Venezia, restaurato l’ex Convento delle Terese: nuovo polo sostenibile dello Iuav


Inaugurato il restauro dell’ex Convento di Santa Teresa a Venezia. Il progetto unisce tutela storica e innovazione energetica, trasformando il complesso in uno spazio accademico sostenibile e integrato nel campus dell’Università Iuav.

È stato inaugurato oggi a Venezia il restauro e adeguamento funzionale dell’ex Convento di Santa Teresa, noto come il complesso delle Terese, alla presenza del rettore dell’Università Iuav di Venezia, Benno Albrecht, dell’assessora regionale all’istruzione Valeria Mantovan, dell’eurodeputata Elena Donazzan, del sindaco Luigi Brugnaro e di Renato Brunetta, presidente del CNEL e della Venice Sustainability Foundation, oltre che già docente dello Iuav. L’intervento, promosso dall’Università Iuav di Venezia, rappresenta un esempio significativo di integrazione tra tutela del patrimonio storico-architettonico e applicazione di tecnologie avanzate per la sostenibilità ambientale. Il progetto ha trasformato un edificio di grande valore storico in un’infrastruttura contemporanea inserita in un sistema energetico di campus e progettata per ridurre l’impatto ambientale.

Il complesso, parte integrante della storia urbana veneziana, è stato oggetto di un intervento che ha coniugato conservazione e innovazione, con particolare attenzione alla transizione energetica. L’obiettivo è stato quello di preservare l’identità storica e materica dell’edificio, intervenendo con soluzioni compatibili con le preesistenze architettoniche, e al tempo stesso introdurre sistemi impiantistici avanzati capaci di migliorare le prestazioni energetiche e il comfort degli spazi.

L’edificio restaurato, che si estende su una superficie complessiva di 9.071 metri quadrati, ospita oggi 75 studioli destinati a 184 docenti, otto aule per attività didattiche e laboratoriali e 100 postazioni per studenti e studentesse. La riqualificazione ha dunque rafforzato l’offerta accademica dell’ateneo, ampliando gli spazi dedicati alla didattica e alla ricerca.

Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia

Dal punto di vista tecnico, l’intervento ha previsto il completo rinnovamento degli impianti elettrici, la sostituzione dei corpi illuminanti con sistemi a tecnologia LED ad alta efficienza e l’introduzione di soluzioni avanzate per la climatizzazione e la gestione intelligente dell’energia. L’ex Convento delle Terese è stato inoltre integrato in un sistema energetico di campus che comprende anche il Cotonificio veneziano e i Magazzini 6 e 7, contribuendo a una riorganizzazione complessiva delle infrastrutture energetiche.

In questo contesto, sono state installate pompe di calore ad alta efficienza, realizzato un campo geotermico e sviluppata una rete di teleraffreddamento affiancata a quella di teleriscaldamento già esistente. Il sistema consente la fornitura simultanea di energia termica e frigorifera, migliorando la flessibilità gestionale e ottimizzando i consumi. Le soluzioni adottate permettono una riduzione significativa delle emissioni di anidride carbonica e dei consumi energetici legati alla climatizzazione, con benefici anche sul piano del comfort termo-igrometrico e della qualità ambientale interna.

Un elemento centrale del progetto è rappresentato dal Building Management System, che consente il controllo integrato e centralizzato delle infrastrutture tecnologiche. Attraverso il monitoraggio continuo delle prestazioni e l’analisi in tempo reale dei consumi, il sistema permette di ottimizzare i parametri di esercizio, configurando l’edificio come un sistema energetico intelligente in grado di garantire efficienza e miglioramento continuo.

Particolare rilevanza assume il campo geotermico, che sfrutta l’energia rinnovabile del sottosuolo per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti. Il sistema, a circuito chiuso e privo di combustione in loco, consente di ottenere livelli molto contenuti di emissioni, garantendo al contempo stabilità, affidabilità e un ridotto impatto acustico. L’integrazione della geotermia con le altre tecnologie rappresenta una scelta strategica per ridurre la dipendenza da fonti fossili e contenere i costi energetici nel lungo periodo.

Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia
Il complesso delle Terese di Venezia dopo il restauro. Foto: Università Iuav di Venezia

Il progetto non si esaurisce con l’intervento appena concluso. È già stato avviato un percorso per la riqualificazione e la valorizzazione della chiesa delle Terese, parte integrante del complesso. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Venezia, l’Università Iuav, la Fondazione di Venezia per la Ricerca sulla Pace e la Diocesi Patriarcato di Venezia, con l’obiettivo di destinare gli spazi a un progetto accademico e culturale dedicato ai temi della pace, della ricostruzione e della rigenerazione dei territori colpiti da conflitti.

Il restauro si inserisce in una storia lunga e articolata. Il convento di Santa Teresa fu costruito nella seconda metà del Seicento nel sestiere di Dorsoduro, di fronte alla chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, su progetto dell’architetto Andrea Cominelli per ospitare una comunità di Carmelitane scalze, note come Terese. Il complesso si sviluppa attorno a un grande chiostro con portici e logge ad arcate, secondo la tipica struttura conventuale dell’epoca. La chiesa annessa, consacrata nel 1688, conserva decorazioni barocche e opere pittoriche coeve. Dopo la soppressione del convento nel 1810, gli spazi furono progressivamente riutilizzati con funzioni diverse, tra cui orfanotrofio e dormitorio per persone senza fissa dimora, adattandosi alle esigenze della città pur mantenendo parte della propria identità originaria. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, l’edificio era già stato oggetto di un primo intervento di restauro promosso dallo Iuav, finalizzato a ospitare attività di didattica e ricerca. L’intervento inaugurato oggi rappresenta un ulteriore passo in questo percorso di valorizzazione, che aggiorna il complesso alle esigenze contemporanee e alle sfide della sostenibilità.




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