Prima mostra negli USA per Simone Pellegrini: “Turning Point” a New York


L’artista italiano Simone Pellegrini, tra i più apprezzati nel nostro paese, espone per la prima volta negli USA: dal 2 aprile al 7 maggio 2022 si tiene la sua personale “Turning Point” alla Cavin Morris Gallery di New York.

Si terrà a New York la prima personale americana dell’artista italiano Simone Pellegrini (Ancona, 1972): intitolata Turning Point, la rassegna si terrà alla Cavin Morris Gallery dal 2 aprile al 7 maggio 2022. La galleria lavora da quasi quarant’anni con artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo, ed è specializzata su ricerche e pratiche non convenzionali. La collaborazione con Simone Pellegrini nasce nel 2020, e dopo la sua partecipazione al SOFA Chicago Art Fair 2020 e OAF New York 2021, e come artista della mostra collettiva Phoenix: New Artists and New Works, evolve in un focus dedicato a nove grandi carte, prodotte negli ultimi dieci anni.

Le opere di Pellegrini, apparentemente semplici ma profondamente complesse, “sono un dialogo tra segretezza e mistero”, si legge nella presentazione della galleria. “A prima vista le si può vedere come arene di segretezza, ma c’è una differenza tra segretezza e mistero che gioca con e cambia le nostre percezioni. La segretezza implica la possibilità di spiegazioni empiriche se solo i fatti potessero essere rivelati. I segreti hanno fonti e risposte deliberatamente nascoste. I segreti possono essere solipsistici. I misteri rimangono poetici, sensuali ed eternamente tortuosi. Per qualsiasi motivo, le risposte ai misteri rimangono sensuali e per sempre implicite, e raramente, se non mai, si mostrano. I disegni di Simone Pellegrini alludono a segreti, accumuli postmoderni e accrescimenti di immagini storiche, mitiche, talismaniche e culturali, ma in realtà sono misteriosi, come se l’artista si fosse liberato nel tempo, improvvisando e campionando le immagini come un DJ da un flusso di coscienza costantemente in movimento. È improvvisatore in modo tale che la narrativa visiva si muova e viaggi, mutando costantemente forma mentre si sposta dalla sua mano irrequieta ai nostri occhi ricettivi. Fare in modo che una visione accuratamente narrata appaia spontanea ed eterna eppure immediata non è un’impresa facile”.

Simone Pellegrini, Etrasta scura (2021; tecnica mista, 73 x 144 cm)
Simone Pellegrini, Etrasta scura (2021; tecnica mista, 73 x 144 cm)
Simone Pellegrini, Posa della slittante (2021; tecnica mista, 82 x 152 cm)
Simone Pellegrini, Posa della slittante (2021; tecnica mista, 82 x 152 cm)
Simone Pellegrini, Traviso in fase (2021; tecnica mista, 71 x 147 cm)
Simone Pellegrini, Traviso in fase (2021; tecnica mista, 71 x 147 cm)

Pellegrini, sulle sue carte, dà forma a una teoria di forme pensiero ma anche di forme animali, minerali e vegetali, permettendo loro di fondersi per giustapposizioni in un’architettura organica dell’universo senza mai perdersi completamente le loro vecchie identità (qui un approfondimento sull’artista). Singolarmente, ogni disegno è completo, e raggruppati insieme danno vita a una visione ampia resa coesa dall’attento montaggio e fusione dell’artista. Sono una sorta di assolo di free jazz che utilizza voci antiche e contemporanee. I nove grandi disegni che vanno in mostra da Cavin Morris non saranno mai uguali due volte e possono essere compresi più a fondo sospendendo l’incredulità e il bisogno di risposte lineari.

Simone Pellegrini nasce ad Ancona nel 1972. Vive e lavora a Bologna, dove insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti e ha sede il suo studio. La carriera d’artista ha inizio nel 1996, durante gli anni di formazione all’Accademia di Belle Arti di Urbino presso la quale si diploma nel 2000. Dal 2003 con la personale Rovi da far calce si inaugura una lunga stagione di successive mostre, in Italia e all’estero, e fiere internazionali. Ha esposto in Italia in istituzioni come Museo di Palazzo Pretorio Prato, Parco Archeologico Pompei, Villa d’Este Tivoli, MAMbo Bologna, CIAC Genazzano, Museo della Permanente Milano, Museo della città e FAR-Fabbrica Arte Rimini, Casa natale di Raffaello Urbino e Fondazione l’Arca Teramo, Palazzo Magnani e Collezione Maramotti Reggio Emilia, Villa Reale Monza, MAC-Museo d’Arte Contemporanea Lissone, partecipando a tre edizioni della Biennale Venezia tra gli artisti del Padiglione Italia e ad eventi collaterali. All’estero, in musei come Pablo Picasso Münster o Stadtgalerie Kiel in Germania, National Gallery of Arts Tirana in Albania, Mact/Cact Bellinzona in Svizzera. Sue opere appartengono alla Collezione del Museo delle Trame Mediterranee, Gibellina; Collezione Premio Lissone del MAC-Museo d’Arte Contemporanea, Lissone; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; Collezione permanente Bologna Fiere, Bologna; Collezione d’Arte UniCredit, Milano; Collezione Gabriele Mazzotta, Milano; Collezione Volker Feierabend, Francoforte sul Meno; Collezione Hanck, Museum Kunstpalast, Düsseldorf; MUSA civica raccolta del disegno, Salò; Palazzo Forti, Verona; Collezione della Provincia di Reggio Emilia; Musei Civici, Monza.

Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito di Cavin Morris.


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