CAMBIO Centro Culturale di Castelfiorentino (Firenze) in collaborazione con Museo Novecento, presenta dal 3 aprile al 20 settembre 2026 la mostra Cento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova, curata da Sergio Risaliti e Eva Francioli. L’esposizione si propone di ripercorrere uno dei momenti più complessi e fertili dell’arte italiana del Novecento, attraverso lo sguardo indipendente di Alberto Della Ragione, collezionista e osservatore critico del proprio tempo.
L’iniziativa nasce dalla volontà di riportare al centro l’importanza della collezione dei musei civici fiorentini, che rappresenta una scelta culturale precisa. Ingegnere navale, Della Ragione inizia a collezionare dopo la visita alla Quadriennale del 1931. La sua raccolta si orienta dapprima verso artisti riconosciuti, per poi concentrarsi su figure meno allineate e spesso trascurate dal sistema ufficiale del Regime. La collezione si caratterizza per coerenza interna e capacità di restituire la complessità di una stagione artistica segnata da tensioni, ritorni alla tradizione e sperimentazioni innovative.
Il gesto che ne definisce il senso compiuto è la donazione della collezione alla città di Firenze nel secondo dopoguerra, un contributo fondamentale alla formazione delle collezioni civiche del Novecento. L’atto pubblico, sancito nel 1970 con la dichiarazione “Vi do la mia vita”, riflette l’intento consapevole di rinnovare il mecenatismo fiorentino in chiave moderna. Il percorso espositivo nasce dalla domanda su cosa attirasse realmente Della Ragione: quali temi, immagini e forme guidassero le sue scelte. Il risultato è un allestimento articolato ma continuo, che presenta cento opere molte delle quali non visibili da tempo. L’esposizione offre una panoramica completa del linguaggio figurativo del Novecento, senza rinunciare a incursioni visionarie e sperimentali.
Tra i protagonisti spiccano Giorgio Morandi, Marino Marini, Mario Sironi, Renato Guttuso ed Emilio Vedova, con opere che attraversano generi e soggetti senza scadere in un approccio didascalico. I paesaggi diventano spazi mentali in cui la natura si trasforma in struttura, luce o memoria; le nature morte abbandonano la funzione descrittiva per interrogare la pittura stessa; l’atelier si presenta come luogo simbolico della creazione, dove strumenti e figure suggeriscono processi più che risultati.
Il tema della cavalleria si carica di tensione narrativa e energia plastica, oscillando tra tradizione e modernità. L’universo femminile emerge attraverso sequenze di immagini segnate da silenzi, attese e costruzioni dello sguardo, caratterizzate da una distanza sottile ma costante. Il ritratto affronta la crisi dell’identità novecentesca, alternando restituzioni realistiche a deformazioni e stilizzazioni.
I cosiddetti “teatrini” aprono a dimensioni enigmatiche, in cui oggetti e figure dialogano in scenari sospesi tra logica e assurdo, richiamando le ricerche metafisiche di Giorgio de Chirico. Le sezioni dedicate al futurismo mostrano dinamiche di velocità, energia e trasformazione, mentre i segmenti sul rapporto tra arte e storia e tra arte e devozione evidenziano la capacità degli artisti di confrontarsi con le tensioni del proprio tempo, tra conflitti, inquietudine spirituale e ricerca di senso.
“Questa mostra rappresenta in modo esemplare il senso dell’impegno che Banca Cambiano 1884 porta avanti da sempre a favore del territorio: investire in iniziative capaci di accrescere non solo l’offerta culturale, ma anche la vitalità e l’identità della comunità locale”, dice Paolo Regini, Presidente Banca Cambiano 1884 S.p.A.. “Ospitare a Castelfiorentino cento opere che attraversano uno dei momenti più intensi e complessi dell’arte italiana del Novecento significa mettere il territorio in relazione con un patrimonio di altissimo valore e creare una occasione concreta di crescita, partecipazione e apertura. È un modo coerente di interpretare i principi fondanti della Banca - prossimità, responsabilità, attenzione alle persone e sviluppo della comunità – nella convinzione che cultura e territorio possano crescere insieme”.
“Questa iniziativa”, afferma Francesca Giannì, Sindaca Comune di Castelfiorentino, “rappresenta molto bene l’idea di città che vogliamo costruire: una città in cui la cultura non sia marginale, ma parte integrante di una visione politica orientata alla crescita civile, alla coesione sociale e alla valorizzazione del territorio. Portare a Castelfiorentino progetti di alto profilo significa investire nella qualità della vita della comunità, ma anche rafforzare il ruolo della città in una rete più ampia di relazioni culturali e istituzionali. È così che si costruisce un territorio capace di esprimere identità, attrattività e futuro”.
“Questa mostra rappresenta un’occasione preziosa per rileggere, con uno sguardo attuale, una delle raccolte più significative del Novecento italiano conservate nei musei civici fiorentini” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “La collezione di Alberto Della Ragione è una scelta consapevole di sostenere l’arte del proprio tempo, anche quando era scomoda e non allineata. Portare oggi questo patrimonio fuori da Firenze significa rafforzare un’idea di cultura diffusa, capace di creare relazioni e nuove occasioni di conoscenza sul territorio. Il percorso, che attraversa autori come Giorgio Morandi, Marino Marini, Mario Sironi, Renato Guttuso ed Emilio Vedova, restituisce la complessità e la vitalità di una stagione centrale del Novecento. Come Comune continuiamo a investire nella valorizzazione delle nostre collezioni civiche, non solo come patrimonio da conservare, ma come strumenti vivi per interpretare il presente e rinnovare la tradizione culturale fiorentina”.
"Ospitare i capolavori di Morandi, Fontana, Guttuso e Vedova”, sostiene Franco Spina, Assessore alla Cultura Comune di Castelfiorentino, “ci consente di ripercorrere una straordinaria stagione della storia dell’arte italiana e, al contempo, di democratizzare l’accesso all’arte, rendendo fruibile a tutti quel patrimonio che Alberto Della Ragione donò alla collettività. Siamo grati per questa collaborazione, che si affianca al percorso di Castelfiorentino Casa di Artisti e ne amplia l’impatto. Attraverso l’arte, proseguiamo un dialogo aperto tra comunità, territorio e prestigiose istituzioni culturali, contribuendo a costruire una comunità più consapevole e partecipe, nel segno dell’Arte”.
“Accogliere una mostra come questa realizzata in collaborazione con il Museo Novecento, significa dare piena attuazione alla visione con cui questo centro culturale è nato: rendere la cultura una esperienza condivisa, accessibile e capace di generare valore per la comunità”, continua M. Cristina Giglioli, Direttrice Fondazione Cambiano ETS. “Portare a Castelfiorentino un percorso espositivo costruito intorno a una delle raccolte più significative del Novecento italiano, con opere di artisti come Morandi, Sironi, Guttuso, Marini e Vedova, vuol dire offrire al territorio un’occasione di straordinaria qualità, normalmente riservata ai grandi centri urbani. Allo stesso tempo, una mostra di questo profilo rafforza la capacità attrattiva del territorio e conferma come anche luoghi fuori dai circuiti metropolitani possano diventare destinazione di un turismo culturale attento e qualificato”.
“La mostra che presentiamo oggi a Castelfiorentino”, conclude Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento, “con cento opere provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, è il risultato di un processo di valorizzazione che nasce dalla preziosa collaborazione tra il Museo Novecento e il Centro Culturale CAMBIO, una realtà nata da una visione illuminata condivisa tra pubblico e privato, che ha dotato Castelfiorentino di uno strumento di crescita sociale e di inclusione culturale.Il Museo Novecento ha fatto della sinergia con le amministrazioni della città metropolitana un obiettivo strategico e abbiamo trovato un territorio fertile e di belle ambizioni su cui costruire azioni sensibili e formazione artistica. Della Ragione non è stato un collezionista neutrale, né un semplice accumulatore di capolavori: è stato un interlocutore diretto degli artisti del suo tempo, un osservatore che ha scelto di esporsi, di rischiare, di prendere posizione in anni attraversati da profonde contraddizioni politiche e culturali. In questo senso, la sua raccolta è già di per sé un racconto critico, una narrazione che attraversa il Novecento italiano e ne definisce il gusto e l’estetica. Accanto ai nomi più riconosciuti come Morandi, Casorati, Fontana, Guttuso, De Chirico e Vedova, troviamo anche presenze meno allineate, talvolta marginalizzate dal sistema ufficiale del loro tempo, ma oggi indispensabili per comprendere davvero la complessità del Novecento italiano. È in questa capacità di tenere insieme centro e margine, tradizione e sperimentazione, che la collezione rivela la sua straordinaria attualità. La donazione alla città di Firenze è stata un atto generoso. Quando Della Ragione scrive “Vi do la mia vita”, non sta semplicemente consegnando delle opere, ma affida alla collettività una visione, un’idea di cultura come bene comune, come spazio di responsabilità e di confronto. Ripartire oggi da quella frase significa interrogarci su cosa voglia dire, per un’istituzione pubblica, custodire un patrimonio artistico e, allo stesso tempo, riattivare la sua inesauribile energia. Portare “fuori” una collezione significa non solo allargare il raggio di azione della stessa, la sua risonanza extra muros. Di fatto, la facciamo nascere nuova per riscoprirla diversa. Trasferire un oggetto in un differente contesto, come ci ha insegnato Duchamp, significa strapparlo alla perdita di aura e al feticismo commerciale, cosa che, quando lo si fa con un’opera d’arte o una collezione, significa strapparla dal feticismo della storicizzazione e all’offuscamento dello sguardo, che non vede ma consuma immagini prive di aura. Ringrazio tutti coloro che hanno desiderato, voluto e fatto in modo che questa operazione culturale sia potuta accadere. Condivido questo riconoscimento con Eva Francioli, preziosa nel sostenere l’impegno e nell’aggiungere la sua competenza e sensibilità alla curatela.”
CENTRO CULTURALE CAMBIO
Lunedì chiuso; Dal martedì alla domenica ore 10.00 – 13.00 / 16.00 -19.00
Aperti Pasquetta (6 aprile), 25 aprile, 1° maggio
10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
| Titolo mostra | Cento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova | Città | Castelfiorentino | Sede | CAMBIO Centro Culturale | Date | Dal 03/04/2026 al 20/09/2026 | Artisti | Artisti vari | Curatori | Eva Francioli, Sergio Risaliti | Temi | Arte del Novecento |
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