ci restituisce la figura di un uomo allegro, amante della compagnia, sempre pronto a scherzare.

Vittima di uno dei suoi scherzi fu, per esempio, un tessitore che andò ad abitare vicino a casa sua: però i suoi telai facevano non solo [...] assordare il povero Sandro, ma tremare tutta la casa. Alché Botticelli chiese al rumoroso vicino di trovare una soluzione al problema: ma i risultati furono nulli, perché il tessitore gli rispose che in casa sua faceva quello che voleva. A questo punto Sandro pose sul muro di confine una grossissima pietra […] che pareva che ogni poco che 'l muro si movesse fusse per cadere e sfondare i tetti e palchi e tele e telai del vicino. Il tessitore quindi, spaventato, pregò Sandro di fare qualcosa, ma il pittore gli rispose con le sue stesse parole, ovvero dicendo che in casa sua poteva e voleva far quel che gli piaceva. In questo modo, racconta sempre Vasari, il tessitore fu costretto a raggiungere un accordo e far a Sandro buona vicinanza.

Un altro scherzo ebbe come vittima un allievo chiamato Biagio: quest'ultimo aveva venduto un suo dipinto, un tondo con Madonna e Angeli, e Sandro, d'accordo con l'acquirente e all'insaputa dell'allievo, coprì le teste degli angeli con alcuni cappucci rossi. Il giorno seguente Biagio portò il cliente a vedere il dipinto e fu sorpreso nel vedere i suoi angeli coperti dai cappucci rossi, ma non si scompose in quanto l'acquirente continuava a lodare l'opera. Venduta l'opera, andò da Sandro e gli raccontò quindi di aver visto degli strani cappucci rossi sulla testa degli angeli: alché il grande artista gli rispose “Tu sei fuor di te Biagio, questi danari t'hanno fatto uscire del seminato; se cotesto fusse, credi tu che quel cittadino l'avesse compero?”

Un'altra fonte ce lo descrive come un amante dei piaceri della tavola: tale fonte è nientemeno che il suo illustre mecenate Lorenzo il Magnifico. Nel suo poema scherzoso Simposio, opera giovanile nota anche come I Beoni, il signore de facto di Firenze include una lista di celebri bevitori fiorentini, e tra questi figurerebbe anche Sandro Botticelli: Botticel la cui fama non è fosca, / Botticel dico; Botticello ingordo / Ch'e più impronto e più ghiotto ch'una mosca. / Oh di quante sue ciancie hor mi ricordo, / Se gli è invitato à desinar, ò cena, / Quel che l'invita non lo dice a sordo. / Non s'apre a l'invitar la bocca a pena, / Ch' e' se ne viene, e al pappar non sogna, / Va Botticello, e torna botte piena. Insomma, un Sandro Botticelli così dedito al mangiare e al bere che nella scherzosa descrizione del Magnifico, si lamenterebbe di avere il collo troppo corto, che lo vorrebbe haver d'una cicogna. Amante della cucina, ma anche del lusso: ce lo testimonia, per esempio, la sontuosa veste che indossa il suo probabile autoritratto nell'Adorazione dei Magi degli Uffizi ma ce lo testimonia anche Vasari, che ci dice che dissipò il suo considerevole patrimonio.

Un testo attribuito al Poliziano, noto come Detti Piacevoli, ci parla di un Sandro Botticelli riluttante nei confronti del matrimonio ma anche di un Sandro Botticelli dalla battuta sempre pronta: a uno che diceva: Io vorrei cento lingue, disse: Tu chiedi più lingue e ha'ne la metà più che 'l bisogno; chiedi cervello, poverello, che non hai cica.

Ancora, Giorgio Vasari ce lo descrive come un grande appassionato di letteratura: per essere persona sofistica, comentò una parte di Dante; e figurò lo Inferno e lo mise in stampa, anche se questa passione per la Commedia fu causa di infiniti disordini alla vita sua perché le illustrazioni, secondo Vasari, gli portarono via molto tempo.

Un grande artista, un intellettuale colto e raffinato ma anche una persona allegra e vivace, amante dei piaceri “terreni”: il ritratto del Botticelli privato che ricaviamo dalle fonti scalfirà un po' quell'aura quasi sacrale che circonda la sua figura, ma ha almeno il merito di rendere più umana e più realistica l'immagine di uno dei pittori più celebri di tutta la storia dell'arte.

Federico Giannini