Digitalizzata l'illustrazione della Divina Commedia più grande di sempre


Digitalizzata la più grande illustrazione di sempre della Divina Commedia realizzata da Enrico Mazzone su un unico foglio di 97 x 4 metri.

Tra il 6 e il 7 febbraio sarà compiuta la digitalizzazione completa di Rubedo, la titanica impresa dell’artista torinese Enrico Mazzone che ha realizzato la più grande illustrazione di sempre della Divina Commedia di Dante Alighieri su un unico foglio di 97 metri per 4. Un’impresa iniziata nel 2015 in Finlandia e che si è conclusa a Ravenna presso il piano rialzato del Mercato Coperto, grazie all’ospitalità di Beatrice Bassi e Leonardo Spadoni: un grande omaggio a Dante nel settecentesimo anniversario della sua scomparsa. La digitalizzazione è stata commissionata dall’assessorato al Turismo del Comune di Ravenna e dal Laboratorio Aperto di Ravenna, a cura dell’associazione di promozione sociale Cultural Heritage 360. 

Il team Cultural Heritage 360 di Ravenna, associazione nata con lo scopo di valorizzare il patrimonio artistico e offrire a giovani laureati e professionisti dei beni culturali la possibilità di mettere a frutto le proprie competenze su progetti di interesse pubblico, realizzerà una digitalizzazione dell’opera in alta risoluzione, utilizzando le tecnologie al servizio del digital heritage

“È stato per noi un piacere accogliere Enrico a Ravenna per completare la sua opera” ha dichiarato l’assessore al Turismo Giacomo Costantini. “Diverse volte ho avuto l’opportunità di confrontarmi con lui e proprio dalle problematiche dell’installazione di un’opera così mastodontica e complessa ho proposto all’artista la possibilità di digitalizzarla. Da questo spunto è nata l’opportunità di coinvolgere la realtà Cultural Heritage 360 selezionata grazie al lavoro svolto dal Laboratorio Aperto di Ravenna. Quest’iniziativa facilita la fruizione dell’opera, anche con tecniche innovative, in un successivo momento”. 

Un’opera compiuta in cinque anni di intenso lavoro, con migliaia di matite, un po’ di follia e molta creatività: Mazzone ha utilizzato la tecnica puntinata simulando la tecnica litografica d’incisione. Rubedo è il compimento finale di Un percorso con Dante

Il disegno è nato ed è stato concepito a Rauma, in Finlandia e in alcuni viaggi di escursione in Islanda e Groenlandia. La cartiera locale UPM, tramite Petteri Halonen e Katarina Valtonen ha donato a Enrico Mazzone nel 2015 una bobina di carta delle dimensioni di 97 x 4 metri. L’assessore alla Cultura locale Risto Kupari e la promotrice del collettivo Artistico Raumars OY Hannele Kolsio hanno sostenuto il progetto fino al 2020. L’artista ha avuto un grande successo artistico sul territorio finlandese, dove ha esposto in oltre settanta mostre e collaborato con biblioteche e licei, e anche con la Società Dante Alighieri e l’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki.

“La vita a volte riserva sorprese in piccoli attimi, l’importante è farsi trovare aperti e disponibili” ha commentato Beatrice Bassi del Mercato Coperto di Ravenna. “Così è capitato in una giornata di giugno, in una spettacolare Roma ancora deserta, dove io e il mio compagno, Leonardo Spadoni, abbiamo incontrato Vittorio Sgarbi dopo aver visitato la mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale. Vittorio, che sa di poter contare sulla passione di Leonardo e mia per l’arte e per il bello, ci cercava proprio per chiederci una mano nel sostenere questo giovane artista, che lui chiama scherzosamente “Caravaggio”, per via della folta e indomabile capigliatura. Ad Enrico mancavano gli ultimi 30 metri per completare un’opera immensa e il destino della conclusione dell’opera, come il sogno del suo artista, non poteva essere altro che a Ravenna. Così Vittorio ci ha chiesto se avessimo un luogo adatto ad ospitarlo per completare gli ultimi 30 metri del disegno e anziché pensare a un luogo chiuso, il mio pensiero è andato subito a questo piano del Mercato Coperto. Questo è un luogo inclusivo, uno spazio di aggregazione culturale e di vita e portare quest’opera qui ha significato per me renderla fruibile alla città e consentire ai visitatori di interagire ‘contaminandosi d’arte e di passione’. Così è stato. L’opera, l’artista e la trasformazione di questo piano in un atelier d’arte hanno attirato l’attenzione di media e istituzioni, ma anche di studenti, visitatori e appassionati. Ed è stato davvero fantastico vivere l’emozione di questo percorso e vederla ogni giorno negli occhi di Enrico. Questa digitalizzazione, per la quale ringrazio sentitamente l’Amministrazione comunale, rappresenta un ulteriore passo verso una più ampia fruizione. Un titanico disegno, così materico e di antica tecnica, si arricchisce di elementi di assoluta modernità, grazie alle competenze tecnologiche di giovani talenti, creando una commistione perfetta tra antico e contemporaneo. Continueremo a sostenere Enrico, l’arte, la cultura e la sua opera”.

Nell’immagine, Enrico Mazzone. Ph. Credit Simon Bergman

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