Ad Angers inaugurata la galleria contemporanea della cattedrale


Il nuovo intervento firmato da Kengo Kuma protegge il portale medievale della cattedrale di Angers e si inserisce nel dialogo tra architettura contemporanea e stratificazione storica dell’edificio.

Un nuovo capitolo si aggiunge alla storia secolare della Cattedrale di Angers, con l’inaugurazione, avvenuta giovedì 9 aprile, della galleria contemporanea progettata dall’architetto giapponese Kengo Kuma. L’intervento rappresenta l’esito di un lungo percorso di studi e lavori finalizzati alla tutela del portale policromo, uno degli elementi più preziosi dell’edificio, recentemente restaurato.

A Kengo Kuma è stato chiesto di progettare una galleria contemporanea per proteggere il portale occidentale della cattedrale di Angers, dove sono state recentemente scoperte preziose sculture policrome di epoca medievale (XII secolo) e moderna (XVII secolo). L’unicità di questo portale, risalente al XII secolo, è rappresentata da questi reperti in pietra policroma tipici del Medioevo, e una nuova costruzione potrà preservarli in modo sostenibile. La sfida è stata quella di creare un dialogo armonioso tra un’opera contemporanea e la conservazione del patrimonio architettonico medievale. “Abbiamo voluto immedesimarci nei costruttori del Medioevo”, ha detto Kuma, “e creare un quadro di riferimento, utilizzando il compasso, per generare le proporzioni che conducono all’unità. Tutto ciò è stato realizzato con un delicato processo di prefabbricazione in loco del calcestruzzo, utilizzando sabbia e aggregati provenienti dal bacino della Loira, lavorati con la granulometria più fine”.

La Cattedrale di Angers. Foto: Città di Angers
La Cattedrale di Angers. Foto: Città di Angers
La facciata della Cattedrale di Angers prima dell'intervento. Foto: Romain Berth
La facciata della Cattedrale di Angers prima dell’intervento. Foto: Romain Berth
L'intervento di Kengo Kuma. Immagine: Kengo Kuma & Associates / l'autre image & Arts des Villes Et des Champs
L’intervento di Kengo Kuma. Immagine: Kengo Kuma & Associates / l’autre image & Arts des Villes Et des Champs

La nuova struttura si inserisce in un contesto architettonico stratificato, in cui la cattedrale si è trasformata nel corso dei secoli. Come ha evidenziato Stéphane Moreau, responsabile dei lavori presso la Direzione regionale degli affari culturali, oggi è raro assistere alla costruzione di un “pezzo di cattedrale”. Un’espressione che richiama la natura non omogenea di questi edifici, frutto di interventi successivi. La facciata della cattedrale di Angers, infatti, combina elementi realizzati nell’arco di circa cinquecento anni, testimonianza di una storia costruttiva continua. L’aggiunta della galleria contemporanea si colloca dunque nella continuità di questa evoluzione, in cui ogni epoca ha contribuito con il proprio linguaggio.

L’esigenza di una struttura di protezione ha radici lontane. Nel 1806 venne demolito, per ragioni di degrado, il nartece monumentale che si trovava davanti alla facciata, un portico gotico angevino a due livelli. Oggi ne restano soltanto quattro archi ogivali, unica traccia visibile di quell’antica costruzione medievale. L’aggiunta di Kuma in parte ricrea la suggestione di un nartece e arriva dopo che nel corso del Novecento sono stati elaborati diversi progetti per una possibile ricostruzione, ma nessuno di essi è stato portato a termine. La necessità di intervenire era stata già formalizzata nel 1823, ma solo nel XXI secolo si è giunti alla realizzazione di una nuova struttura.

La progettazione è stata affidata a un concorso internazionale, reso necessario anche dalla scarsità di documentazione sull’aspetto originario del portico demolito. La giuria comprendeva rappresentanti del Ministero della Cultura, autorità locali e religiose, tra cui il prefetto del Maine-et-Loire, il sindaco e il vescovo di Angers. Il progetto dello studio di Kengo Kuma si è distinto per un approccio improntato alla sobrietà. Come spiegato dall’architetta associata Elise Fauquembergue, la scelta è stata quella di adottare un linguaggio minimale, evitando di entrare in competizione con l’architettura storica. La galleria ha infatti anche una funzione precisa: proteggere il portale, garantendone la conservazione nel tempo.

Dal punto di vista formale, la struttura presenta linee essenziali e richiami alle geometrie della facciata, come archi e modanature reinterpretati in chiave contemporanea. La realizzazione, interamente finanziata dallo Stato francese per un costo di 4,4 milioni di euro, è stata benedetta dal vescovo di Angers, monsignor Delmas, durante la cerimonia inaugurale, entrando ufficialmente a far parte della storia della cattedrale. Oltre alla funzione protettiva, la galleria assume anche un valore simbolico, configurandosi come uno spazio di soglia tra l’esterno e l’interno, tra il profano e il sacro. Una dimensione sottolineata anche dal vescovo di Angers che ha definito la nuova struttura un luogo capace di accogliere e accompagnare, destinato a diventare uno spazio di vita liturgica aperto.

L'intervento di Kengo Kuma. Immagine: Kengo Kuma & Associates / l'autre image & Arts des Villes Et des Champs
L’intervento di Kengo Kuma. Immagine: Kengo Kuma & Associates / l’autre image & Arts des Villes Et des Champs
L'inaugurazione. Foto: Città di Angers
L’inaugurazione. Foto: Città di Angers

Dal punto di vista tecnico, la galleria è realizzata attraverso un processo di prefabbricazione in calcestruzzo particolarmente raffinato, utilizzando sabbie e aggregati provenienti dal bacino della Loira. Questo approccio consente di ottenere una struttura più leggera rispetto alle masse murarie tradizionali delle cattedrali, pur mantenendo una presenza monolitica e coerente.

Il risultato è un’architettura che si inserisce con discrezione nel contesto storico, stabilendo un dialogo tra passato e presente. Una qualità evidenziata anche dal sindaco Christophe Béchu, che ha sottolineato come il progetto risponda a una necessità individuata già due secoli fa: “La prima esigenza documentata di ricostruire una galleria risale al 1823”, ha ricordato. “Due secoli dopo, questa richiesta è stata finalmente esaudita. Si tratta di un’ulteriore testimonianza della lunga storia della cattedrale, i cui elementi più antichi risalgono all’XI secolo, mentre altri, tra i più visibili come le guglie nord e sud e le statue di San Maurizio, risalgono al XVI secolo. Ogni epoca ha portato con sé il proprio stile unico. In questo contesto, la creazione di Kengo Kuma ha la grazia di non imporsi, ma di integrarsi armoniosamente con le linee esistenti dell’edificio”.

Anche la ministra della Cultura Catherine Pégard ha posto l’accento sul valore simbolico dell’intervento. “La galleria della cattedrale”, ha dichiarato, “è diventata un simbolo dell’impegno dello Stato nei confronti del patrimonio, non solo per la sua conservazione, ma anche per la valorizzazione dei suoi capolavori. Questa è una responsabilità di ogni generazione. La sua realizzazione è esemplare nella capacità di affrontare diverse sfide: garantire la conservazione del portale, preservare il patrimonio archeologico del sottosuolo, ma anche integrarsi nel presente senza cancellare ciò che è stato prima”.




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