TEFAF Maastricht 2026 parte con vendite importanti: ecco alcuni dei maggiori acquisti


I primi giorni di TEFAF Maastricht 2026 confermano la centralità della fiera nel mercato globale dell’arte. Collezionisti e musei da tutto il mondo hanno animato le preview con acquisizioni significative, mentre visitatori e istituzioni registrano una crescita rispetto allo scorso anno.

I primi giorni di TEFAF Maastricht 2026 hanno confermato il ruolo centrale della fiera come uno dei principali mercati globali per arte, antiquariato e design. L’edizione di quest’anno, ospitata come di consueto al MECC Maastricht nella città di Maastricht, si è aperta con un clima di forte interesse da parte dei collezionisti internazionali. Le gallerie presenti in tutte le sezioni della manifestazione hanno portato oggetti caratterizzati da grande qualità (qui una selezione di quello che hanno portato i galleristi italiani), coprendo millenni di storia dell’arte e rispecchiando gli standard di selezione e di ricerca scientifica che da sempre contraddistinguono la fiera. L’offerta ha spaziato dall’arte antica ai dipinti degli Old Masters, dall’arte moderna e contemporanea fino al design e alle opere su carta, con una selezione che ha attirato fin dai primi giorni importanti collezionisti privati, istituzioni museali e fondazioni internazionali.

Nonostante un contesto globale segnato da incertezze economiche e geopolitiche, il mercato dell’arte ai livelli più alti ha dimostrato un certo movimento: oggi non si acquista più di impulso, i collezionisti sono sempre più riflessivi, ma ciò non toglie che fin dall’inizio della fiera ci siano state molte vendite interessanti. I resoconti delle giornate di preview riservate ai collezionisti indicano infatti un mercato dinamico, con diverse acquisizioni significative già nelle prime ore di apertura. Anche l’affluenza del pubblico ha registrato una crescita sensibile: nei primi due giorni il numero dei visitatori è aumentato di oltre il 5% rispetto all’edizione precedente. Ancora più significativo è stato l’incremento della presenza istituzionale. La rappresentanza museale e delle organizzazioni culturali è cresciuta di oltre il dieci per cento, con circa 450 istituzioni presenti attraverso direttori, curatori e gruppi di patroni. Un dato che conferma il ruolo della fiera non solo come piattaforma commerciale, ma anche come punto di incontro fondamentale per il mondo della ricerca, della conservazione e delle collezioni pubbliche.

A sottolineare il clima positivo della manifestazione è stato anche il commento di Boris Vervoordt, intervenuto a nome del comitato esecutivo di TEFAF. “Quello che stiamo osservando a Maastricht questa settimana”, ha detto, “è un potente promemoria del fatto che l’appetito per le grandi opere d’arte continua a crescere. Gli espositori di TEFAF hanno radunato una concentrazione straordinaria di qualità e rigore scientifico, e i collezionisti hanno risposto immediatamente. Le acquisizioni avvenute sin dalle prime ore di apertura confermano che, anche in tempi incerti, i collezionisti restano profondamente impegnati nell’acquisizione di opere veramente eccezionali”.

Le prime transazioni registrate nei diversi settori della fiera confermano questa tendenza. Nel campo della pittura, ha fatto molto parlare la galleria americana Gallery 19C, che ha venduto il dipinto L’homme est en mer (1887–1889) della pittrice francese Virginie Demont-Breton (Courrières, 1859 – Parigi, 1935) al Van Gogh Museum per una cifra tra 500.000 e 1 milione di euro. L’opera riveste un’importanza particolare per la collezione del museo, poiché Vincent van Gogh conosceva questa composizione attraverso una stampa e ne realizzò una copia dipinta nel 1889. L’acquisizione rappresenta inoltre una prima nazionale: è infatti la prima opera di Demont-Breton a entrare in una collezione pubblica nei Paesi Bassi.

Virginie Demont-Breton, L'homme est en mer (1889; olio su tela, 160 x 134 cm)
Virginie Demont-Breton, L’homme est en mer (1889; olio su tela, 160 x 134 cm)

La storica galleria londinese Agnews ha invece venduto il dipinto del 1654 Uomo con cappello rosso piumato di Willem Drost (Amsterdam, 1633 – 1659) alla Leiden Collection, una delle più importanti raccolte private al mondo dedicate alle opere di Rembrandt van Rijn e della sua scuola. Importanti vendite sono state segnalate anche dallo stand della galleria Colnaghi, che ha collocato quattro opere di rilievo. Tra queste figura un Ritratto di gentiluomo di Tintoretto (Jacopo Robusti; Venezia, 1518 – 1594) acquistato da una collezione privata americana e il Ritratto di Isabella Runi con dama di compagnia di Lavinia Fontana (Bologna, 1552 – Roma, 1614) destinato a una collezione asiatica. Alla stessa tornata di vendite appartengono anche Studio della testa di un ebreo di Julius Hübner, acquisito da una collezione statunitense, e il Ritratto di un monaco carmelitano di Alonso Cano (Granada, 1601 – 1667) venduto a un collezionista europeo.

Tra gli altri risultati registrati nei primi giorni, la galleria olandese Bijl-Van Urk Masterpaintings ha venduto diverse opere con prezzi compresi tra 100.000 euro e un milione di euro. Tra queste spiccano una natura morta di Willem Claeszoon Heda (Haarlem, 1594 – 1680), acquistata da un collezionista privato dell’Europa meridionale, e un dipinto a tema marittimo di Jan Porcellis (Gand, 1580 circa – Zoeterwoude, 1632) entrata nella Kremer Collection. La galleria spagnola Caylus ha collocato Gypsy in Blue di Isidro Nonell (Barcellona, 1872 – 1911) e l’Apparizione della Madonna col Bambino di Mateo Cerezo (Burgos, 1637 – Madrid, 1666) a istituzioni culturali. Tra le altre vendite figurano il Crocifisso di Josefa Sánchez (attiva in Castiglia dal 1639 al 1649) e Una veduta delle “Delicias Cubanas” del conte di Yumuri di Luis Antonio Fenech (1816 – ?), venduti rispettivamente per 65.000 e 45.000 euro.

Lo stand di Christopher Bishop Fine Art ha registrato una partenza particolarmente dinamica con la vendita della serie Fashion Illustrations del 1960-1961 di Pierre Balmain (Saint-Jean-de-Maurienne, 1914 – Parigi, 1982) per il grande magazzino newyorkese Bergdorf Goodman, oltre al ritratto di Marie Mélanie d’Hervilly Gohier Hahnemann realizzato da Guillaume Guillon-Lethière. Tra le gallerie italiane, Caretto & Occhinegro ha venduto il proprio pezzo di punta, la Pentecoste di Jean Cousin il Vecchio (Sens, 1490 – Parigi, 1560) a una collezione privata, e la Cattura di Cristo di Pieter Coecke van Aelst (Aalst, 1502 – Bruxelles, 1550) con un prezzo richiesto intorno ai 250.000 euro. Tra gli italiani si distingue anche Antonacci Lapiccirella Fine Art che ha segnalato risultati importanti, tra cui la vendita di due dipinti di Gustaf Fjæstad (Stoccolma, 1868 – Arvika, 1948) nell’ambito del focus Swedish Lights, acquisiti da una grande collezione europea e da una fondazione canadese per cifre a sei zeri. Tra le altre operazioni figura uno schizzo a olio dell’artista svizzero Johann Jakob Frey (Basilea, 1813 – Frascati, 1865) venduto a un museo statunitense e il Ghiacciaio del 1896 di Angelo Morbelli (Alessandria, 1853 – Milano, 1919) acquistato da un collezionista europeo.

Pieter Coecke van Aelst, Cattura di Cristo (1535 circa; olio su tavola, 49 x 39,5 cm)
Pieter Coecke van Aelst, Cattura di Cristo (1535 circa; olio su tavola, 49 x 39,5 cm)
Gustav Fjaestad, La neve bianca e polverosa luccica alla luce del sole (1913; olio su tela, 97 x 150 cm)
Gustav Fjaestad, La neve bianca e polverosa luccica alla luce del sole (1913; olio su tela, 97 x 150 cm)

Sempre nel settore antiquario, la galleria tedesca Dr. Jörn Günther Rare Books ha venduto diversi manoscritti di grande valore, tra cui il celebre e raro Liechtenstein Tacuinum Sanitatis per ben 5 milioni di franchi svizzeri. Un’altra vendita di rilievo è stata quella del cosiddetto Vaso di Nerone, un oggetto del I secolo d.C. proveniente dalla residenza imperiale Domus Transitoria, collocato dalla galleria Stuart Lochhead Sculpture presso un museo statunitense per circa 1,8 milioni di sterline. E sempre parlando di sculture, David Aaron ha venduto uno dei pezzi forti della fiera, la Stele di Medea, a uno dei principali musei statunitensi lo stesso giorno d’apertura, prezzo di listino 450.000 sterline, mentre Bowman Sculpture ha venduto due opere di Massimiliano Pelletti (Pietrasanta, 1975) a collezionisti americani e austriaci per 100.000 e 50.000 sterline. La galleria Koopman Rare Art ha invece collocato un gruppo di tre coppe a doppio manico del XVII secolo per circa 180.000 euro e una coppia di fiasche in argento dorato realizzate da James Garrard (Stafford, 1749 – Bourbon, 1822) nel 1890 per circa 90.000 euro. La galleria londinese Charles Ede ha venduto oltre venti oggetti nei giorni di anteprima, con prezzi compresi tra 1.500 euro e cifre a sei zeri. Tra le vendite più rilevanti figurano frammenti di sarcofago delle Nereidi datati tra il 190 e il 200 d.C., acquistati nel XVIII secolo durante il Grand Tour a Roma da Thomas Coke, 1st Earl of Leicester ed esposti per secoli a Holkham Hall prima di entrare nel mercato.

Nel campo dell’arte moderna e contemporanea, la galleria olandese GRIMM, alla sua prima partecipazione alla fiera, ha registrato quattordici vendite di opere contemporanee create appositamente per l’evento, tra cui lavori di Angela Heisch, Michael Raedecker, Caroline Walker e Robert Zandvliet, con prezzi fino a 200.000 euro. La galleria tedesca Ludorff ha venduto sette opere nel primo giorno, tra cui Frühling di Max Pechstein (Zwickau, 1881 – Berlino, 1955) per 690.000 euro, un lavoro del 1985 di Gerhard Richter (Dresda, 1932) per 350.000 euro e Tawny Pink with Blue and Apple Green di Bridget Riley (Londra, 1931) per 250.000 euro. Per quel che riguarda il settore del design, la galleria Marc Heiremans ha venduto opere dei designer italiani Flavio Poli ed Ercole Barovier a collezionisti privati, mentre Galerie Van den Bruinhorst ha collocato lo Schröder Table di Gerrit Thomas Rietveld (Utrecht, 1888 – 1964) a un collezionista olandese.

Anche la sezione dedicata alle opere su carta ha registrato risultati significativi. La William Weston Gallery ha venduto Collage 1987 di Victor Vasarely (Pécs, 1906 – Parigi, 1997) e un Ritratto di Jacqueline del 1956 di Pablo Picasso (Malaga, 1881 – Mougins, 1973) per cifre medie a cinque zeri, mentre la galleria norvegese Galleri K ha collocato The Heart di Edvard Munch (Løten, 1863 – Oslo, 1944) un collezionista privato per circa 200.000 euro. Infine, la sezione Showcase, dedicata alle gallerie emergenti, ha confermato la volontà della fiera di sostenere nuove realtà del mercato. Il premio assegnato da JPMorgan Chase allo stand più interessante è andato alla Galerie Boquet per una selezione di opere della fotografa e artista Dora Maar.

Liechtenstein Tacuinum Sanitatis (Padova, 1450 circa; manoscritto in latino su pergamena, 68 fogli, 130 miniature a piena pagina, rilegatura ottocentesca, 160 x 170 mm)
Liechtenstein Tacuinum Sanitatis (Padova, 1450 circa; manoscritto in latino su pergamena, 68 fogli, 130 miniature a piena pagina, rilegatura ottocentesca, 160 x 170 mm)
Artista dell'Attica, Stele di Medea (375-350 a.C.; marmo, 65,5 x 57 cm)
Artista dell’Attica, Stele di Medea (375-350 a.C.; marmo, 65,5 x 57 cm)
Massimiliano Pelletti, Marte e Venere (onice, 66 x 62 x 36 cm)
Massimiliano Pelletti, Marte e Venere (onice, 66 x 62 x 36 cm)
Max Pechstein, Frühling (1918; olio su tela, 69 x 79 cm)
Max Pechstein, Frühling (1918; olio su tela, 69 x 79 cm)
Gerhard Richter, 7.3.85 (1985; olio, acquerello e grafite su carta, 238 x 165 mm)
Gerhard Richter, 7.3.85 (1985; olio, acquerello e grafite su carta, 238 x 165 mm)
Victor Vasarely, Collage 1987 (1987; tecnica mista su carta, 106,6 x 83,8 mm)
Victor Vasarely, Collage 1987 (1987; tecnica mista su carta, 106,6 x 83,8 mm)
Pablo Picasso, Ritratto di Jacqueline (dicembre 1956; litografia, 634 x 500 mm)
Pablo Picasso, Ritratto di Jacqueline (dicembre 1956; litografia, 634 x 500 mm)
Edvard Munch, The Heart (1898-1899; stampa su carta, 505 x 365 mm)
Edvard Munch, The Heart (1898-1899; stampa su carta, 505 x 365 mm)



Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte