A Milano una mostra sull'evoluzione creativa dello scultore faentino Carlo Zauli, a 100 anni dalla nascita


La Casa Museo Boschi Di Stefano a Milano accoglie, negli ambienti della Scuola di ceramica, una mostra dedicata allo scultore faentino Carlo Zauli, in occasione del centenario della sua nascita.

La Casa Museo Boschi Di Stefano a Milano accoglie, fino al 7 giugno 2026, negli ambienti della Scuola di ceramica, una mostra dedicata allo scultore faentino Carlo Zauli (Faenza, 1926 – 2002), in occasione del centenario della sua nascita. La Scuola rappresenta il contesto ideale per raccontare il rapporto tra la ricerca artistica di Zauli e la realtà milanese, a partire dagli anni Cinquanta del Novecento.

Il progetto espositivo Carlo Zauli 1926 – 2026. Tra Faenza e Milano, curato da Gaspare Luigi Marcone in collaborazione con il Museo Carlo Zauli di Faenza, intende approfondire le tappe principali dell’evoluzione creativa del poliedrico artista, scultore, ceramista e designer, dal confronto con le neoavanguardie fino al raggiungimento della piena maturità. Al centro della riflessione emerge il cosiddetto “bianco Zauli”, elemento distintivo della sua poetica. La mostra si presenta come un percorso raccolto e intimo, in sintonia con il carattere quasi domestico e laboratoriale degli spazi della Scuola.

Un momento chiave da cui prende avvio il racconto è il 1957, anno in cui Zauli entra in diretto contatto con l’ambiente artistico milanese. In quell’occasione partecipa alla XI Triennale di Milano e tiene una significativa mostra personale presso la Galleria Montenapoleone di Serena Perfetti, esponendo opere ceramiche rappresentative della sua fase di maturazione e di transizione verso nuove soluzioni tecniche e formali. Negli anni Cinquanta, la Galleria Montenapoleone è un punto di riferimento per l’arte contemporanea: ospitò importanti esposizioni, tra cui le collettive dei fratelli Pomodoro (1954), L’avanguardia. Picabia Sant’Elia Fontana Baj Manzoni (1958) e le personali di Mirko Basaldella (1957) e Bruno Munari (1958).

Carlo Zauli, Cubo Alato (1987; grès). Su gentile concessione dell'Archivio Museo Carlo Zauli
Carlo Zauli, Cubo Alato (1987; grès). Su gentile concessione dell’Archivio Museo Carlo Zauli
Carlo Zauli, Sfaldatura dorata (zolla) (1971; grès). Su gentile concessione dell'Archivio Museo Carlo Zauli
Carlo Zauli, Sfaldatura dorata (zolla) (1971; grès). Su gentile concessione dell’Archivio Museo Carlo Zauli
Carlo Zauli, Vaso sconvolto (1976; grès). Su gentile concessione dell'Archivio Museo Carlo Zauli
Carlo Zauli, Vaso sconvolto (1976; grès). Su gentile concessione dell’Archivio Museo Carlo Zauli

Alla fine del decennio, Milano visse una stagione particolarmente dinamica dal punto di vista culturale, caratterizzata dalla diffusione di nuove tendenze artistiche. Tra gli eventi più rilevanti si ricordano la mostra personale di Yves Klein, Proposte monocrome - Epoca blu, alla Galleria Apollinaire, e quella di Alberto Burri alla Galleria del Naviglio, entrambe del 1957. Negli stessi anni, Marieda Di Stefano fondò la propria Scuola di ceramica. Formata sotto la guida dello scultore Luigi Amigoni, Marieda sviluppa un forte interesse per la tradizione ceramica rinascimentale italiana, in particolare per le opere di Luca e Andrea Della Robbia, ai quali rende omaggio adottando lo pseudonimo “Andrea Da Robbio”. La sua produzione si concentra soprattutto su sculture in ceramica policroma, nelle quali emerge una notevole sensibilità nell’uso degli smalti. Sotto la sua direzione, la Scuola si configura fin dall’inizio come luogo di incontro, sperimentazione e esposizione, e la mostra dedicata a Zauli si inserisce in continuità con questa visione.

Zauli rielabora in chiave personale la tradizione della scuola ceramica faentina, che conosce profondamente grazie alla sua esperienza tra botteghe e musei della città, in particolare al MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche, ancora oggi punto di riferimento a livello internazionale. L’artista riprende la monocromia bianca tipica delle “faenze” rinascimentali e quella blu delle smaltature, aggiornandole attraverso il confronto con le innovazioni dell’ambiente milanese. Negli anni Settanta apre inoltre un atelier a Milano, nei pressi dell’Arco della Pace, senza però abbandonare il suo ampio studio di Faenza.

Il percorso della mostra segue alcune tappe fondamentali dello sviluppo creativo di Zauli: dai primi vasi di impostazione più tradizionale a quelli successivi, caratterizzati da forme “sconvolte”, fino alle serie delle “stele” e delle “zolle”. Negli spazi della Casa Museo, al secondo piano, l’opera Vaso sconvolto è posta in dialogo con le sculture di Lucio Fontana, artista che Zauli ha avuto modo di conoscere sia a Faenza sia a Milano.

Orari:
Da martedì a domenica dalle 10 alle 17.30. Ingresso gratuito.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraCarlo Zauli 1926 – 2026. Tra Faenza e Milano
CittàMilano
SedeCasa Museo Boschi Di Stefano
DateDal 13/03/2026 al 07/06/2026
ArtistiCarlo Zauli
CuratoriGaspare Luigi Marcone
TemiNovecento, Scultura



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