Gli Uffizi prestano alcune sculture antiche al Vinitaly


Sei opere provenienti da Palazzo Pitti e Gallerie degli Uffizi in mostra a Verona per Vinitaly 2026. Dopo il Bacco di Caravaggio nel 2023, questa volta da Firenze partono sculture antiche.

Sei sculture antiche dedicate al mito di Bacco approdano a Verona in occasione di Vinitaly 2026. Le opere, provenienti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi e di Palazzo Pitti, sono state trasferite grazie al contributo di Generali Italia e inserite in un percorso che intende valorizzare la viticoltura italiana attraverso un dialogo tra antico e contemporaneo. Dagli Uffizi arrivano il gruppo statuario di Bacco e Satiro, quello di Bacco e Ampelo, la Ninfa con pantera e le statue di Bacco e di Hora. A questi si aggiunge, da Palazzo Pitti, una statua di Bacco di epoca romana. Si tratta di opere che affondano le loro radici nelle collezioni medicee. Non è la prima volta che le Gallerie mandano opere alla fiera del vino: era già accaduto nel 2023, quando sollevò molte polemiche il prestito del Bacco di Caravaggio a Vinitaly.

Il percorso tra le sculture antiche accompagna i visitatori in un... percoeso attraverso 22 vitigni rappresentativi del territorio nazionale, dal Nebbiolo del Piemonte al Primitivo della Puglia, dal Nero d’Avola della Sicilia al Friulano del Friuli, passando per varietà emblematiche del Centro Italia come il Sagrantino umbro e il Montepulciano abruzzese. E mentre osserveranno le sculture, i visitatori, guidati da tre sommelier della Federazione italiana sommelier, possono avvicinarsi alle caratteristiche dei vitigni attraverso un percorso olfattivo.

Nel corso dell’inaugurazione, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha voluto sottolineare il valore simbolico dell’iniziativa. “Mi rende particolarmente fiero che, in questa edizione del Vinitaly, per iniziativa del Ministero della Cultura, vengano esposte alcune opere che richiamano il valore ancestrale del vino nella cultura mediterranea”, ha detto. “Sei capolavori in marmo, in gran parte romani, provenienti da Palazzo Pitti e Uffizi, legati al mito di Dioniso e al suo corteo simbolico di ebbrezza, slancio creativo e liberazione sensuale. Sono numi tutelari che evocano la dimensione comunitaria e rituale del vino. In esso si riflette la magnificenza del nostro paesaggio, la sapienza delle filiere artigianali e la solidità dell’industria nazionale, componenti di un mosaico che suscita incondizionata ammirazione”.

Pierino da Vinci, Dioniso e Ampelo (1548-1550 circa; marmo di Carrara, altezza 155 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)
Pierino da Vinci, Dioniso e Ampelo (1548-1550 circa; marmo di Carrara, altezza 155 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)

“Ancora una volta”, ha poi aggiunto, “l’Italia è caput mundi dell’enogastronomia e delle eccellenze vitivinicole italiane. Le straordinarie opere che esporremo sono tracce vive di una civiltà in cui il vino, già nell’antichità, era linguaggio di relazione, espressione di un principio alto di convivialità. Il vino continua, oggi come allora, a incarnare una forma intima e profonda di riconoscimento: è racconto, identità, memoria condivisa. Attraverso di esso parte della cultura italiana si narra a sé stessa e si offre al mondo, con quella naturale eleganza che unisce arte, bellezza, storia e senso della comunità”,

Secondo il ministro, il progetto testimonia anche la necessità di una collaborazione tra istituzioni, mondo imprenditoriale e società per promuovere efficacemente la filiera del vino e delle produzioni italiane a livello internazionale. Nel suo intervento allo stand ENIT, insieme al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, Giuli ha evidenziato anche il rapporto tra cultura e turismo.

L’obiettivo, ha spiegato, è rafforzare ulteriormente la sinergia tra i diversi ambiti istituzionali, consolidando un modello che integri cultura, turismo ed enogastronomia. In questo contesto, eventi come Vinitaly assumono un ruolo strategico, diventando piattaforme in cui si incontrano promozione economica e valorizzazione culturale. La presenza delle statue di Bacco a Verona dovrebbe rappresentare un esempio concreto di questa integrazione. Questa volta la trasferta delle opere degli Uffizi al Vinitaly sembra non aver sollevato grandi perplessità, come era accaduto quando a Verona fu spedito Caravaggio. Ma forse è perché pochi finora se ne sono accorti...




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