Segnacoli, l'installazione di Alberto Timossi sul Kothon dell'isola di Mozia


Il 24 agosto 2019, alle ore 17, verrà inaugurata presso il Kothon dell’Isola di Mozia l’installazione Segnacoli di Alberto Timossi (Napoli, 1965), a cura di Lorenzo Nigro e Giuseppe Capparelli.

L’evento è realizzato in collaborazione con la Fondazione Whitaker di Palermo, con Sapienza Università di Roma – Missione archeologica a Mozia, Soprintendenza Regionale BBCCAA di Trapani, e si avvale del patrocinio del Comune di Marsala, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trapani e della Fondazione Orestiadi. 

Alberto Timossi, artista da tempo impegnato nella realizzazione di interventi di arte ambientale, installerà nel Kothon un’opera temporanea site specific con l’intento di instaurare un dialogo con questo luogo dall’inequivocabile valenza storica e religiosa e di evidenziarne le singolarità legate a riti e costumi dell’antichità di civiltà ormai scomparse.

Mozia è una piccola isola del Mediterraneo poco distante dalla costa occidentale siciliana ed è nota per la sua posizione centrale nelle rotte commerciali; nella parte meridionale dell’isola si trova uno stagno d’acqua dolce che ha catalizzato su di sé l’interesse di Fenici, Greci e Romani. Nel corso dei secoli è stato considerato il centro di un’area sacra, uno specchio per osservare la volta celeste, un bacino lustrale con al centro una grande statua in pietra e una salina nei tempi più recenti.

Questo stagno è stato esplorato completamente dalla missione archeologica della Sapienza che ne ha anche indagato le connessioni spaziali, strutturali ed idrauliche con i vicini templi del dio Baal, della dea Astarte e delle Acque sacre, rinvenuti negli ultimi quindici anni. Lungo il muro di pietra gli archeologi hanno anche scoperto numerosi segnacoli, costituiti prevalentemente da pietre di fiume condotte sull’isola dalla terraferma, disposti sul terreno per segnalare luoghi di interesse.

L’installazione Segnacoli rimanda a questi ultimi: l’opera è costituita da ventisei elementi verticali rossi in PVC (il numero 26 rappresenta metaforicamente la distanza temporale in secoli dalla fondazione del Kothon ad oggi) ed emerge dalla superficie dell’acqua. Segnacoli sarà collocata sul percorso stabilito dall’acqua per sottolineare la fusione con l’acqua salata proveniente dal mare, e inoltre, nella fase installativa, i singoli elementi saranno posizionati seguendo la configurazione delle attuali costellazioni che si riflettono nell’acqua.

Nell’immagine, il Kothon dell’Isola di Mozia

Segnacoli, l'installazione di Alberto Timossi sul Kothon dell'isola di Mozia
Segnacoli, l'installazione di Alberto Timossi sul Kothon dell'isola di Mozia

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