A Castel Sant’Angelo riaprono da oggi al pubblico le Sale Cambellotti (la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la Sala della Cavalleria), decorate da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 per accogliere le bandiere dei reggimenti disciolti dopo la prima guerra mondiale. La riapertura di questi ambienti, di grande valore storico e artistico, coincide con due importanti ricorrenze: il 150° anniversario della nascita dell’artista (1876–1960) e il centenario della realizzazione delle decorazioni, celebrate con una mostra.
Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, curata da Luca Mercuri, direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, con la collaborazione scientifica dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli, propone una nuova interpretazione del percorso artistico e formativo di Cambellotti. L’esposizione, visitabile fino al 6 settembre 2026, vuole mettere in relazione le volte dipinte delle sale con una selezione di opere provenienti dall’Archivio, tra sculture, tempere, disegni e manifesti, insieme ai tessili appartenuti all’artista, donati a Castel Sant’Angelo da Francesco Tetro e presentati al pubblico dopo un accurato restauro.
Nel 1940 Cambellotti si definì semplicemente “un autodidatta”. Figura centrale delle arti decorative italiane, sviluppò il proprio linguaggio attraverso un costante processo di assimilazione culturale: dalle ceramiche raccolte a Costantinopoli ai ricami in seta cinesi, fino ai motivi geometrici della moda parigina degli anni Venti. Senza aderire a movimenti o scuole specifiche, attraversò culture ed epoche differenti, trasformando storia e natura in un repertorio di forme essenziali - alberi, scudi, cavalli - ricorrenti in tutta la sua produzione.
Nelle sale di Castel Sant’Angelo questa visione raggiunge una sintesi compiuta: fronde, cavalli, vessilli, drappi e panoplie appartengono allo stesso universo visivo. Natura e guerra sono qui fuse in un unico sistema ornamentale.
Nella Sala delle Colonne, sotto la grande corona d’alloro dipinta a trompe-l’oeil, le opere dell’Archivio dialogano con le decorazioni della volta senza sovrapporsi, mentre i tessili, tra cui stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimoniano il lungo percorso di ricerca che ha alimentato il linguaggio dell’artista. Sono le tracce di una formazione costruita fuori dalle accademie, attraverso l’osservazione diretta del mondo e la sua continua trasformazione in forma. Il percorso espositivo è accompagnato da due composizioni sonore immersive. La prima nasce dall’incontro tra una texture elettroacustica ottenuta dal suono del violoncello eseguito in sautillé e componenti elettroniche astratte e armoniche. La seconda è invece costruita a partire da suoni naturali, quali bandiere mosse dal vento, galoppi, nitriti e sbuffi di cavalli, elaborati tramite riverberi spaziali che restituiscono la percezione di un ambiente ampio, lontano e sospeso nel tempo.
Tenendo conto delle caratteristiche architettoniche del monumento, che rendono alcuni ambienti non facilmente accessibili alle persone con difficoltà motorie, la mostra sarà accessibile anche tramite un virtual tour immersivo disponibile dai propri dispositivi. L’accessibilità rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. In collaborazione con Handy Systems Onlus, il percorso integra paesaggi sonori, riproduzioni tridimensionali di elementi decorativi e traslitterazioni in Braille dei contenuti, con l’obiettivo di offrire ai visitatori anche un’esperienza tattile e sonora. La mostra intende restituire l’immagine di Cambellotti come figura simbolica di un’Italia che costruisce la propria identità visiva attraverso il dialogo con culture differenti, la valorizzazione delle arti applicate e la continua tensione tra forma e significato. L’iniziativa rientra inoltre nel programma della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, dedicata quest’anno al tema della Formazione.
“La riapertura delle Sale Cambellotti rappresenta una nuova tappa nel percorso di progressiva restituzione al pubblico di spazi storici di Castel Sant’Angelo, dopo l’apertura dell’Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo”, ha dichiarato Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. “Questo progetto si inserisce inoltre nel lavoro avviato con la mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’Alba di un Museo, dedicata alla stagione delle grandi esposizioni retrospettive che contribuirono alla nascita del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia, il cui manifesto era proprio opera di Duilio Cambellotti. Oggi torniamo sull’artista con un progetto volutamente raccolto e costruito in dialogo diretto con le sale da lui decorate, più vicino a un racconto di formazione e di immagini che a una tradizionale mostra monografica. Le stoffe donate da Francesco Tetro, esposte al pubblico dopo un accurato intervento di restauro, permettono inoltre di entrare nel laboratorio visivo di Cambellotti e di leggere la sua formazione attraverso materiali, suggestioni e geografie che hanno alimentato il suo immaginario decorativo”.
“Questa mostra dimostra quanto il dialogo tra istituzioni culturali e la collaborazione tra pubblico e privato possano generare progetti capaci di ampliare concretamente la conoscenza e la fruizione del patrimonio”, ha affermato Massimo Osanna, Direttore generale Musei. “La donazione dei tessili appartenuti a Cambellotti consente infatti di arricchire il racconto delle sale in modo coerente con il luogo che le ospita, restituendo al pubblico non soltanto ambienti straordinari, ma anche il processo creativo che li ha generati. Allo stesso tempo, il progetto conferma l’attenzione della Direzione generale Musei verso forme di accessibilità sempre più ampie e diversificate, con particolare attenzione all’accessibilità cognitiva e sensoriale, capaci di favorire la partecipazione e l’esperienza del patrimonio culturale anche all’interno di contesti monumentali storici particolarmente complessi”.
“La riapertura delle Sale Cambellotti a Castel Sant’Angelo consente di accedere nuovamente ai cicli decorativi realizzati dall’artista. Questa mostra permette di cogliere la continuità tra la dimensione monumentale delle sale e la ricerca più intima e quotidiana che emerge nei disegni, nei progetti e nelle sculture conservati dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. Accanto alle opere, trovano spazio anche gli elementi che hanno alimentato il suo immaginario, come stoffe e ceramiche da lui collezionate, attraverso cui Cambellotti ha costruito un linguaggio unico e riconoscibile, capace ancora oggi di parlare al presente”, ha sottolineato il Comitato scientifico dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti.
| Titolo mostra | Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia | Città | Roma | Sede | Castel Sant'Angelo | Date | Dal 20/05/2026 al 06/09/2026 | Artisti | Duilio Cambellotti | Curatori | Luca Mercuri | Temi | Novecento, Roma, Castel Sant'Angelo |
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