Perugia celebra Raffaello con tre grandi mostre e iniziative diffuse in tutta la città


Anche Perugia celebra il cinquecentesimo anniversario della scomparsa di Raffaello: in programma tre grandi mostre e tante iniziative in città.

Perugia celebra il cinquecentenario della scomparsa di Raffaello con tre grandi mostre, a cui si aggiungono laboratori, convegni, conferenze e numerosi eventi che coinvolgono le più importanti istituzioni del territorio. Tutto ciò rientra nell’iniziativa Perugia celebra Raffaello, che intende essere un percorso diffuso in città, e nel più ampio programma di celebrazioni Raffaello in Umbria

Le iniziative della città di Perugia rispecchiano “una duplice volontà”, come ha affermato Leonardo Varasano, Assessore alla Cultura del Comune di Perugia, durante la presentazione del progetto, “realizzare appuntamenti espositivi e costruire un percorso diffuso in città che funga da collettore di varie iniziative, di modo che il visitatore possa avere una visione ampia e capillare di Perugia”, poiché “non potevamo non rendere omaggio a Raffaello che a Perugia è legato per questioni biografiche e per produzione artistica”.
Per l’occasione è stato anche realizzato un logo da Fabrizio Fabbri, partendo da un’approfondita analisi iconografica raffaellesca sulle opere del periodo perugino.  

La prima delle tre grandi mostre in programma sarà Raffaello in Umbria e la sua eredità, che sarà visitabile dall’8 aprile 2020 presso Palazzo Baldeschi al Corso, organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. Cristina Colaiacovo, presidente della Fondazione CariPerugia Arte, ha sottolineato come, grazie alla collaborazione con l’Accademia, sia stato possibile progettare un percorso espositivo originale che coniuga una parte multimediale, con immagini immersive, e una parte espositiva. “La nostra mostra è tra quelle che hanno ottenuto il riconoscimento del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello” ha aggiunto.

La sezione multimediale, curata da Francesco Federico Mancini, intende ricostruire l’universo pittorico di Raffaello, con immagini e voce narrante, in particolare legato alla sua attività umbra, tra il 1500 e il 1504-1505. Ci si concentrerà anche su materiali archivistici che trattano del rapporto tra Raffaello e l’Umbria, in mostra grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche e dell’Archivio di Stato di Perugia. 

La seconda sezione, dal titolo L’Accademia di Belle Arti di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento, è organizzata dalla Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” e curata da Alessandra Migliorati e Stefania Petrillo dell’Università degli Studi di Perugia, da Saverio Ricci della Soprintendenza de L’Aquila, con il coordinamento di Giovanni Manuali. "La mostra pone in luce come Perugia, insieme a Roma, grazie alla presenza di Tommaso Minardi che dell’Accademia fu direttore, sia stata un vero epicentro, un laboratorio del Purismo, il gusto che si diffonde nella produzione di dipinti sacri e nella grande decorazione anche profana. Per tutto l’Ottocento, l’Accademia di Perugia è un vivaio di talentuosi pittori che interpretano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti, attualizzandone modelli e stile. Come conferma l’accurata ricerca condotta per questa occasione, che presenterà molte opere inedite, davvero feconda è l’attività degli artisti che si formano a Perugia e che diventano perfetti interpreti del gusto neo-rinascimentale, molto apprezzato anche dal collezionismo e dal mercato internazionali” ha dichiarato il presidente dell’Accademia, Mario Rampini

Per il mese di giugno è invece prevista l’apertura della mostra Fortuna e mito di Raffaello in Umbria, a cura di Francesco Federico Mancini, promossa dal Comune di Perugia, e allestita presso il Museo civico di Palazzo della Penna. L’esposizione ripercorrerà la fortuna e il mito di Raffaello attraverso dipinti, incisioni, disegni, ceramiche e vetri dipinti, dal Cinquecento al Novecento. Saranno in mostra anche testimonianze letterarie e di storia della critica. 

La terza rassegna, dal titolo La fortuna della Pala Baglioni di Raffaello  nelle copie perugine, si aprirà al 3 ottobre e sarà visitabile fino al 10 gennaio 2021: si terrà alla Galleria Nazionale dell’Umbria e sarà dedicata alla fortuna dell’opera più significativa realizzata da Raffaello per Perugia, ovvero la pala del 1507 eseguita per la cappella della famiglia Baglioni in San Francesco al Prato. La mostra sarà a cura di Marco Pierini e di Veruska Picchiarelli

Per approfondire la figura di Raffaello, l’Università di Perugia ha organizzato una serie di incontri di carattere scientifico a Perugia e della regione. Saranno inoltre programmati eventi per permettano al pubblico di confrontarsi con dimostrazioni di studi non invasivi delle opere d’arte. E un ciclo di conferenze, curato da Michele Dantini e promosso dall’Università per Stranieri di Perugia, illustrerà la fortuna otto-novecentesca di Raffaello attraverso artisti, scrittori e storici dell’arte di grande fama.

Oltre alle tre mostre, il programma comprende quindi anche iniziative dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Università per Stranieri, della Fondazione POST – Perugia Officina per la Scienza e la Tecnologia e della Fondazione Orintia Carletti Bonucci.

A vario titolo apporteranno un importante contributo la Soprintendenza Archeologica, di Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche, l’Archivio di Stato di Perugia, il Museo del Capitolo della Cattedrale di Perugia, il Nobile Collegio del Cambio, il Nobile Collegio della Mercanzia, l’Arcidiocesi di Perugia Città della Pieve, il Museo degli Strumenti Musicali Antichi. Quest’ultimo proporrà l’esposizione di alcune xilografie, stampe e manoscritti inerenti la musica al tempo del pittore, un’integrazione della propria collezione con strumenti ricostruiti dall’iconografia del primo Cinquecento e un percorso multimediale sulla prassi esecutiva e sulla liuteria coeva all’artista.

Nell’immagine, l’affresco di Raffaello realizzato nella Cappella di San Severo

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