A Firenze una mostra ripercorre oltre quarant’anni di ricerca di Mario Ceroli. La galleria Tornabuoni Arte ospita, nella sede sul Lungarno Benvenuto Cellini 3, la rassegna Mario Ceroli. Mito e materia, visitabile fino al 29 maggio. L’esposizione rappresenta la prima antologica dedicata all’artista organizzata in Italia dalla galleria e arriva pochi mesi dopo la grande rassegna monografica ospitata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, conclusasi lo scorso gennaio.
Il rapporto tra Tornabuoni Arte e Ceroli ha una storia consolidata. La sede parigina della galleria ha infatti dedicato all’artista due mostre personali, nel 2010 e nel 2022. La rassegna fiorentina prende le mosse da questa relazione e propone un percorso espositivo che attraversa le principali tappe della carriera di Ceroli, protagonista della scena artistica romana a partire dagli anni Sessanta. L’itinerario riunisce quaranta opere tra sculture e installazioni, insieme alle celebri silhouettes realizzate in legno, materiale che l’artista ha scelto come elemento centrale della propria ricerca.
“Ceroli ha presentato un nuovo possibile modo di intendere la scultura, senza rinunciare agli elementi della sua identità storica e sottoponendola al contempo a una trasformazione innovativa sostanziale, e dunque profondamente personale”, scriveva Enrico Crispolti, che aveva curato la mostra del 2010. “Ceroli ha sviluppato gradualmente le modalità di un linguaggio plastico che rifiuta sia la continuità strutturale e rappresentativa della scultura tradizionale, sia il conseguente peso e l’unicità avvolgente dell’evento collocato nello spazio”.
Tra i lavori presenti in mostra figura Squilibrio, realizzato nel 1988 e presentato qui in una versione di dimensioni ridotte in bronzo. L’opera trae ispirazione dal celebre disegno dell’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci e costituisce una delle invenzioni più riconoscibili dell’artista, spesso considerata quasi un suo emblema. Il lavoro rende esplicita la tensione tridimensionale che caratterizza molte delle opere di Ceroli e riflette il dialogo costante con la tradizione artistica occidentale. Il percorso espositivo include anche una serie di opere realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta in tavolato ligneo, in particolare in pino di Russia. I protagonisti di questi lavori appartengono al mondo del mito greco e alla figura del guerriero. Alcuni cicli prendono spunto dai celebri Bronzi di Riace, rinvenuti nel 1972 nelle acque della Calabria. Tra i lavori esposti compaiono Interno tempio (I Bronzi di Riace) del 1981 e Ritratto di guerriero, realizzato nello stesso anno con tecnica mista e foglia d’oro su legno. In tali opere il riferimento all’antichità e alla tradizione classica emerge come elemento costante della ricerca dell’artista.
All’interno della mostra trovano spazio anche due sculture lignee di epoca più recente, Le talebane, realizzate nel 2002. Le opere, una bianca e una azzurra, alte circa due metri ciascuna, presentano figure immobili e silenziose che assumono il carattere di simulacri enigmatici. Il progetto nasce da suggestioni legate alla cronaca politica internazionale, che Ceroli ha rielaborato attraverso una sintesi formale essenziale e una forte componente evocativa. Le sculture alludono inoltre alle tradizioni culturali dell’Oriente, rilette attraverso il linguaggio dell’artista.
Tra i lavori presenti nel percorso espositivo figura anche Gloria eterna ai caduti per la pittura, monumentale retablo in legno e bronzo datato 1972. L’opera riporta incisi i nomi di critici d’arte, collezionisti e mercanti, trasformando il dispositivo commemorativo in un gesto ironico. Il lavoro si colloca in una fase della produzione di Ceroli, tra il 1972 e il 1975, in cui l’elemento della scrittura assume un ruolo ricorrente all’interno delle sue opere. Il percorso comprende inoltre Eleusi, opera del 1979 che rimanda ai Grandi Misteri Eleusini, antichi riti agrari di carattere esoterico. Il lavoro raffigura un campo di frumento maturo e testimonia l’interesse dell’artista per la dimensione naturale e vegetale. In questo caso Ceroli utilizza rami, paglia e spighe inseriti nei fondi delle tradizionali tavole lignee, materiali che rafforzano il legame con il ciclo della natura e con la dimensione simbolica della fertilità.
L’attenzione verso gli elementi naturali trova alcune delle sue radici nel dialogo con l’Arte Povera, movimento con il quale Ceroli ha condiviso in particolare negli anni iniziali alcuni orientamenti poetici. L’artista ha tuttavia mantenuto una posizione autonoma rispetto alle declinazioni sviluppate nell’area torinese da figure come Merz e Penone, elaborando nel tempo un linguaggio personale.
| Titolo mostra | Mario Ceroli. Mito e materia | Città | Firenze | Sede | Tornabuoni Arte | Date | Dal 11/03/2026 al 29/05/2026 | Artisti | Mario Ceroli | Temi | Arte contemporanea, Scultura |
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