Un’importante acquisizione rafforza la collezione del The Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, Stati Uniti, che si è aggiudicato quella che viene descritta come la più grande opera di Salvador Dalí (Figueres, 1904 – 1989) durante l’asta surrealista dello scorso 26 marzo organizzata da Bonhams a Parigi. Il lotto di punta della vendita, Bacchanale, realizzato nel 1939 e proveniente da un’importante collezione privata, è stato battuto il 26 marzo per 254.400 euro presso la sede Bonhams Cornette de Saint Cyr.
A catalizzare l’attenzione è stato tuttavia Bacchanale, considerato, come detto, il più grande lavoro mai realizzato da Dalí: fu eseguito, in particolare, per la Metropolitan Opera di New York. L’opera nasce come scenografia teatrale ed è composta da tredici tele, configurandosi come una costruzione monumentale, un lavoro complesso che unisce pittura, scenografia e visione performativa, riflettendo l’idea di “opera totale” perseguita dall’artista catalano.
Dalí la definì il suo primo “balletto paranoico-critico”, un’opera in cui riversò tutte le sue idee su un’opera d’arte totale: scrisse il libretto e disegnò la scenografia e i costumi. La prima ebbe luogo il 9 novembre 1939 alla Metropolitan Opera. Alla realizzazione del balletto collaborarono figure chiave della scena internazionale: Léonide Massine, coreografa e direttrice dei Ballets Russes de Monte Carlo, e Coco Chanel, che disegnò parte dei costumi e degli accessori. La partitura era un adattamento dell’ouverture del Tannhäuser di Wagner. Dalí creò il bozzetto tra marzo e maggio del 1939, e la scenografia fu meticolosamente realizzata tra la fine di maggio e agosto del 1939 nell’atelier dei Ballets Russes di Monte Carlo, sotto la direzione di Alexandre Schervachidze. L’artista supervisionò personalmente i dettagli principali del sipario finale e dello sfondo, incorporando elementi fantasiosi come una donna sdraiata senza volto, un motivo presente anche nel suo dipinto del 1939 L’Énigme sans fin. Nonostante le complicazioni derivanti dal conflitto europeo (Dalí non poté partecipare e Chanel si rifiutò di inviare le sue opere) la prima fu un successo.
Bacchanale è una costruzione monumentale: 13 grandi pannelli con uno sfondo e quattro serie di tele, per una superficie totale di oltre 20 per 30 metri, che la rende l’opera più grande dipinta da Dalí, realizzata con tele dipinte con una precisione quasi fotografica e con elementi tridimensionali. Il motivo centrale è il Monte di Venere, sovrapposto a un grande cigno, simbolo di peccato e desiderio, originariamente costruito su una struttura lignea ora perduta. L’artista non si limitò alla scenografia, ma curò anche il libretto, oltre a ideare costumi e impianto visivo complessivo.
Nonostante le difficoltà legate al contesto storico europeo, ormai segnato dall’avvicinarsi del conflitto, e l’assenza dello stesso Dalí alla prima, il debutto dello spettacolo, avvenuto il 9 novembre 1939 alla Metropolitan Opera, si rivelò un successo. Coco Chanel, inoltre, rifiutò di inviare i costumi previsti, aggiungendo un ulteriore elemento di complessità alla produzione.
Secondo Emilie Millon, International Director del dipartimento Impressionist & Modern Art di Bonhams, Bacchanale rappresenta una scenografia eccezionale per storia e complessità, capace di affascinare il pubblico da quasi novant’anni. La vendita al Dalí Museum, dopo l’esposizione dell’opera negli spazi parigini della casa d’aste, conferma il valore storico e artistico del lavoro.
Anche il direttore esecutivo del museo, Hank Hine, ha sottolineato come l’acquisizione rafforzi l’impegno dell’istituzione nel preservare e valorizzare l’eredità di Dalí attraverso mostre dinamiche e curate. L’opera, per le sue dimensioni e la sua natura immersiva, consentirà di ampliare le modalità di fruizione del pubblico, offrendo una nuova prospettiva sulla produzione dell’artista.
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