Nel novembre del 2024, sul fondo del lago Neuchâtel, in Svizzera, è stato individuato un relitto di eccezionale interesse storico. La scoperta, documentata dal sito della Octopus Foundation, è avvenuta nell’ambito del progetto Relitti vulnerabili del lago di Neuchâtel, avviato nel 2018, e realizzata dal collaboratore esterno Fabien Droz per il Dipartimento di Archeologia del Canton Neuchâtel (OARC) in collaborazione con Octopus Foundation. Il carico recuperato comprendeva ceramiche, armi, strumenti e finimenti equini perfettamente conservati, risalenti a un periodo compreso tra il 50 a.C. e il 50 d.C., collocandosi tra la fine della Repubblica romana e l’inizio dell’Impero.
Le prime analisi, condotte tra novembre 2024 (dall’archeologo responsabile del territorio lacustre del cantone di Neuchâtel, Fabien Langenegger, e Julien Pfyffer, presidente della Fondazione Octopus) e marzo 2025, hanno confermato la presenza di diverse centinaia di pezzi ceramici, molti dei quali integri, tra piatti, ciotole, coppe e vassoi. Alcuni campioni sono stati inviati a specialisti per valutazioni approfondite, mentre un campione di legno del carico è stato sottoposto a datazione al carbonio-14. Il recupero ha permesso di estrarre anche due grandi frammenti di anfore destinate al trasporto di olio e vino, un cesto di vimini contenente sei pezzi ceramici differenti, vari oggetti metallici per uso domestico, strumenti e finimenti per cavalli, quattro ruote di carri in legno e metallo e diversi oggetti personali dei legionari, tra cui fibule, fibbie, picconi da pionieri e due spade complete, una delle quali ancora nel fodero in legno e metallo.
La varietà e lo stato di conservazione dei reperti offrono una testimonianza rara della vita militare e dei trasporti nell’area alpina durante il I secolo d.C. Il carico, originariamente sepolto sotto sedimenti lacustri, era diventato esposto a seguito di due interventi di regolazione idrica nel XIX e XX secolo, con il rischio di essere disperso o depredato. Di conseguenza, le autorità archeologiche hanno deciso di procedere rapidamente al recupero e alla conservazione dei materiali. Gli oggetti militari e i finimenti rinvenuti indicano che il carico era probabilmente scortato da legionari e potrebbe essere stato destinato a un’intera corte, o forse a una legione completa, per il rifornimento delle truppe lungo il Reno a protezione dai popoli germanici. La fibula, comparsa nel regno di Tiberio, e la datazione dendrocronologica di una tavola collocata sotto le ceramiche fissano un terminus post quem al 17 d.C.
Una delle ipotesi di lavoro collega il carico alla XIII Legione (Gemina), stanziata a Vindonissa (attuale Windisch in Argovia) nel 16 d.C. con il compito di presidiare i confini e impedire ai popoli germanici di avanzare verso l’altopianoelvetico e controllare i valichi alpini. I rifornimenti avrebbero potuto giungere a Yverdon (Eburodunum in epoca romana), caricate su imbarcazioni dirette verso Vindonissa attraverso laghi e canali, mentre il naufragio si sarebbe verificato all’ingresso del canale Thielle, probabilmente a causa di una raffica di vento. Non sono stati rinvenuti resti della nave, lasciando aperta la possibilità che il carico si sia separato dal mezzo di trasporto principale o che la nave sia affondata altrove. Il progetto Relitti vulnerabili ha già permesso la completa escavazione di tre relitti e l’analisi parziale di due villaggi lacustri del Neolitico e dell’Età del Bronzo, grazie alla stretta collaborazione tra la Fondazione Octopus e l’ufficio archeologico del Canton Neuchâtel. L’intervento sul relitto di Neuchâtel rafforza l’importanza del lago come sito archeologico e contribuisce alla comprensione della logistica dell’Impero romano nel trasporto e nella distribuzione dei rifornimenti lungo le frontiere settentrionali.
L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia
Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.Per inviare il commento devi
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