Due grandi artisti internazionali trasformano ristorante di Londra in un'opera d'arte


Il ristorante Gallery dello Sketch di Londra si trasforma in un’opera d’arte, grazie all’operato di Yinka Shonibare e India Mahdavi che lo reinterpretano sulla base del contributo che la cultura africana ha offerto all’arte europea nel primo Novecento.

Due importanti personalità dell’arte internazionale, l’artista britannico-nigeriano Yinka Shonibare (Londra, 1962) e l’architetta e designer franco-iraniana India Mahdavi (Teheran, 1962) hanno trasformato il ristorante Gallery della celebre townhouse Sketch di Londra in un’opera d’arte, in occasione del ventesimo anniversario di quello che è diventato ormai uno dei templi londinesi della gastronomia, essendo una sala da tè, un ristorante, un cocktail lounge, e al contempo anche una galleria d’arte, il tutto in un edificio del XIX secolo riammodernato. La collaborazione con Shonibare e Mahdavi segna un nuovo capitolo nella relazione tra Sketch e l’arte, dal momento che in passato la venue londinese si è avvalsa del lavoro di artisti come David Shrigley e Martin Creed, entrambi peraltro vincitori del Turner Prize.

Per l’operazione, Mahdavi si è occupata della progettazione degli interni, mentre la decorazione è stata affidata a Shonibare. Gallery si presenta adesso con interni giallo-sole e con 14 opere site-specific realizzate da Yinka Shonibare nello stile che lo ha reso celebre a livello internazionale e che celebra la cultura africana e la sua eredità. Intitolata Modern Magic, l’installazione di Shonibare è caratterizzata da quattro maschere in legno scolpite e dipinte a mano, e dieci trapunte incorniciate che replicano le maschere africane della collezione di Pablo Picasso.

Utilizzando tecniche di applicazione e ricamo su tessuti riccamente colorati, Shonibare ha voluto focalizzarsi sul peso che le tradizioni africane hanno avuto sull’arte europea moderna. Le maschere che rivestono le pareti di Gallery sono repliche di quelle originariamente utilizzate dai popoli africani a scopo rituale: gli artisti occidentali del primo Novecento sono stati ispirati dai poteri spirituali di questi oggetti. Shonibare ritorna a questo potere spirituale per trasformare Sketch in quello che lui chiama “terzo mito”, cioè un mondo magico in cui lo scambio culturale può avvenire liberamente. Lo spirito africano reinventa così figure tipiche della cultura classica, come il centauro, mentre gli esseri umani e le forme animali si scontrano per sconvolgere l’ordine e la gerarchia.

Le nuove opere d’arte di Shonibare nel suo motivo batik di cera olandese guarderanno i commensali seduti all’interno di una grande sala color rame progettata da Mahdavi. Mahdavi, celebre per il suo utilizzo del colore, ha scelto una carta da parati color rame per le pareti e tessuti giallo solare per completare l’ultima commissione di Sketch. Il ristorante Gallery sarà così immerso in una luce dorata e sarà caratterizzato da nuovi tavoli su misura con un design essenziale nei toni del rame. Questi si affiancano a pezzi unici disegnati da artigiani africani su invito di Mahdavi, compresi i tessuti senegalesi prodotti dalla designer tessile Aissa Dione, mentre applique fatte a mano sono state disegnate da Inès Bressand, che lavora con i tessitori in Ghana, e il soffitto assumerà una tonalità Mandarine au Lait, un colore creato dalla stessa India Mahdavi.

“Dopo che Matisse ha mostrato per la prima volta l’arte africana a Picasso”, commenta Yinka Shonibare, “la storia dell’arte moderna è cambiata. Picasso era interessato ad appropriarsi di un’altra cultura, e anche io mi approprio dell’arte etnica europea. L’appropriazione culturale può essere un strada a doppio senso. Questa collaborazione con sketch mi ha dato l’opportunità di espandere il mio processo creativo, creando un ambiente diverso per incontrare e sperimentare la mia arte in un ambiente divertente e rilassante”.

“Il ristorante Gallery di Sketch”, afferma invece India Mahdavi, “è stato collegato al colore rosa per così tanto tempo che è stato molto difficile per me superare questo successo. L’opera d’arte di Yinka è stata una vera ispirazione e mi ha invogliato a lavorare in modo diverso in questa nuova versione della Gallery. Ora le texture trascenderanno i colori con la carta da parati in rame metallico, il tessuto testurizzato di Aissa Dione e le lampade da parete intrecciate di Inès Bressand. Questi sono elementi che mi hanno permesso di estendere l’esplorazione artistica di Yinka sulla cultura e l’identità e portare una calda atmosfera africana nello spazio e nell’arredamento”.

“Avevo molta paura di cambiare la saòa rosa poiché David Shrigley fa parte dello Sketch”, ha dichiarato Mourad Mazouz, proprietario di Sketch. “Poi mi è stato presentato Yinka Shonibare e ho pensato, mio Dio, che il maestro stesso volesse lavorare con Sketch. Era come se stessi sognando. Il lavoro di Yinka è davvero potente, intelligente e mitico e sono felice di condividerlo con i visitatori di Sketch da tutto il mondo”.

La collaborazione ha investito anche altri ambiti del ristorante: in onore di Yinka Shonibare, lo chef Pierre Gagnaire ha infatti creato “Yinka Rice”, un piatto di riso Jollof dell’Africa occidentale profumato allo zenzero e al cumino, servito con pomodoro piccante, salsa di soia e piantaggine. Il direttore del bar Luca Fugazza ha ideato invece “Yinka Zobo”, un cocktail di rum scuro, liquore all’ananas, succo di lime, sciroppo di miele, birra allo zenzero e Zobo, una bevanda tipica di alcuni paesi africani che si ottiene dal fiore di ibisco e che a Shonibare ricorda la sua infanzia.

Nella foto, un’immmagine del nuovo ristorante Gallery progettato da Shonibare e Mahdavi.

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